Ad aprile 2022, la Galleria Tommaso Calabro presenta “Leonor Fini. Italian Fury”, una mostra dedicata all’artista italo-argentina Leonor Fini (1907-1996), a cura di Francesco Vezzoli (1971) con un allestimento di Filippo Bisagni.
Max Ernst la definì come “furia italiana”, come una donna di “scandalosa eleganza, capriccio e passione”. Leonor Fini fu davvero una femme fatale dal fascino innegabile e dal temperamento turbolento, nonché un’artista di difficile classificazione per l’unicità della sua visione e l’indipendenza dalle principali correnti artistiche del Novecento. Il suo infinito estro creativo, insieme a una costante necessità di espressione di sé, la portarono a essere pittrice, disegnatrice, illustratrice, scrittrice, costumista e designer per quasi l’intera durata del Novecento, dall’inizio degli anni Dieci, quando, all’età di tre anni, si approcciò per la prima volta al disegno, fino agli ultimi momenti della sua mirabolante esistenza. La teatralità della sua persona, insieme al suo charm leggendario, la portarono a essere una delle figure più in voga nei circoli culturali e intellettuali del vecchio continente, da Milano e Parigi, fino a Montecarlo, Roma e la Corsica.
Nata nel 1907 a Buenos Aires, pochi anni più tardi Leonor Fini fu portata a Trieste dalla madre, Malvina Braun, che la sottrasse al marito a seguito della loro separazione. La passione di Fini per il travestimento inteso come possibilità di assumere nuove identità risale proprio all’infanzia, a quando la madre la vestiva da maschio per farla sfuggire ai tentativi di rapimento orchestrati dal padre. Fini crebbe all’interno di un ambiente alto-borghese di ampia cultura, circondata da intellettuali e scrittori quali Roberto Bazlen, James Joyce, Umberto Saba e Italo Svevo. Maturata la consapevolezza di essere un’artista, Fini si trasferì inizialmente a Milano, dove studiò con Achille Funi e frequentò gli artisti del gruppo “Novecento Italiano,” per poi approdare a Parigi, la sua città di adozione. Lì conobbe i Surrealisti, ebbe la sua prima mostra personale alla Galerie Bonjean - allora diretta da Christian Dior - disegnò il celebre profumo “Shocking” di Elsa Schiapparelli e, soprattutto, trovò terreno fertile per far evolvere la propria pittura. Una pittura a tratti vicina al Surrealismo, ma dalla visione personalissima, in cui creature ambigue, sfingi, giovani donne fatali e i suoi tanto amati gatti sfidarono le convenzioni e gli archetipi tradizionali legati all’essere donna e all’essere una donna-artista, a cavallo tra automatismo, simbolismo e visione.
Se la riscoperta di artiste donne è spesso legata a una loro relazione con una figura maschile consacrata dalla storia, lo stesso non può valere per Leonor Fini. Donna dall’indipendenza assoluta, Fini fu il centro della propria esistenza, circondata da una miriade di satelliti che le gravitavano intorno: tantissimi amici e altrettanti amis amoreuses, come li definiva lei. La mostra “Leonor Fini. Italian Fury” presenta una selezione di sue tele e carte da leggere alla luce di alcune di queste relazioni, che furono linfa vitale della sua esistenza e della sua produzione, in dialogo con opere di alcuni personaggi cardine della sua vita. In primis l’amato Stanislao Lepri (1905-1980), aristocratico romano e pittore vicino al Surrealismo che Fini conobbe a Montecarlo quando lui era Console. Fini lo seguì a Roma durante la guerra, per poi portarlo a Parigi dove vissero insieme all’Hôtel de Marle, in compagnia di amici e amanti. Poi Giorgio de Chirico (1888-1978), che Fini conobbe a Milano, quando era solita “accompagnarlo a comprarsi le scarpe.” Nel 1936, i due esposero insieme nella leggendaria mostra “Fantastic Art Dada Surrealism” al MoMa di New York e de Chirico scrisse il saggio introduttivo alla prima mostra personale di Fini negli Stati Uniti, che si tenne nello stesso anno proprio a New York alla Julien Levy Gallery. Una profonda amicizia legò Leonor Fini al pittore milanese Fabrizio Clerici (1913-1993) a partire dal periodo romano, quando trascorrevano le giornate in compagnia di personalità quali Alberto Moravia, Elsa Morante e Anna Magnani. Con l’aiuto di Clerici, Fini confezionava le maschere e i costumi fantastici utilizzati durante i balli leggendari che dava alla fine di ogni estate nel suo castello diroccato in Corsica. Ospite immancabile era l’amica Dorothea Tanning (1910-2012), artista surrealista e una delle mogli di Max Ernst (1891-1976), con cui Fini ebbe una breve liaison appena arrivata a Parigi. Fu proprio Ernst a introdurla ai Surrealisti che si ritrovavano al Café de la Place Blanche all’inizio degli anni Trenta, artisti di cui Fini organizzò una mostra presso la galleria parigina di Leo Castelli nel 1939.
In seguito alla mostra "Casa Iolas. Citofonare Vezzoli", la Galleria Tommaso Calabro rinnova la collaborazione con l’artista contemporaneo Francesco Vezzoli, coinvolto anche in questa occasione nelle vesti di curatore. Leonor Fini è entrata a far parte del pantheon femminile di Vezzoli agli inizi della sua carriera, quando l’artista include un’immagine dell’opera di Fini L’Amitié all’interno del proprio video An Embroidered Trilogy del 1999. Dieci anni più tardi, Fini è la protagonista di uno dei ricami della serie “Greed”, l’opera Enjoy the New Fragrance (Leonor Fini for Greed) inclusa in mostra.
In questa occasione, attraverso l'inserimento nel percorso espositivo di sette nuove opere, Vezzoli torna a riflettere sulla personalità, il carisma e il lavoro di Fini alla luce delle sue relazioni sociali per capire come esse ne informarono l'arte e viceversa.
L’allestimento della mostra, concepito da Filippo Bisagni, prenderà ispirazione dal dipinto di Stanislao Lepri La Chambre de Leonor (1967), esposto all’inizio del percorso espositivo. Segmenti del dipinto, come il pavimento a piastrelle ed elementi d’arredo, si materializzeranno in ciascuna stanza, guidando il visitatore alla scoperta dell’universo finiano.
La galleria ringrazia Richard Overstreet dell’Archivio Leonor Fini, lo Studio Francesco Vezzoli, la Galerie Minski, Rowland Weinstein e tutti i prestatori per aver reso possibile questa mostra, e Marazzi Group per il proprio contributo alla realizzazione di parte dell’allestimento.
Mostra: Leonor Fini. Italian Fury
Milano - Galleria d’Arte Tommaso Calabro
Apertura: 02/04/2022
Conclusione: 25/06/2022
Organizzazione: Galleria d’Arte Tommaso Calabro
Curatore: Francesco Vezzoli
Indirizzo: Piazza San Sepolcro 2 - 20123 Milano
Opere di: Leonor Fini, Fabrizio Clerici, Giorgio de Chirico, Max Ernst, Dorothea Tanning, Francesco Vezzoli
Orari: martedì - sabato / ore 11:00 - 19:00 - lunedì / su appuntamento
Info: Tel. 0249696387 - info@tommasocalabro.com
Inaugurazione: 1° aprile 2022 Ore 11:00 – 19:00
Instagram: #leonorfini #italianfury #francescovezzoli @tommasocalabrogallery
Sito web per approfondire: https://tommasocalabro.com/
Facebook: tommasocalabrogallery
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