Dal 6 all’8 febbraio 2026, nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 in occasione di Arte Fiera, l’Associazione Acrobazie presenta l’installazione L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m still standing dell’artista italo-albanese Anila Rubiku, a cura di Elisa Fulco. Per la prima volta l’arte contemporanea entra dentro la Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna, trasformando il carcere in un luogo di dialogo e di partecipazione culturale.
L’iniziativa, in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale della Dozza, inserisce il carcere nel percorso delle mostre che si svolgono in città durante Arte Fiera, offrendo alla cittadinanza un invito a entrare simbolicamente in uno spazio di soglia tra arte, vita e giustizia sociale.
All’interno del carcere, Anila Rubiku presenterà quattro interventi distribuiti negli spazi dedicati ai colloqui con i familiari e i legali delle persone detenute, il cui titolo I’m still standing, ispirato alla canzone di Elton John del 1983, è dedicato al tema della resilienza, della speranza e delle seconde possibilità.
La serie di uccelli come metafora del possibile riscatto del femminile (Hope is the thing with feathers, 2022); i disegni con le protesi dei veterani che mostrano le soluzioni creative adottate per restare in piedi (I’m still standing, 2019); le porte ricamate ispirate alle porte segrete dei palazzi milanesi come emblema delle seconde possibilità (The Inner Doors, 2025); la serie di ritratti astratti delle detenute albanesi composti da sbarre da forzare per uscire da un sistema di giustizia dal calco maschile che penalizza le donne (Defiant’s Portrait, 2014).
L’installazione L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m still Standing è la seconda tappa di un percorso nazionale, sperimentato a Palermo in occasione del progetto “Spazio Acrobazie. Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica” (2022–2025), che mira a costruire una rete permanente tra arte, giustizia, cura e cittadinanza attiva all’interno delle strutture detentive.
Il primo appuntamento bolognese nasce per suggerire l’importanza di co-progettare interventi di welfare culturale con l’obiettivo di collegare il “dentro” e il “fuori”, favorendo la conoscenza delle collezioni museali e la collaborazione intersettoriale affinché l’arte diventi un motore di inclusione e rigenerazione sociale.... leggi il resto dell'articolo»
Si ringraziano la galleria Ncontemporary, Milano – Venezia; Alessi SPA Società Benefit; Kartell SPA; Fondazione Ennio De Rigo ETS; la casa vinicola Conte Tasca d’Almerita società benefit.
Hope is the thing with feathers
La serie, composta da 100 disegni su carta e da disegni su tessuto dedicati alla rappresentazione degli uccelli, rappresenta una metafora della libertà e del femminile. Tutti i lavori poggiano su uno sfondo, un “background sociale e culturale”, che potenzialmente libera o incastra il potenziale delle donne. Il progetto è accompagnato dall’omonimo libro, Hope is the thing with feathers, edito da Acrobazie edizioni (2022).
“La speranza è una cosa con le piume. Non guardiamo gli uccelli. Li diamo per scontati mentre viviamo la nostra vita. Potremmo dire a un amico: ‘Guarda quell’uccello’. Ma entrambi presto passiamo oltre. Eppure gli uccelli svolgono un ruolo magico nel nostro inconscio collettivo”, afferma l’artista.
I’m still standing #1–15
Il progetto prende il titolo della nota canzone di Elton John del 1983, che l’artista usa come punto di partenza della sua ricerca iconografica sulle protesi dei veterani, in cui le soluzioni creative adottate diventano metafora delle capacità di resistenza e resilienza di ogni persona.
The Inner Doors
Per la prima volta Rubiku presenta il ciclo The Inner Doors (2025), ispirato alle tecniche di ricamo con perline apprese dalle donne di comunità indigene del Nord America, a partire dalle porte nascoste in vetro disseminate nelle città milanesi.
Defiant’s Portrait #1–12
Attraverso laboratori realizzati con donne detenute in un carcere di Tirana, Rubiku ha creato una serie di opere che denunciano la violenza domestica e l’assenza di tutela giuridica, restituendo ritratti interiori fatti di finestre sbarrate, ricami e sculture come simboli di speranza e possibile libertà.
Note biografiche
Anila Rubiku Durazzo, 1970) è un'artista italiana di origine albanese formatasi all'Accademia d'Arte di Tirana (1994) e all'Accademia di Belle Arti di Brera (2000). Attualmente lavora tra Milano, Toronto e Durazzo. Il suo lavoro, intimamente connesso con questioni politiche e sociali, utilizza vari media: installazione, scultura, ricamo, incisione, pittura. Nelle sue opere, l'artista affronta con taglio poetico e ironico temi legati alla disuguaglianza di genere e all'ingiustizia sociale (Vierzon Biennale, 2022, Biennale dell'Avana, 2019, 5ª Biennale di Salonicco, 2015), che toccano temi ambientali (Biennale di Kiev, 2012; On-Site Gallery, OCAD University, Toronto, Canada. 2025) e relazionali (56th October Salon, Belgrado, 2016), riflettendo sul significato dell'essere immigrati oggi (Biennale di Venezia, 2011, Hammer Museum residence, Los Angeles, 2013) e sul rapporto tra città e democrazia (Biennale di Architettura di Venezia, 2008, Assab One Milano, 2024).
Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui: Frac Centre Val De Loire, The National Gallery of Art (Washington DC); Mint Museum (Charlotte NC, USA); Museo di Israele (Gerusalemme); National Museum of Women in the Arts (Washington DC); Deutsche Bank Collection (Londra, UK); Edition 5 Collection (Erstfeld, Svizzera). Nel 2014 è stata nominata dalla Human Rights Foundation per il suo impegno sociale ed è stata selezionata come uno dei migliori pensatori globali dalla rivista Foreign Policy.
Associazione Acrobazie dal 2016 opera nel campo dell’innovazione sociale e del welfare culturale, promuovendo inclusione, pari opportunità e rigenerazione sociale attraverso la cultura contemporanea, con progetti realizzati in ambito carcerario, sanitario e culturale.
Nel 2019, in qualità di partner, ha avviato il progetto "L'Arte della Libertà", a cura di Antonio Leone ed Elisa Fulco, rivolto alle persone detenute della Casa di reclusione Calogero di Bona - Ucciardone, Palermo e al gruppo misto di operatori (penitenziari, socio-sanitari, culturali).
Nel 2021, ha vinto la X edizione del Bando Italian Council con il progetto The Swing of Ingustice dell'artista Anila Rubiku, esposto nella Biennale di arte e architettura di Vierzon (settembre 2022), e dal 2022 al 2025, è stata capofila del progetto "Spazio Acrobazie. Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica", sostenuto da Fondazione CON IL SUD e da Fondazione Sicilia.
Attraverso laboratori di arte contemporanea, lezioni di arte e di diritto, visite guidate nei luoghi culturali, e interventi di valorizzazione degli spazi comuni, Spazio Acrobazie è frutto della condivisone di intenti con differenti partner che provengono rispettivamente dal mondo della detenzione, della sanità, della cultura e della giustizia. Un modello basato sulla creazione di una rete stabile, funzionale a generare un'offerta culturale in grado di tenere insieme integrazione sociale, opportunità formative e sostenibilità nel settore culturale, creando un ponte tra il dentro e il fuori. Flavio Favelli, Genuardi-Ruta, Stefania Galegati, Paolo Gonzato e Marzia Migliora sono tra gli artisti che hanno collaborato con il progetto.
Mostra: L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m still standing
Bologna - Casa Circondariale Rocco D’Amato
Apertura: 06/02/2026
Conclusione: 08/02/2026
Organizzazione: Associazione Acrobazie
Curatore: Elisa Fulco
Indirizzo: Via del Gomito 2 - 40127 Bologna (BO)
Inaugurazione: 6 febbraio 2026, ore 12 (su invito)
Orari: venerdì 6 febbraio 15.00-19.00; sabato 7 e domenica 8 febbraio 9.00-19.00
Ingresso: accesso con documento di identità e autocertificazione obbligatoria
Sito web per approfondire: https://acrobazie.org
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