Leonor Fini segreta. Ceramica e Pittura, Note e Profum

  • Quando:   10/04/2022 - 03/07/2022
  • evento concluso

Design

Leonor Fini segreta.  Ceramica e Pittura, Note e Profum

Uno straordinario servizio da tavola per otto coperti, rarissimo e introvabile, intitolato “Urbino” firmato da Leonor Fini e prodotto nel 1956 dalla S.C.I. - Società Ceramica Italiana della cittadina lombarda, è stato reperito nel corso dell’allestimento della mostra “Leonor Fini segreta”.

Il servizio da tavola arricchisce la mostra curata da Marianna Accerboni, inaugurata lo scorso 10 aprile nell’affascinante cornice del MIDeC / Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello (Varese), ospitato nel cinquecentesco Palazzo Perabò.

Nel corso dell’allestimento della mostra “Leonor Fini segreta”, curata da Marianna Accerboni, inaugurata lo scorso 10 aprile nell’affascinante cornice del MIDeC / Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello (Varese), ospitato nel cinquecentesco Palazzo Perabò, è emersa un’importante novità: è stato reperito uno straordinario servizio da tavola per otto coperti, rarissimo e introvabile, intitolato “Urbino” e prodotto nel 1956 dalla S.C.I. - Società Ceramica Italiana della cittadina lombarda, storica fabbrica attiva in nuce sul territorio già dal 1856 e dal 1953 con una filiale anche in Argentina, fino al 1965, anno in cui avvenne la fusione con il gruppo Richard-Ginori e al 1975 con la Pozzi, per chiudere definitivamente nel 2000.

L’alto valore del servizio, composto da 27 pezzi in perfetto stato di conservazione, oltre che nella sua completezza, sta nel fatto che unisce il magistrale estro per il decoro della grande pittrice triestina Leonor Fini, che ideò i motivi di gatti che ornano tale vasellame, alla creatività di Guido Andloviz (Trieste 1900 - Grado 1970), designer triestino formatosi al Politecnico di Milano alla scuola del grande architetto milanese Piero Portaluppi. Che lo introdusse alla S.C.I., di cui il designer divenne direttore artistico per trent’anni, donando una sferzata di novità - in linea con il desiderio di rinascita postbellica dell’Italia - attraverso le forme eleganti e innovative che egli stesso ideò per la produzione della fabbrica lavenese, ma anche per aver chiamato a collaborare per i decori d’avanguardia della S.C.I i più importanti artisti dell’epoca, tra cui appunto la Fini, nuova del settore, e delle firme molto prestigiose del design ceramico come per esempio Antonia Campi.

Il servizio in questione rappresenta il capolavoro di Andloviz nel campo del design del vasellame da tavola ed è stato definito dalla critica “il punto compiuto d’arrivo delle sue esercitazioni sul concetto di stoviglieria antitradizionale”.

Da notare poi che il grande architetto e designer Gio Ponti, fondatore e per anni direttore della rivista “Domus”, apprezzava moltissimo la creatività del collega-concorrente triestino e fu proprio lui a scegliere l’innovativa forma ”Urbino” dei piatti esagonali progettati da Andloviz in un’epoca in cui questi dovevano essere rigorosamente rotondi, per esporla alla IX Triennale di Milano del ’51 nella versione dei decori “Maschere” e “Portofino” e pubblicare poi i primi sulla rivista ”Domus” di quell’anno dedicata a quella manifestazione.

Il servizio “Urbino” serie “Urbino” con i decori della Fini ispirati al gioco degli scacchi impersonato da gatti, soggetto prediletto di Leonor, abbigliati con fantasiose soluzioni cromatiche e stilistiche - ora presente nella mostra “Leonor Fini segreta” - non è stato invece mai esposto e rappresenta quindi un’autentica chicca della rassegna dedicata all’aspetto più intimo e segreto della pittrice di madre e formazione triestine, visitabile al MIDeC fino al 3 luglio.

Oltre al servizio in questione, la sezione dedicata alle ceramiche della rassegna, che rappresenta una sorta di mostra nella mostra dedicata all’aspetto più intimo e segreto della Fini, include anche una cinquantina di altri pezzi ceramici con suoi decori realizzati con decalcomanie e a stampa a tema Maschere e Sfingi, fogli di lavoro del catalogo della S.C.I. tratti da disegni di Leonor, una matrice in rame per stampa su ceramica con suoi disegni incisa da Marco Costantini e alcune riviste dell’epoca.

Nel contesto della sezione è interessante notare come Andloviz e la Fini, ambedue triestini, abbiano espresso un concetto di originale modernità fuori dalle righe nel servizio “Urbino” e in altro vasellame della S.C.I., liaison che rappresenta un retaggio delle avanguardie europee cui Trieste è stata molto vicina grazie alla frequentazione dei suoi migliori artisti tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento dell’Accademie di Belle arti di Monaco, Vienna e Berlino, punte di diamante dell’innovazione artistica dell’epoca.

Titolo: Leonor Fini segreta. Ceramica e Pittura, Note e Profum

Apertura: 10/04/2022

Conclusione: 03/07/2022

Organizzazione: MIDeC / Museo Internazionale del Design

Curatore: Marianna Accerboni

Luogo: Laveno-Mombello (VA), MIDeC

Indirizzo: Lungolago Perabò, 5 - 21014 Laveno-Mombello (VA)

ORARIO: Fino al 30 giugno 2022: mar mer gio 10.00 - 12.30 / ven 10.00 - 12.30 e 14.00-17.00 /

sab e dom 10.00 - 13.00 e 14.00 -17.00

Dal 1 luglio: mar mer gio 10.00 - 12.30 / ven sab 15.00 - 20.00 / dom 10.00-13.00 e 14.30-19.00

Lunedì chiuso

BIGLIETTO: € 6,00 intero / € 3,00 ridotto over 65, studenti 14-26 anni e gruppi di almeno 26 persone / biglietto ridotto € 4,00 per gruppi di minimo 10, massimo 25 persone / biglietto gratuito per bambini e ragazzi fino a 14 anni e diversamente abili.

Sito web per approfondire: https://midec.org/