Marina Caneve. L'erba è verde

  • Quando:  16/09/2025 - 07/11/2025
  • evento concluso

FotografiaMostre a MilanoMilano


Marina Caneve. L'erba è verde
Marina Caneve. L'erba è verde

Montrasio arte è lieta di presentare L'erba è verde, la prima mostra personale a Milano di Marina Caneve.

Il titolo parla di una idea di fotografia. Ogni immagine di Marina Caneve documenta, ma fa qualcosa in più. Lascia intendere che il mondo possa coagularsi in una fotografia, in una inquadratura, che si possa vedere con chiarezza, ma che questo sguardo terso e tagliente sempre possegga un impulso poetico, sia capace di evocare.

L'erba è verde è un richiamo all'essenzialità. La mostra raccoglie una selezione di fotografie da progetti sviluppati negli ultimi anni in contesti e secondo modalità diversi ma attraversati da questa idea. Intrecciano discipline e linguaggi, mettendo in discussione narrazioni convenzionali e stereotipate. Ciò che li tiene insieme è il desiderio di relazione con un "fuori", complesso, stratificato, ambiguo, il fallimento che ne deriva, la possibilità di metamorfosi che abita lo sguardo.

A terra tra gli animali. On the ground among the animals(2024) è l'ultimo progetto di Marina Caneve. Era il 2015, Marina Caneve studiava ancora in Olanda. Il tema "Paradise" offerto come pretesto per una mostra diventa la molla scatenante del progetto che la porta a un riflessione sul giardino dell'Eden e a uno spazio che potesse somigliargli nella realtà. Lo trova nella rete ecologica Natura 2000. La rete è costituita da una serie di corridoi ecologici promossi dall'Unione Europea, creati per preservare la fauna, la flora e la biodiversità. È un sistema di comunicazione transnazionale che va oltre le politiche di confine di ogni Stato. I ponti sono alcune delle infrastrutture più importanti della rete poiché facilitano il superamento delle barriere architettoniche da parte degli animali. Le recinzioni, però, indirizzano i loro percorsi e le telecamere di monitoraggio ne tracciano i movimenti, mettendo in discussione la loro effettiva libertà.

Caneve ha fotografato questi ponti in diversi paesi europei. Le immagini in bianco e nero restituiscono l'idea di fotografia come documento e sono accomunate da una intenzione di classificazione, di ricerca tipologica. Il principio della tipologia che nasce nel XVII e XVIII secolo in botanica per classificare e studiare le piante, si sviluppa nella fotografia di inizio Novecento, affermandosi nel corso del XX secolo nella fotografia tedesca e continua a essere messa in discussione e ridefinita da fotografi e artisti contemporanei.

Una serie di fotografie a colori si concentra, invece, sui paesaggi delle riserve naturali, con particolare attenzione alla presenza degli animali, ai confini dei loro territori e ai sistemi di monitoraggio. Altre rispondono a un'indagine culturale sulla loro rappresentazione....leggi il resto dell'articolo»

"Voglio darti invece l'interpretazione del tuo sogno. Se non ti fossi sdraiata per terra in mezzo agli animali, non avresti potuto contemplare il cielo stellato e non ti saresti salvata. Forse non saresti nemmeno sopravvissuta all'angoscia della posizione eretta".

Il titolo, On the ground among the animals, viene da queste righe di una lettera che Kafka scrive a Felice Bauer. Con quest'idea in testa, il progetto introduce il tema del conflitto tra i desideri e i bisogni umani e l'ordine dello spazio naturale.

Nel 2023 FMAV - Fondazione Modena Arti Visive in partnership con UGM - Umetnostna galerija Maribor candida il progetto all'Italian Council (XII edizione) e ne risulta vincitore. Il programma permette a Marina Caneve di portare a termine il lavoro nella versione più ambiziosa che potesse immaginare che comprende il viaggio attraverso l'Europa e attraverso tutta una serie di riferimenti culturali che le infrastrutture di ponti per gli animali evocano per lei.

Il progetto, a cura di Daniele De Luigi, è diventato una mostra a Modena, giugno-settembre 2024, che si è riconfigurata a Lione, al CAP Saint-Fons, dicembre 2024-febbraio 2025, per la curatela di Alessandra Prandin e un libro realizzato insieme ad Hans Gremmen e FW: Books con testi di Taco Hidde Bakker, James Bridle, Gian Piero Frassinelli, Serenella Iovino, Hélène Soubelet, Vitaliano Trevisan, 2050+.

Partendo da On the ground among the animals, in particolare da una delle fotografie del progetto esposte in mostra, la fotografia di un erbario — una scatola nella quale la natura è organizzata in una griglia —nasce la riflessione sul movimento delle piante e sulla nostra relazione con esse.

Gli animali contribuiscono alla trasformazione del paesaggio non solo con la loro presenza, ma anche spostandosi e trasportando elementi della vegetazione ancorati alla propria pelliccia o contenuti nei loro escrementi. Noi stessi possiamo fare altrettanto: i semi si attaccano ai nostri calzini e camminano con noi.
Le due fotografie che portano il titolo — Caneve lo ruba a Goffredo PariseL'erba è verde e c'è una vasta e selvaggia vegetazione nascono all'interno dell'Orto botanico di Padova.

L'idea di un orto botanico richiama alla mente l'Atlante di Luigi Ghirri. Rappresenta uno spazio fisico e mentale differente, che racchiude una molteplicità di ambienti immaginativi.
Questo spazio ci consente di viaggiare attraverso l'Africa subsahariana, l'Oceania e l'Europa, restando entro i 2,2 ettari dell'Orto. È uno spazio dell'immaginazione, una celebrazione delle piante che, a differenza delle "vagabonde" di Gilles Clément, non sono giunte lì per caso, ma attraverso un meticoloso lavoro di tracciamento e modellazione del paesaggio. Questo atlante ci obbliga a confrontarci con le contraddizioni contemporanee, con il nostro rapporto con il selvatico, l'esotico e persino con l'erba ai margini della strada. Le immagini rappresentano anche una successione di funzioni: luogo di divertissement, dispositivo educativo, strumento di ricerca e sito di produzione di piante medicinali. Questo spazio, con la sua natura sfaccettata e multidisciplinare, non cerca soltanto soluzioni per catalogare ambienti differenti, ma si confronta con il concetto stesso di catalogazione delle piante. È un abecedario di possibilità, un atlante.

Anche in La Sapienza, or a discourse on knowledge (2023) Marina Caneve usa la fotografia come strumento di conoscenza, dando forma a un progetto che funziona come un organismo, un sistema articolato di relazioni e significati stratificati. L'affresco di Mario Sironi nell'Aula Magna della Sapienza è pungolo a una riflessione sul rapporto tra arti e scienze che si sviluppa osservando le collezioni utilizzate a fini didattici in diverse facoltà e muovendosi tra gli oggetti lì conservati. Caneve mette in discussione la costruzione del sapere dottrinario, i sistemi di classificazione, la natura dei dispositivi espositivi e le loro implicazioni scientifiche, culturali, educative ed estetiche.

In Are they Rocks or Clouds? emerge il tema dell'inevitabilità del fallimento della natura, ma anche della possibilità di affrontarlo. La fotografia solitamente documenta una catastrofe appena avvenuta o registra le tracce di eventi lontani nel tempo. Are They Rocks or Clouds? è, invece, un tentativo di prevedere un futuro evento catastrofico. Il progetto intreccia ricerca e fotografia e si fonda sull'ipotesi di un grande disastro idrogeologico nelle Dolomiti. L'opera fa riferimento alla possibilità che le alluvioni e le frane che devastarono la regione nel 1966 possano ripetersi dopo cent'anni. Confrontarsi con lo spettro di una catastrofe che potrebbe verificarsi nei prossimi cinquant'anni — dunque vicina, ma non immediata — offre a Caneve l'opportunità di andare oltre la mera documentazione di un evento. L'artista evita di ricorrere alle tradizionali immagini della montagna che ne amplificano gli aspetti sublimi e monumentali, scegliendo invece di creare un immaginario nuovo, incerto, che ci permette di esplorare, decifrare e ri-osservare il paesaggio.

Caneve ci invita così a misurarci con la nostra vulnerabilità; al tempo stesso rivolge le sue domande al medium fotografico, interrogandone possibilità e limiti.
L'obiettivo di Caneve si rivolge ai paesaggi della sua infanzia e alle persone che vivono in e con la montagna. Per l'artista, vedere e immaginare questa vulnerabilità significa relazionarsi materialmente con essa.
Anche Are They Rocks or Clouds? è accompagnato da un libro, sempre disegnato da Hans Gremmen e pubblicato da Fw:Books e OTM.

Marina Caneve è stata selezionata per il prestigioso Prix Pictet. Per l'edizione 2025, il tema è Storm. Il premio invita a riflettere sulla instabilità del nostro tempo, costantemente sospeso sull'orlo della prossima crisi. I lavori dei dodici fotografi selezionati saranno presentati in una mostra al Photography Centre del Victoria and Albert Museum di Londra. L'inaugurazione è il 25 settembre 2025 quando sarà annunciato l'esito.

Per il finissage della mostra a Milano, Montrasio Arte ospita una conversazione di Marina Caneve con Simone Menegoi, giovedì 4 novembre alle ore 19.

Simone Menegoi (1970) è critico e curatore d'arte contemporanea. Dal 1997 al 2003 ha lavorato soprattutto come giornalista, scrivendo, fra gli altri, per il Corriere della Sera. Dal 2004 cura mostre in istituzioni pubbliche e private, in Italia e all'estero. I suoi testi sono comparsi nelle pubblicazioni di alcune fra le più importanti istituzioni europee. Dal 2019 al 2025 è stato direttore artistico di Arte Fiera.

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Mostra: Marina Caneve. L'erba è verde

Milano - Montrasio Arte

Apertura:16/09/2025

Conclusione:07/11/2025

Organizzazione:Montrasio arte

Indirizzo:via di Porta Tenaglia 1 - Milano

Inaugurazione: 15 settembre 2025, ore 19

Orari: martedì-venerdì, 11-18


  • Nota: i contenuti testuali e le immagini di questo articolo sono tratti dai comunicati e dai materiali stampa forniti all'Editore dai soggetti promotori dell'iniziativa. Itinerarinellarte.it non risponde di eventuali inesattezze o omissioni presenti nei materiali ricevuti. Eventuali segnalazioni possono essere comunicate alla Redazione per le opportune verifiche e rettifiche.



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