L'amore e l'odio. Un colloquio tra flussi desideranti è una mostra d'arte contemporanea che mette in dialogo le ricerche di Milena Ignatova e Sebastiano Bacci attraverso fotografia e installazione.
Il progetto nasce come riflessione sul desiderio inteso come energia rivoluzionaria che tutto produce e tutto vuole, anche la distruzione. Un dispositivo impalpabile che, insinuandosi tra le pieghe dell'agire umano, permette di analizzare forme di propaganda e stereotipi innestati celatamente nella quotidianità.
In L'Anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia del 1972, Gilles Deleuze e Félix Guattari descrivono il desiderio come macchina desiderante, unità primaria capace di generare ogni forma di creazione. In questa prospettiva, la natura è intesa come processo di produzione, una catena in cui ogni entità è indotta a produrre qualcos'altro, ogni macchina innestata su un'altra.
Il desiderio diviene così una potenza affermativa, non fondata sulla mancanza ma su una rinnovata fede nel processo collettivo, da esperire in modo corale piuttosto che in una solitudine ascetica di stampo romantico. È entro questa macro area d'indagine che si sviluppano le ricerche artistiche di Ignatova e Bacci.
Ignatova sfida cliché e convenzioni sociali esplorando il ruolo del femminile nella società contemporanea e promuovendo la dissoluzione di dinamiche che per troppi anni hanno costretto il corpo della donna entro una lente d'ingrandimento maschile. Le opere proposte, sviluppate in contesti come le officine meccaniche, rifiutano una narrazione preconfezionata del rapporto tra i generi e costruiscono scenari alternativi in cui ogni donna è detentrice attiva della propria immagine.
Credere nel potere femminile consente all'artista di porgere un ossequio laico all'erotismo e di demolire un immaginario spesso schiacciato su un dualismo semplicistico tra angelico e demoniaco, tra dama del focolare e peccatrice.... leggi il resto dell'articolo»
Parallelamente, Bacci si inserisce nel solco del giornalismo e della militanza sociale con l'obiettivo di dare voce a coloro che vengono quotidianamente silenziati nello spazio pubblico. La presenza del corpo nello spazio assume un valore politico primario, capace di produrre significato ancor prima di ogni articolazione verbale.
Radunarsi diventa un atto necessario per contrastare precarietà e vulnerabilità: agire di concerto permette di dichiarare silenziosamente la propria esistenza e resistenza. Ogni apparizione implica uno scambio di informazioni e una responsabilità reciproca: si è vulnerabili alla distruzione da parte dell'altro ma anche responsabili della sua preservazione.
L'amore e l'odio si configura così come un invito a invertire lo sguardo e a credere nella performatività del corpo, nel suo potere di generare senso, relazione e trasformazione.
Note biografiche
Milena Ignatova (Pleven, 2003) è iscritta al Diploma accademico di primo livello in Moda e Costume presso l'Accademia di Belle Arti di L'Aquila. Ha conseguito il diploma al Liceo V. Bellisario di Avezzano. Tra le pubblicazioni e mostre selezionate: GENUINE PARTS, Le Desir Elite Publication Magazine (2025); GENUINE PARTS, Charisma Magazine (2025); ADAMO & EVA, Darkly Art Magazine (2025); RIFLESSI, Stories Untold Magazine (2024); Art & Fashion - Nel segno dello stile, Palazzo Burri Gatti, L'Aquila (2024).
Sebastiano Bacci (Asti, 2004) è iscritto al Diploma accademico di primo livello in Fotografia presso l'Accademia di Belle Arti di L'Aquila. Ha conseguito il diploma al Liceo Scientifico F. Vercelli di Asti. Tra le pubblicazioni: Il Post (2025); Croce Rossa Italiana (2025); Il Manifesto (2025).
Mostra: L'amore e l'odio. Un colloquio tra flussi desideranti
L'Aquila - Galleria Commerciale di Via Roma
Apertura: 28/01/2026
Conclusione: 28/02/2026
Organizzazione: Spazio Genesi
Curatore: Sara Dias
Indirizzo: Via Roma 215 - 67100 L'Aquila (AQ)
Inaugurazione: Mercoledì 28 gennaio 2026 ore 18.00
Fruizione: Su appuntamento fino a sabato 28 febbraio 2026
Sito web per approfondire: https://www.instagram.com/spaziogenesi/
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