
Cosa accade quando l'opera d'arte smette di rappresentare e comincia a rivelare? È questa una delle domande che pone Numen Docet (Il Divino insegna), la nuova personale di Manuel Bonfanti a Roma, a cura di Rossana Cosci, ospitata negli spazi della Fondazione del Nazareno. Il titolo è già una soglia. Un invito a sostare davanti a ciò che nell'arte non si spiega, ma si percepisce. La spiritualità come guida, il sentimento del numinoso in cui il pensiero prende forma e valore.
Il percorso espositivo si snoda nelle sale della Fondazione e raggiunge il suo fulcro nella Sacra Cappella del Nazareno, dove sono custodite le reliquie di San Giuseppe Calasanzio, fondatore dei Padri Scolopi. In questo spazio carico di storia e devozione, Bonfanti colloca una grande sfera di luce (diametro 100 cm, tecnica mista su alluminio anodizzato, 2026) che dialoga con l'architettura sacra attraverso la grammatica del numinoso. L'oro che domina nella Cappella, simbolo del divino immutabile e della luce trascendente, trova nel celeste della sfera il suo interlocutore naturale: il colore dell'infinito, del manto mariano, del cielo nell'ora che precede l'alba, sulla soglia tra due mondi, tra dimensione terrena e trascendente.
Nelle sale della Fondazione, le sfere di luce — nei diversi formati di 100, 50 e 40 cm di diametro — mostrano l'intera ampiezza della ricerca più recente dell'artista. Alcune rivelano l'assolutezza del gesto grafico, quasi calligrafico, con la fluidità meditativa dello Shodo, l'arte della calligrafia giapponese; altre si aprono a una dimensione più squisitamente pittorica, dove il colore torna a essere protagonista in tutte le sue tonalità, sfumature e accezioni simboliche.
«Sono sfere di luce, anzi forme di colore che ruotano, schizzano, rifuggono la statica dei corpi. Sono schegge, frammenti, spazi obliqui su cui declina la forma prendendo mirabolanti traiettorie di dinamica discendenza futurista alla Vedova, quello più maturo degli anni Settanta, dei Plurimi per intenderci. Sono soggetti a metà via tra la materia e il concetto, tra l'opera e l'installazione, tra la storia e la cronaca, come un Kounellis redivivo.» Alessandro Masi, storico dell'arte
In esposizione nelle sale della Fondazione, alcune tra le opere più rappresentative del ciclo Air Space: le tele indagano il colore tra velature e tocchi, fino ai lavaggi in lavatrice, spaziando dall'oro al blu, dal rosso al verde miccia. Lo spazio si dilata, aprendosi a nuove dimensioni spaziali in un'immersione meditativa e mistica.
La mostra si intreccia con tre riferimenti fondamentali. Il primo è Rudolf Otto, che in Il Sacro (1917) definì il numinoso come mysterium tremendum et fascinans: la forza ineffabile che abita il sacro e precede ogni parola. Il secondo è James Hillman, padre della psicologia archetipica: per Hillman l'immagine non è decorazione del pensiero ma sua origine, e ogni forma porta in sé il concetto di anima. Il terzo è Carlo Belli, con il suo Kn (1935), manifesto dell'astrattismo italiano, che libera la forma da ogni obbligo narrativo e la restituisce alla sua essenza pura, assoluta, quasi sacrale....leggi il resto dell'articolo»
Numen Docet è allestita in concomitanza con Verde Miccia, personale di Bonfanti nella sede Confcommercio di Venezia (Sestiere San Marco, 4039), aperta per l'intera durata della 61ª Biennale d'Arte 2026.
Note biografiche
Manuel Bonfanti (Bergamo, 1974) si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ha studiato con Luciano Fabro e ha completato la sua tesi in storia dell'arte contemporanea con Marco Meneguzzo. La sua carriera è iniziata come assistente di galleria, collaborando alla creazione di opere con diversi artisti, tra cui Gabriel Orozco e Julian Opie. Esplorando il rapporto estetico tra sublime, spazio e luce, Bonfanti crea opere in cui il colore evoca ambienti di risonanza mistica e paesaggi zen. Le sue tele di grandi dimensioni spesso indagano i luoghi invisibili e spirituali e gli spazi liminali tra figurazione e astrazione, permeati da una sensibilità animistica. Ha esposto presso prestigiose istituzioni culturali, tra cui il Centro Culturale Nazionale di Kazan, l'Istituto Italiano di Cultura a Praga, la Biennale d'Arte 2024 a Venezia dell'European Cultural Centre, l'Art Pur Foundation di Riyadh (Arabia Saudita) e Palazzo Firenze – sede della Società Dante Alighieri a Roma. È anche curatore di The Tube One, progetto artistico permanente presso l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Mostra: Manuel Bonfanti. Numen Docet
Roma - Fondazione del Nazareno
Apertura:13/06/2026
Conclusione:26/06/2026
Organizzazione:Fondazione del Nazareno
Curatore:Rossana Cosci
Indirizzo:Via dei Massimi 7 - 00136 Roma (RM)
Inaugurazione: sabato 13 giugno 2026, ore 17.00 (presentazione catalogo) – ore 18.30 opening
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