La Fondazione Mudima presenta la prima mostra museale di Margherita Bellodi, un progetto espositivo che raccoglie una serie di opere inedite e segna una tappa significativa nel percorso dell’artista. La mostra è a cura di Martina Corbetta.
Dopo una lunga esperienza professionale nel mondo della moda, Bellodi approda all’arte contemporanea sviluppando una ricerca personale che trova nella natura, e in particolare negli alberi, il proprio nucleo generativo.
La mostra rappresenta l’evoluzione di un’indagine avviata nel corso degli anni ed emersa nel progetto Di luci e di ombre. Di alberi (Milano, 2024), dove l’artista osservava il dialogo tra luce, ombra e paesaggio come origine di una riflessione più ampia sul tempo, sulla memoria e sulla percezione. Per Bellodi gli alberi non costituiscono solo un soggetto iconografico, ma una presenza essenziale. Sono organismi che accompagnano la vita sulla terra da centinaia di milioni di anni e che continuano a sostenerla in modo silenzioso e costante. Nella loro apparente immobilità custodiscono una forma di conoscenza ancestrale, una memoria che attraversa le generazioni e che l’artista tenta di intercettare attraverso il proprio lavoro.
Il percorso espositivo si sviluppa attorno a tre nuclei di opere che dialogano tra loro. La più impattante è un’installazione di lunghe strisce di tessuto ricamato appese verticalmente al soffitto. Il filo sostituisce il segno grafico e l’ago prende il posto della matita: tronchi, cortecce e ramificazioni emergono lentamente dalla superficie attraverso una pratica che unisce gesto, ripetizione e contemplazione. Ogni opera diventa parte di un bosco più ampio, una costellazione di sagome che invita il visitatore a rallentare lo sguardo e a riconnettersi con una dimensione spesso trascurata.
Accanto a questa serie trova spazio Il papiro, un progetto che nasce dall’osservazione delle strutture arboree e dalla loro trasformazione in una scrittura immaginaria. Tronchi e rami diventano lettere, segni e alfabeti appartenenti a un linguaggio asemico e indecifrabile, evocazione di una possibile forma di comunicazione che precede o supera quella umana.
Elemento nuovo è il blu, un colore che attraverso le opere pittoriche apre su uno spazio mentale e contemplativo. Profondo e silenzioso, attraverso incisioni sulla superficie pittorica il blu accoglie le tracce degli alberi e ne amplifica la dimensione simbolica, trasformando lo spazio in un luogo sospeso nell’immaginazione. In queste stratificazioni di segni e di materia si manifesta una riflessione sul trascorrere del tempo, sul processo di cambiamento e sull’impermanenza.... leggi il resto dell'articolo»
Con questa mostra Margherita Bellodi presenta una ricerca che intreccia osservazione della natura, pratica manuale e costruzione poetica, invitando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra essere umano e ambiente naturale. Un percorso che nasce dall’attenzione verso gli alberi e che, attraverso il disegno, il ricamo e l’uso di nuovi linguaggi, restituisce visibilità a ciò che troppo spesso rimane sullo sfondo della nostra esperienza quotidiana.
Nota biografica
Dopo aver frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Modena, Margherita Bellodi si specializza nel settore della moda. Al termine degli studi, inizia la sua carriera come stilista, dedicandosi alla creazione di capi d’abbigliamento che le permettono di esprimere le sue capacità, dalla progettazione di scenografie per i teatri alla frequentazione di corsi quali restauro di dipinti antichi, doratura a foglia oro, trompe-l’œil e tecnica dell’aerografo. Appassionata di scrittura medievale e cancelleresca, i suoi sketch book sono mondi da scoprire. Una genialità spontanea che si distingue per la sua capacità nel disegno e nella realizzazione vicinissima al vero.
Da qualche anno Bellodi si distacca dal mondo della moda alla ricerca di liberare la sua più intima inclinazione verso l’arte contemporanea. Prima la matita e la carta, poi la carta e la china, ora l’olio e la tela, l’installazione. Passione, reinvenzione, sperimentazione. Nuove tecniche e nuove forme. Che sia la partenza per un viaggio con la velocità delle immagini che scorrono, che sia una mattina qualsiasi con la luce calda che entra dalla finestra di casa, che sia una passeggiata con l’aria tra le fronde degli alberi, l’artista trova nella natura ispirazione per le sue opere. Nello specifico, Bellodi è incantata dagli alberi, nel senso più stretto del termine.
Mostra: Margherita Bellodi. Là dove gli alberi custodiscono il tempo
Milano - Fondazione Mudima
Apertura: 17/09/2026
Conclusione: 25/09/2026
Organizzazione: Fondazione Mudima
Curatore: Martina Corbetta
Indirizzo: Via Tadino, 26 - 20124 Milano (MI)
Inaugurazione: giovedì 17 settembre 2026, ore 18:00
Apertura straordinaria: sabato 19 settembre
Orari: lunedì-venerdì 11:00-13:00 | 15:00-19:00; domenica chiuso
Ingresso: libero
Info: tel. 02 29409633 | info@mudima.net
Sito web per approfondire: https://www.mudima.net
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