In un'epoca così complessa, drammatica e distruttiva, può l'arte essere concepita come una pratica spirituale?
Può essere uno spazio, personale e collettivo, in cui sperimentare la fede, la ritualità, la trascendenza oltre la materialità, verso un orizzonte temporale nuovo?
Il Museo Novecento è lieto di presentare la mostra Messaggere, a cura di Eva Francioli e Stefania Rispoli, con la direzione artistica di Sergio Risaliti. Da sabato 8 marzo, in occasione della Festa della Donna, le sale al piano terra del Museo Novecento, storicamente riservate al nutrimento dell'anima e del corpo delle suore che vivevano nel complesso delle Leopoldine, accolgono con questa mostra il lavoro di una nuova generazione di artiste: Chiara Baima Poma (Cuorgnè, TO, 1990), Fatima Bianchi (Como, 1981), Lucia Cantò (Pescara, 1995), Parul Thacker (Mumbai, 1973) e Tuli Mekondjo (Kwanza-Sul, Angola, 1982).
"Una collettiva al femminile in un luogo storicamente dedicato alle donne, al piano terra dell'ex convento dove vivevano le leopoldine, che inaugura nel giorno dedicato alle donne. - ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini - La nostra città continua a dar spazio alle nuove generazioni di artiste e alla loro ricerca dell'arte e della sperimentazione."
"Lavorare a questa mostra - affermano Eva Francioli e Stefania Rispoli - è stato come immergerci in una dimensione altra, avvolgente e spirituale. Siamo estremamente grate a Chiara Baima Poma, Fatima Bianchi, Lucia Canto', Tuli Mekondjo e Parul Thacker per la generosità che hanno mostrato nell'accogliere il nostro invito e per la sensibilità e il grande valore del loro lavoro. Attraverso la loro ricerca abbiamo la possibilità di entrare in contatto con i loro mondi, le loro culture e la loro arte che è in tutti sensi una ragione di vita e ha confermato l'importanza del ruolo che la cultura e le artiste hanno nella società di oggi, facendosi portavoce di messaggi che possono farci riflettere e sedimentare nelle nostre coscienze. Le loro opere si offrono come un invito a guardarci dentro, indicando una via diversa, lontana dal fragore del mondo circostante, grazie alla quale possiamo riconnetterci con la nostra natura più profonda e riscoprire la meraviglia dell'esistenza."
In un tempo inquieto come quello attuale, che sembra direzionarsi in una dimensione sempre più oscura, la mostra Messaggere vuole sottolineare la natura costruttiva dell'arte, la sua capacità di creare spazi di pensiero, luoghi di confronto e isole di resistenza. Le domande che ci siamo poste nel progettare questa esposizione, e nell'invitare a Firenze le artiste Chiara Baima Poma, Fatima Bianchi, Lucia Cantò, Tuli Mekondjo e Parul Thacker, sono state: in un'epoca così complessa, drammatica e distruttiva, può l'arte essere concepita come una pratica spirituale? Può essere uno spazio, personale e collettivo, in cui sperimentare la fede, la ritualità, la trascendenza oltre la materialità, verso un orizzonte temporale nuovo?
Chi sceglie di intraprendere le strade affascinanti ma impervie dell'arte compie spesso un vero e proprio atto di fede. Libera il desiderio di sognare, rincorre una visione, sente di abbracciare una missione e di trasmettere un messaggio. Si tratta di una forma di 'spiritualità pratica', agita quotidianamente, in modo metodico, con dedizione, al di là del riconoscimento altrui.
In una società ossessionata dal profitto, l'artista sembra muoversi come una monade che invita a soffermarsi sui movimenti più intimi e inafferrabili della nostra anima. Rivelando certezze in un momento di deriva, può indicare strade diverse in un mondo segnato dal pensiero dominante, in cui facciamo fatica a riconoscerci e ad avere fiducia in chi ci sta attorno. Per questo appare quanto mai importante credere in un'alternativa ed investire nel proprio messaggio. L'esposizione stessa dell'arte – che implica un invito alla concentrazione, al coinvolgimento e alla contemplazione – porta con sé una ritualità che sembra essere vicina a luoghi sacri, come chiese, templi, santuari e spazi di preghiera di ogni tipo. L'arte sembra vivere in una temporalità diversa, calata nel presente ma anche sospesa in uno spazio quasi trascendente.... leggi il resto dell'articolo»
La mostra Messaggere si dispiega lungo il loggiato e le sale al piano terra del Museo Novecento che storicamente, quando l'edificio fungeva da ospedale ed era gestito da comunità monastiche femminili, erano riservate al nutrimento dell'anima, con la presenza della cappella, e del corpo, con le antiche cucine. Questi ambienti accolgono una nuova generazione di artiste che, pur essendo diverse per provenienza, cultura, formazione e modalità espressive, appaiono accomunate da una ricerca in grado di toccare le corde più profonde dell'animo umano. L'indagine di Baima Poma, Bianchi, Cantò, Mekondjo e Thacker si svincola da rimandi a precise confessioni religiose per aprirsi a una diversa esperienza del sacro. Prende vita così un inedito percorso di conoscenza, animato da un delicato contrappunto tra le opere, allestite in modo da risuonare armonicamente tra loro nelle sale.
Mostra: Messaggere
Firenze - Museo Novecento Firenze
Apertura: 08/03/2025
Conclusione: 08/06/2025
Organizzazione: Museo Novecento Firenze
Curatore: Eva Francioli e Stefania Rispoli
Indirizzo: Piazza Santa Maria Novella, 10 - 50123 Firenze
Orario: Lun - Mar - Mer - Ven - Sab - Dom | 11:00 - 20:00
Giovedì chiuso.
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura.
Contatti: Tel. +39 055 286132 / info@musefirenze.it
Sito web per approfondire: https://www.museonovecento.it/
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