Nel cuore della città, il Museo de' Medici accoglie un nuovo e significativo capitolo nel dialogo tra arte e spiritualità, ospitando nel refettorio dell'ex monastero di Santa Maria degli Angeli (che conserva l'affresco con l'Ultima Cena di Ridolfo del Ghirlandaio) l'Ultima Cena in bronzo di Sauro Cavallini, affiancata dal disegno preparatorio e dal dipinto Ecce Homo.
L'opera esposta è il più grande dei tre bozzetti conservati presso il Centro Studi Cavallini e rappresenta una tappa fondamentale di un progetto monumentale del maestro: una scultura di dimensioni imponenti, attualmente in gesso e acciaio a grandezza naturale (14 x 6,5 metri), realizzato tra il 1988 e il 1992, e ancora oggi in attesa di finanziamento per la fusione in bronzo e la sua definitiva collocazione. Il percorso è arricchito dalla presenza del disegno preparatorio del 1979 e da materiali d'archivio che restituiscono la complessità del pensiero dell'artista, offrendo una chiave di lettura intima e universale dell'opera.
Nella visione di Cavallini, l'Ultima Cena si trasforma in un'immagine simbolica e contemporanea, lontana dalla sola dimensione narrativa per aprirsi a una riflessione sull'umanità e sul destino collettivo: un convito ideale in cui il Dio dell'Amore riunisce i popoli della terra in un orizzonte di pace possibile. È in questa tensione etica e spirituale che si concentra l'intera ricerca dell'artista, orientata a indagare l'essenza profonda dell'essere umano attraverso un linguaggio capace di coniugare forza plastica e intensità espressiva. «L'ultima Cena è una delle poche opere di soggetto sacro realizzate dall'artista – afferma Maria Anna Di Pede, direttore del Centro Studi Sauro Cavallini – ed è quella che meglio dimostra la sua capacità di esprimere gli stati d'animo attraverso la sintesi del modellato e il trattamento della materia. Del resto la fonte di ispirazione prediletta per lo scultore è stata l'opera di Leonardo da Vinci, lo studio dei cosiddetti moti dell'animo, dei sentimenti espressi con naturalezza e autenticità».
Per sottolineare tali relazioni sarà esposta una selezione di calcografie cinquecentesche raffiguranti il cenacolo vinciano presenti in volumi della biblioteca del Museo de' Medici.
L'allestimento, inserito in uno dei luoghi più suggestivi della città, rinnova il confronto tra epoche e linguaggi, mettendo in relazione la misura rinascimentale di Ghirlandaio e Leonardo con la visione universale e profondamente contemporanea di Cavallini. Ne emerge un dialogo serrato tra passato e presente in cui arte, storia e spiritualità si intrecciano in un equilibrio carico di significati, restituendo al pubblico un'esperienza di forte impatto visivo e simbolico.
L'aspetto più interessante di questo progetto risiede nel confronto diretto con l'affresco di Ridolfo del Ghirlandaio: se nel Rinascimento l'Ultima Cena era ordine, prospettiva e simmetria divina, nella visione di Cavallini diventa un'esplosione di umanità; l'artista non cercava la perfezione della forma, ma la verità del sentimento. Queste tematiche saranno trattate in una conferenza nell'ex chiesa del Monastero di Santa Maria degli Angeli con relazioni di Maria Anna Di Pede (Direttore del Centro Studi Sauro Cavallini) e Sara Taglialagamba (Direttore della Nuova Fondazione Rossana e Carlo Pedretti).
Mostra: L'ultima Cena. Da Leonardo a Ghirlandaio a Cavallini
Firenze - Museo de' Medici – Ex Monastero di Santa Maria degli Angeli
Apertura: 23/04/2026
Conclusione: 15/05/2026
Organizzazione: Museo de' Medici
Curatore: Maria Anna Di Pede
Indirizzo: Via degli alfani 39 - 50121 Firenze (FI)
Inaugurazione il 23 aprile alle ore 18:00
Orari:
Lun, Mar, Mer, Gio, Ven, Sab, Dom
Dalle 10:00 alle 18:00
Contatti: museodemedici@gmail.com / +39 055 709 8284
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