Giovedì 26 febbraio 2026 Tommaso Calabro inaugura nella sede di Milano Leonor Fini – In scena, una mostra dedicata a opere su carta e studi preparatori per il teatro realizzati da Leonor Fini (1907–1996) tra il 1948 e il 1969. Visitabile fino al 28 marzo 2026, l'esposizione prosegue il percorso di ricerca dedicato all'opera dell'artista italo-argentina, concentrandosi su un ambito della sua produzione sviluppato con continuità parallelamente alla pittura.
Tra la metà degli anni Quaranta e la fine degli anni Sessanta, Leonor Fini intraprende un'intensa attività teatrale che la porta a collaborare con alcune delle principali istituzioni europee, affermandosi come scenografa e costumista nel rinnovamento scenico del secondo dopoguerra. Dopo le prime esperienze romane durante la guerra, rientrata a Parigi lavora con George Balanchine per Le Palais de cristal all'Opéra de Paris e con Roland Petit per Les Demoiselles de la nuit. In questi stessi anni concepisce Le Rêve de Leonor (1949), balletto musicato da Benjamin Britten e presentato alla Royal Opera House di Londra. Ideato a partire da un sogno, il balletto traduce in forma scenica un universo fantastico e visionario che attraversa in modo significativo l'immaginario di Fini.
Leonor Fini – In scena riunisce studi e bozzetti per un nucleo di produzioni comprese tra il 1949 e il 1969, tra cui Le Rêve de Leonor (1949), Le Mal Court (1956), La Mégère apprivoisée (1957), Le Concile d'Amour e Le Balcon (1969). I disegni e gli acquarelli in mostra restituiscono il processo di definizione dei personaggi, l'articolazione dei costumi e la costruzione dello spazio scenico. In queste opere, il foglio si configura come luogo autonomo di elaborazione, in cui si precisano le relazioni tra corpo e abito, tra presenza e ruolo, prima della loro traduzione sul palcoscenico.
La teatralità, per Fini, non si esaurisce nello spazio del palcoscenico. La dimensione del travestimento – centrale nella biografia e nella poetica della pittrice fin dall'infanzia – trova sulla scena una formulazione concreta e strutturata. Le sue frequenti apparizioni in costume e la partecipazione a eventi mascherati riflettono una concezione della rappresentazione come spazio di costruzione dell'identità. In questo senso, la scena non costituisce un ambito separato, ma una delle modalità attraverso cui l'artista dà forma al proprio immaginario. Per Fini, il costume e il palcoscenico non sono elementi decorativi, ma strumenti di trasformazione capaci di ridefinire identità e ruoli. Come lei stessa scrive: «Indossare un travestimento è una forma di magia che mi permette di entrare in altre dimensioni, in altre specie, in altri mondi.»
Proprio in questa tensione tra identità e rappresentazione si misura l'intensità del suo impegno teatrale negli anni centrali della sua attività. Dopo oltre vent'anni di intensa produzione, l'artista gradualmente riduce gli incarichi teatrali, concentrando sempre più il proprio lavoro sulla pittura. Il teatro rimane tuttavia un laboratorio fondamentale per comprendere la coerenza del suo linguaggio: l'attenzione al dettaglio, la centralità della maschera e la costruzione di spazi più mentali che realistici costituiscono elementi ricorrenti nella sua opera.
Mostra: Leonor Fini. In scena
Milano - Tommaso Calabro
Apertura: 27/02/2026
Conclusione: 28/03/2026
Organizzazione: Tommaso Calabro
Indirizzo: Corso Italia 47 - 20122 Milano (MI)
Inaugurazione: Giovedì 26 febbraio 2026, ore 17:00-20:00
Orari: Mar-Sab 11:00-19:00; lunedì su appuntamento
Sito web per approfondire: https://www.tommasocalabro.com
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