Inaugura sabato 18 aprile dalle 18.30 in Via Ippolito Pindemonte 30b, la personale di Manuela Scannavini, "Quando il suono si fa segno", evento di Spazio Sferocromia, studio di Umberto Ippoliti che ospita l'artista e crocevia di immaginari e pratiche artistiche che ben si presta ad esibire la complessa poetica che sta dietro al suo lavoro. Nel curato catalogo un contributo critico della curatrice Eugenia Querci. Ospite del progetto espositivo è «Medici senza Frontiere», con parte del ricavato delle eventuali vendite che andrà alla Onlus e la possibilità per i visitatori di dare anche un libero contributo, sia durante il vernissage sia nel corso delle aperture previste in calendario.
Pigmenti, suoni, immagini
Cinque grandi opere pittoriche, litografie, un'installazione e due video, a cui si uniscono i taccuini, prove d'autore e le fotografie di Ilaria Turini eseguite durante il backstage del video, «quando il suono si fa segno». Tutto questo confluisce in una mostra che proverà a fare il punto, ad inquadrare cioè circa venti anni di pratica d'arte. Per le opere esposte Manuela Scannavini si è ispirata alle musiche del Maestro Carmelo Travia, grazie al cui risuonare – scrive Eugenia Querci – «seguendo un'onda immateriale, ha riversato il proprio stato interiore, sottile o tumultuoso, in una serie di tele, legate tra loro da un ritmo, anche visivo, e pensate come un'installazione, Il suono che si fa segno, diventato poi il titolo della mostra. Parte del racconto di sé l'artista lo affida invece ai due video: il primo, con la regia di Jacopo Brucculeri, Lorenzo Lattanzi, direttore della fotografia con la coreografia della preparatrice atletica Giulia Rosolin, interpretata dalla giovanissima ginnasta Sofia Biancari; l'altro, un video-racconto del processo creativo dell'artista, con la voce narrante di Francesca Ritrovato, e fonico e montatore Alessandro Chiappini».
Un viaggio dentro e fuori di sé
Nel testo critico di Eugenia Querci, l'arte di Manuela Scannavini è quindi descritta «come immersione profonda in sé stessi, come necessità indifferibile di ascolto, strumento per espandere l'io oltre i confini della vita organizzata per moltiplicarsi in una rigogliosa fermentazione». «E queste tele – scrive ancora la curatrice – sono un ritratto fedele del suo percorso, del suo posizionarsi nel mondo con un'attitudine di profonda curiosità, costantemente in cerca di corrispondenze con l'altro e di connessioni, di una socialità espansiva, che produce idee e orizzonti nuovi da inseguire. Gli incontri aprono talvolta strade inesplorate, in modo repentino e inaspettato guidano verso evoluzioni possibili».
Tele come paesaggi interiori
Tra le opere, ce ne sono in tecnica mista su carta, oppure in olio o acrilico e pigmenti. Tra gesso, carta, fibra naturale, linoleum, gomma arabica, colla d'osso, biochar, pigmenti, polvere di marmo, foglie di loto, fibra di vetro, cera persa, oro zecchino, tessuti: sono solo alcuni degli elementi che il suo immaginario traduce in esiti artistici di grande impatto. Le tele astratte – scrive Eugenia Querci – «sono prive di appigli reali, puro colore e gesto, studiate a partire da una serie di disegni in bianco e nero sviluppati, come un flusso continuo, su un formato leporello. Da questo studio sono scaturite anche tre tele di grande formato, ognuna legata a un momento specifico del viaggio intimo che Manuela Scannavini ha attraversato. Tele che sono paesaggi interiori, che hanno una dimensione narrativa e che fanno parte di un racconto di sé, che non rifiuta la quota di turbamento che il lasciarsi percorrere dalle emozioni può provocare».
Nel catalogo, una storia
Al Catalogo edito da Al3viE di Raffaella Polverini, è affidato il racconto storicizzato del lavoro di Manuela Scannavini. Raccoglie diverse testimonianze, tutte egualmente importanti, di collaborazioni strette nel tempo, in particolare con la Galleria Pavart di Velia Littera. Manuela Scannavini ha intrattenuto rapporti artistici con designer e stilisti. «Collaborare con altri artisti per me è vitale» – spiega Manuela Scannavini – «mi permette di spostare il mio centro e vedere le cose in modo più completo. Il processo non è facile, ma con gli artisti con cui mi incammino ci deve essere un sentire comune. Di sicuro, personalmente, mi metto in una condizione di ascolto e credo che la stima reciproca sia alla base di tutto». Con la mostra personale che inaugura il 18 aprile, l'artista «esce allo scoperto» verso un pubblico più ampio, cui va incontro con la timidezza delle prime volte e la sicurezza di chi ha molto da dire e sa perfettamente come dirlo.
Manuela Scannavini
Manuela Scannavini (@manuela_scannavini) vive e lavora a Roma, dove è nata nel 1970. Sociologa, nella sua vita l'arte è sempre presente in tutte le sue forme. Nel 2007 comincia il suo percorso artistico frequentando studi di artisti che la stimolano a continuare la ricerca: dalla decorazione dei finti marmi a varie tecniche di disegno, pittura e alla stampa con tecniche manuali su carta con Eleonora Cumer; poi la litografia su supporto sintetico presso l'Atelier InSigna con Maria Pia Bentivenga, lo studio della tecnica per la creazione di pattern presso Portuense201 a cura di Daniela Pinotti, più avanti la tecnica della cera persa presso la scuola/laboratorio Lumina. Approfondisce presso l'Accademia di Belle Arti – Rufa i fondamenti d'incisione, in particolare il monotipo a ricalco e con il torchio calcografico, collografia, xilografia su linoleum, puntasecca, con Davide Miceli. La sua arte spazia tra l'astratto e il concettuale, utilizzando le tecniche miste di assemblaggio e installazioni apprezzate già da collezionisti tra Roma e Torino. Ha collaborato con la poetessa Laura Anfuso trovando ispirazione dalla forza dei suoi haiku. Con l'attrice e performer Alice Valente Visco si avvicina all'arte performativa. Con la fotografa Ilaria Turini ha firmato numerosi e stimolanti progetti fotografici e pittorici. La sua personalità eclettica la porta a collaborare anche con la stilista e modellista Elena Binni e con il designer e creativo digitale Carmine Fuorvia de I Magazzini Mediterranei. Dal 2024 è ospite presso lo studio di Umberto Ippoliti presso lo Spazio Sferocromia, nel quartiere Monteverde Vecchio a Roma.
Mostra: Manuela Scannavini. Quando il suono si fa segno
Roma - Spazio Sferocromia
Apertura: 18/04/2026
Conclusione: 16/05/2026
Organizzazione: Spazio Sferocromia
Curatore: Eugenia Querci
Indirizzo: Via Ippolito Pindemonte 30/B - 00152 Roma (RM)
Inaugurazione: sabato 18 aprile 2026, ore 18.30
Orari: tutti i sabati dalle 16.30 alle 18.30 (escluso il 25 aprile)
Apertura straordinaria: venerdì 24 aprile 2026, open studio dalle 16.30 alle 20.30 – evento RAW for Peace
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