Luminița Țăranu. Indistinti confini - Ovidio e la METAMORFOSI

  • Quando:   26/11/2025 - 07/12/2025
  • evento concluso

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Luminița Țăranu. Indistinti confini - Ovidio e la METAMORFOSI

L'Accademia di Romania in Roma presenta la mostra personale di arte contemporanea „Indistinti confini - Ovidio e la METAMORFOSI" di Luminiţa Ţăranu.

La mostra è promossa dall'Accademia di Romania in Roma, dall'Istituto Culturale della Romania, dall'Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, Malta e San Marino, dalla Società Dante Alighieri in Italia e dal Comitato di Bucarest della Società Dante Alighieri.
L'installazione che l'artista ha creato per l'occasione interpreta, attraverso la tecnica del disegno su carta, l'opera del poeta romano Ovidio, "Metamorfosi", capolavoro letterario del mondo classico latino.

Il desiderio di affrontare questo progetto sorge dal fatto che il filo conduttore del percorso artistico di Luminiţa Ţăranu, iniziato nell'ultimo anno di studio presso l'Università Nazionale delle Arti di Bucarest, si basa sul concetto della metamorfosi come trasformazione dialettica, della mutazione e della metafora come successivo stadio poetico. Questo concetto è diventato in seguito metodo di lavoro e sperimentazione, con origine nelle litografie e incisioni su metallo del 1987, per le quali le è stata assegnata la Borsa di Studio dell'Unione degli Artisti Plastici della Romania.
Il leitmotiv della mostra è il primo verso dell'opera di Ovidio: "L'estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi." / "In nova fert animus mutatas dicere formas corpora". "Metamorfosi" - Libro primo - Le età del mondo.

L'artista, romena di nascita e italiana di adozione, ha realizzato l'installazione specificatamente per la Sala Esposizioni dell'Accademia di Romania in Roma, considerando lo spazio ideale per elaborare un argomento che trova radici storiche culturali comuni tra la Romania e l'Italia, ricordando che Publio Ovidio Nasone, nato a Sulmona nel 43 a.C., ha trascorso l'ultima parte della sua vita, fino al 17 d.C., a Tomi, in Dacia, allora piccolo porto sul Pontus Euxinus, dove il grande poeta fu esiliato dall'Imperatore Ottaviano Augusto, nell'8 d.C.

Composta da grandi fogli verticali di carta Fabriano di dimensioni 1,50 x 3,30 m, l'installazione che l'artista propone al pubblico in forma inedita è ispirata alla struttura compositiva dell'opera di Ovidio: la continuità delle storie dei miti, intrecciate nella doppia spirale, che generano metamorfosi e la contiguità dei "quadri" che si generano l'uno dall'altro.
"Poema della rapidità", così definisce Italo Calvino nel suo saggio "Gli indistinti confini", l'opera di Ovidio, dal quale l'artista si è ispirata nel titolo della mostra, scegliendo il disegno (a carboncino e grafite) come tecnica artistica, diretto e rapido, "acuto" e di dettaglio, la cui freschezza, tipica dell'esperienza, si avvicina al carattere vivo e umano dell'azione.

Alessandro Masi, critico e storico dell'arte, Segretario Generale della Società Dante Alighieri in Italia, scrive nel catalogo: "Scomporre il mondo in frammenti - avevo scritto in un precedente testo critico a lei dedicato -, ricomporre frammenti del mondo in un atto unico, è il fine ultimo dell'arte di Luminița Țăranu". È il tutto del tutto che vive in noi, che pulsa, che si agita e agita la nostra coscienza e che è racchiuso nelle sue opere secondo un ordine tautologico compulsivo. Il suo carattere l'aiuta, ma ancor di più l'assiste una metodicità quasi ossessiva per il particolare quanto per il generale, per il grande come per il piccolo, per ciò che sta sotto e ciò che è sopra, portandola a scalare l'ordine delle grandezze con una disarmante, esasperante, apparente ingenuità. E con altrettanto metodo costruisce (crea) i dettagli delle sue opere, quasi fossero pezzi di un'orologeria meccanicamente perfetta tanto sono congiunti ad incastro l'uno nell'altro, oltremodo funzionanti, esteticamente ineccepibili."... leggi il resto dell'articolo»

Colpita dalla modernità delle "Metamorfosi", dalla libertà visionaria di Ovidio nel creare il mondo, coinvolgendo i miti e la storia, l'artista interpreta i "confini indistinti" come spazi sconfinati, di osmosi fluida che, oltre a evocare la Genesi, rivelano l'attuale concezione della vita in un mondo senza barriere geografiche e spirituali.

Alessandro Masi scrive: "I racconti ovviamente si susseguono, come pure altre sono le opere che li accompagnano fino a quando, ispirata alle metamorfosi - dichiara Luminița Țăranu - diventate iconiche, sia per la loro importanza poetica sia per la loro genialità di opere millenarie, ho cercato di ricostruire quel rapporto post-classico tra il corpo anatomico e il corpo opera d'arte, tenendo conto del rapporto uomo-natura e costruendo nel disegno le mie metamorfosi e mutazioni come frutto di questa ricerca".

"Con questa nuova prova, invece - scrive Alessandro Masi - Luminița Țăranu ci dimostra come tutto sia più semplice, evidente, palese, come quel dito che punta verso il "re nudo" e che lei ci svela attraverso le pagine vertiginosamente belle della letteratura di tutti i tempi: le "Metamorfosi" di Ovidio!"

Note biografiche

Luminiţa Ţăranu è nata a Lugoj, Romania, nel 1960. Si è diplomata nel 1985 all'Accademia di Belle Arti "Nicolae Grigorescu" di Bucarest con Octav Grigorescu. Titolo equipollente rilasciato dall'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1993.
Nel 1987 ha vinto la Borsa Nazionale dell'Unione degli Artisti Plastici della Romania per disegno, incisione e litografia.
Dal 1987 vive e lavora in Italia.
Il filo conduttore del suo percorso artistico è la "metamorfosi" che diventa anche metodo di lavoro e di ricerca sia in forma grafica e pittorica, sia nella costruzione delle istallazioni megaoggettuali, digitali e performance. Lavora sul concetto del tempo attraverso la memoria soggettiva e la memoria oggettiva, sul filo connettivo tra l'antico e il contemporaneo, interpretando la materia archeologica, da anni al centro della sua ricerca. Ha lavorato su temi come: il rapporto postclassico tra il corpo umano dal punto di vista anatomico e il corpo umano come opera d'arte ("Installazione pittorica sul corpo umano"); le strutture; le evocazioni mentali e materiche che fanno riferimento al valore evocativo del corpo umano e al rapporto tra il valore spirituale storico-simbolico e il valore evocativo delle materie che lo raffigurano; il problema della crisi ambientale, il recupero dell'equilibrio dei valori e il concetto della multiculturalità ( progetto UOMOMUCCA - COWMAN of the world); l'inserimento di restauro, che attribuisce alla sua opera la dimensione astratta del tempo attraverso un atto controllato di distruzione parziale e il suo recupero attraverso il trattamento delle lacune - mancanza: alla qualità spaziale della sua opera si somma la qualità temporale, un immaginario rovesciamento nel tempo; il tempo soggettivo (le installazioni megaoggettuali "Superslides" e "Megabox"); il rapporto uomo - natura ( le tavole anatomiche che propongono le litografie e le incisioni con le Metamorfosi e i disegni e i dipinti con Le Mucche). Oltre i premi assegnati in Italia, nel 2018 le è stato assegnato il "Premio di Eccellenza" del Governo Romeno "100 per il Centenario" (10 personalità romene in Italia) per l'attività artistica.
Ha realizzato numerose mostre personali in musei pubblici e privati, partecipando ad altrettante mostre collettive in musei, spazi pubblici e gallerie, in Italia e all'estero.

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Mostra: Luminița Țăranu. Indistinti confini - Ovidio e la METAMORFOSI

Roma - Accademia di Romania, Sala Esposizioni

Apertura: 26/11/2025

Conclusione: 07/12/2025

Organizzazione: Accademia di Romania in Roma

Indirizzo: Viale delle Belle arti 110 - 00197 Roma

Orari: da lunedì a venerdì ore 15:00 / 18:00; sabato e domenica ore 11:00 / 13:00 e ore 14:00 / 18:00

Ingresso gratuito

Per info: Tel. 06.3201594 (tutti i giorni ore 9.00 - 16.00) accadromania@accadromania.it

Sito web per approfondire: https://www.accadromania.it



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