Sabato 30 agosto 2025 (ore 11:15) negli spazi di Le Quartier a Valgrisenche (AO) inaugura Morphosis, un progetto di arte contemporanea curato da Barbara Pavan, con opere di Elham M.Aghili, Giulia Pellegrini e Elena Redaelli.
Il progetto è allestito nell'ambito della settima edizione di Modelaine – Festival della Lana di Valgrisenche, in Valle d'Aosta, promosso e organizzato da Cooperativa Les Tisserands, con il contributo dell'Assessorato Regionale Sviluppo Economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile, del Comune di Valgrisenche, della Pro Loco, e il sostegno della Compagnia Valdostana delle Acque e della Banca di Credito Cooperativo Valdostana.
IL PROGETTO
MORPHOSIS è una riflessione a più voci sul concetto di "trasformazione" applicato alla montagna, intesa come territorio fisico e simbolico in costante mutamento. Il progetto espositivo riunisce le pratiche di tre artiste internazionali che, attraverso linguaggi visivi differenti, esplorano l'evoluzione dell'ambiente e della cultura della montagna alla luce delle istanze della contemporaneità.
Morphosis - formazione/trasformazione - diventa la chiave di lettura di un processo stratificato e dinamico: quello che investe la montagna non solo come ecosistema, ma come archivio vivente di memoria, identità e prospettive. Le opere mettono qui in dialogo dimensioni geologiche e antropiche, indagando le fratture – materiali e simboliche – generate dal cambiamento climatico, dall'abbandono dei territori, dalla ridefinizione dei confini culturali.
Attraverso installazioni, video e performance, le artiste attivano una ricerca che muove tra osservazione scientifica, esperienza diretta e rielaborazione artistica, restituendo una montagna non più icona di staticità, ma organismo plastico, permeabile alle trasformazioni del presente. L'arte di fa riflessione sulla forma che cambia ma anche sul cambiamento che forma: un invito a ripensare il rapporto tra esseri umani e territorio, tra memoria e futuro, tra crisi e possibilità.... leggi il resto dell'articolo»
LE OPERE
In occasione dell'Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, Elham M. Aghili ha realizzato - in collaborazione con la cooperativa tessile Les Tisserands - Melting flower, un'installazione che celebra la capacità delle comunità alpine di trasformare le sfide ambientali in opportunità di rigenerazione culturale. Nato dall'incontro tra arte contemporanea e saperi artigianali, il monumentale fiore alpino in lana locale e filati di scarto diventa emblema della restanza: una permanenza attiva che valorizza tradizioni, materiali e relazioni per immaginare nuove forme di sviluppo sostenibile delle realtà montane. L'opera guarda al paesaggio e alla montagna come laboratorio vivo di coesistenza e innovazione, in cui natura, cultura, memoria e visioni contemporanee si intrecciano per generare futuro.
Vagrezèn e Albedo di Giulia Pellegrini sono due progetti integrati che riflettono sull'ambiente alpino attraverso un dialogo tra memoria, natura e comunità. Vagrezèn è un'installazione tessile circolare, realizzata con materiali di recupero locali e simboli tangibili della storia e della cultura della valle, come la lana Rosset e tessuti tradizionali, che insieme al geotessile biodegradabile evocano la mitigazione climatica e l'effetto albedo. L'opera, sospesa e fortemente radicata nel territorio, racconta le ferite e le resistenze del paesaggio attraverso incisioni e ricami artigianali, con un particolare richiamo alla diga di Beauregard come emblema di trasformazione e riconciliazione. Albedo, performance partecipativa (in programma sabato 30 agosto, ore 17) che si sviluppa attorno a un mantello double-face in tessuti innovativi, trasforma il ghiacciaio da immagine lontana a simbolo concreto di custodia condivisa, coinvolgendo il pubblico in un gesto collettivo di responsabilità ambientale. Entrambe le opere coniugano arte, scienza e azione collettiva, offrendo una prospettiva immersiva e riflessiva per abitare e proteggere la montagna, valorizzando pratiche di cura e continuità territoriale.
Di Elena Redaelli è Making Soft Water, un trittico di arazzi in feltro e stampa digitale accompagnato da un paesaggio sonoro che esplora l'acqua come elemento di connessione e memoria, traducendo la sua impermanenza in forme tattili e visive che evocano storie nascoste attraverso pieghe e vuoti nella fibra. Il suono della lavorazione del feltro intreccia movimenti oceanici e gesti umani, rivelando una riflessione profonda sulle interazioni tra corpi, natura e cicli vitali. Questa ricerca si sviluppa ulteriormente nel progetto video in mostra Infinita lentezza, un'opera in continua evoluzione che intreccia corpo, paesaggio e tempo, promuovendo un dialogo poroso e non gerarchico tra viventi e non viventi. Attraverso pratiche lente e condivise di ascolto e cura, il progetto invita a una mappatura sensoriale e affettiva del territorio, proponendo una nuova temporalità capace di generare meraviglia, attenzione e forme rinnovate di coesistenza tra esseri umani e ambiente.
LE ARTISTE – CENNI BIOGRAFICI
Elham M. Aghili (Sassuolo 1989) è un'artista italiana di origini persiane formatasi presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Le sue opere fanno parte di collezioni permanenti internazionali tra cui quella di Hub 19M, Parigi; del Consorzio Colibrì, Bologna e dell'Ente Fiere di Romagna, Forlì. Tra le partecipazioni recenti vi sono le installazioni alla Milano Design Week 2024, presso lo showroom Cappellini; a Pitti Immagine Filati per Vimar1991, Fortezza da Basso, Firenze; 'The New Bloom', negli uffici Chanel, Milano; a Villa Bellombra, Bologna; a Palazzo Ferrero, Biella; l'installazione pop-up, Venezia; e per Bologna Art City, presso Oway, Bologna. Tra i progetti espositivi collettivi vi sono 'Threads of our time' a Chelsea, New York; 'De Rerum Natura', in occasione dell'apertura della 59ª edizione della Biennale d'Arte di Venezia, al Circolo Ufficiali della Marina Militare, Arsenale, Venezia; 'Risonanze', alle Collezioni Comunali d'Arte, Palazzo d'Accursio, Bologna; nell'ambito del Salone Italia per The World Textile Arts 25WTA a Bergamo e al Museo del Tessuto di Busto Arsizio; la II Biennale Internazionale di Fiber Art Contemporanea al MuRTAC di Valtopina PG. Nel 2024 ha collaborato con il brand Samanta Virginio, per cui ha ideato e realizzato un abito-scultura pubblicato su Vogue Portugal.
Giulia Pellegrini (1990) è un'artista visiva il cui lavoro si sviluppa principalmente attraverso installazioni e performance immersive. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre collettive in Italia e all'estero, tra cui Cittadellarte – Fondazione Pistoletto (Arte al Centro), Circulart2.0 a Biella, il Salone de Montrouge - International Biennal of Contemporary Art e Jeune Création Européenne (JCE) a Montrouge, Parigi; il Museu de l'Empordà a Figueres, Spagna; Kunstbygningen i Vrå – Englundsamlingen a Hjørring, Danimarca; Cēsīs in Lettonia; PAV – Parco Arte Vivente (Teatrum Botanicum Emerging Talents) a Torino; Casa Testori a Novate Milanese; Fortezza del Priamar – Autopoiesis a Savona; Forte di Monte Ricco – Dolomiti Contemporanee (Fuoco a Paesaggio) a Pieve di Cadore; e Castello Oldofredi – Un'altra primavera, Artisti per l'equinozio a Bergamo. Ha inoltre partecipato a diversi programmi di residenza artistica, tra cui Cittadellarte – Fondazione Pistoletto (Circulart2.0 - Art Interwoven with the Supply Chain, Biella), NAHR Residency (Rock and Stone, Material Culture and Cultures of Making, Val Taleggio), Empact Artistic Residencies Program presso The National Academy of Theatre and Film Arts (NAFTA/NAFTIZ) a Sozopol, Bulgaria, Falia* Artist In Residence a Lozio, Dolomiti Contemporanee a Pieve di Cadore e Associazione Demetra – Radici, Albero Atmosferico a Terni.
Elena Redaelli (Erba 1981) ha conseguito la laurea in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Roma e successivamente un Master in Fine Art presso UCA, Londra. La sua pratica artistica si caratterizza per una ricerca intensa e itinerante, sviluppata attraverso sperimentazioni e collaborazioni con istituzioni internazionali. Tra le sue mostre personali più recenti si segnalano: nel 2024 "Stratarium" presso AmyD Art Gallery, Milano; nel 2020 "Uendelig langsomhed" alla Viborg Kunsthall, Danimarca; nel 2019 "Care, Preserve, Connect" al Kunst Treff Punkt in Darmstadt, Germania; nel 2018 "Nori Monogatari" al Tokiwa Museum di Ube, Giappone, nell'ambito della Ube Biennale di scultura internazionale, e "Unravelled Backgrounds" presso il Zarya Centre for Contemporary Art di Vladivostok, Russia; nel 2017 "Story of a Place" al Tsung-Yeh Art and Cultural Centre di Tainan, Taiwan, "Vestige" presso Upper Ray Gallery, Treasure Hill, Taipei, e "Weaving a Better Future" a WAB, Pechino, Cina. Tra le partecipazioni a progetti espositivi recenti: nel 2025 Rotations Korper - Solids in Revolution, Neue Galerie, Graz, AT, Covilhã International Design Triennale, New Hand Lab (NHL), Covilhã, Portogallo. Nel 2024 "Region Norrbottens konstinköp " al Galleri Foajén, Regionhuset, Luleå, Svezia; "The Soft in You, The Soft in Me", promosso da Region Norrbotten, KKV Textile Laboratory a Luleå e sponsorizzato da Culture moves Europe; Biennale Internazionale di Fiber Art Contemporanea al MuRTAC Museo del Ricamo e del Tessile di Valtopina, Perugia. Dal 2023 al 2025 è stata parte del progetto di ricerca artistica "Simulaneous arrivals (Simularr) su nuove forme di pratiche collaborative, sviluppato nell'ambito del programma PEEK del Fondo Austriaco per la Scienza, ha partecipato a "Sculpture by the Sea" a Bondi Beach, Sydney, e a "Follow the Thread" a New York, oltre a diversi progetti e festival di arte contemporanea e land art in Italia, Giappone, Taiwan, Canada, Germania e Olanda. È stata inoltre relatrice in panel internazionali presso STEAMhouse a Birmingham, UK e ha partecipato come relatrice a conferenze internazionali in Florida e Portogallo, e a progetti in Puglia, Senegal, Norvegia, Spagna e Italia, Estonia, Danimarca, Iran.
LA SEDE
Terra di confine e crocevia di storie, la Valgrisenche si apre a pochi passi dalla Francia, nell'estremo sud-ovest della Valle d'Aosta. I suoi numerosi colli alpini, percorsi nei secoli da migranti, mercanti ed eserciti, ne hanno fatto un territorio di passaggio e di scambio. Le tracce di questo passato si leggono ancora nel paesaggio: dalle enigmatiche rovine settecentesche di Maison Forte, alle casermette delle due guerre mondiali erette per presidiare il Col du Mont, fino al maestoso forte che domina il capoluogo. In questo tessuto storico si inserisce Le Quartier, edificio risalente al 1880 circa, nato come fortino militare e deposito di munizioni, oggi struttura polivalente rinata grazie a un intervento di recupero finanziato con fondi europei negli anni Duemila.
Promosso e organizzato da: Cooperativa Les Tisserands
Con il contributo di: Assessorato Regionale Sviluppo Economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile; Comune di Valgrisenche; Pro Loco e con il sostegno di Compagnia Valdostana delle Acque e Banca di Credito Cooperativo Valdostana
Catalogo prenotabile a modelaine.valgrisenche@gmail.com
Mostra: Morphosis
Elham M.Aghili, Giulia Pellegrini e Elena Redaelli
Valgrisenche - Le Quartier
Apertura: 30/08/2025
Conclusione: 31/08/2025
Organizzazione: Cooperativa Les Tisserands
Curatore: Barbara Pavan
Indirizzo: Località Capoluogo, 39 - 11010 Valgrisenche (AO)
Inaugurazione: sabato 30 agosto 2025, ore 11:15
Altre mostre a Aosta e provincia
Chicco Margaroli. Ad Atto
Mostra di Chicco Margaroli ad Aosta con installazioni artistiche e multimediali sul tema dell'adattamento e della fragilita' della natura.

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