
Moto ondoso stabile è una mostra che include opere di Jinn Bronwen Lee, Neil Gall, Rezi van Lankveld, Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Sarra, Jessica Warboys ed è l’occasione per riflettere su alcuni aspetti specifici del medium pittura a partire dalla suggestione del titolo, che è lo stesso di un racconto di Anne Tyler e rimanda al disegno delle onde, del mare uniformemente increspato, dunque all’idea di una superficie irregolare percorsa da un movimento inarrestabile e continuo.
Moto ondoso stabile è attraversata, di lavoro in lavoro, da questo movimento, che si traduce in superfici instabili e frastagliate, in coaguli di gesti e pennellate capaci di generare forme e figure vagamente indescrivibili, che emergono come presenze e apparizioni in uno spazio disarticolato e disomogeneo (non più coerente e organico in senso classico), apparentemente astratto, pluricentrico.
La mostra include lavori che possono rinviare a una figurazione che emerge come dato inevitabile, sostenuta da un approccio semplicemente incidentale, svagato o automatico; a una figurazione che dialoga con la dimensione stratificata del quadro, del dipinto come presenza oggettuale e la reinterpreta; a un’idea di definizione temporanea, di provvisorietà, di combattimento con l’immagine, di equilibrio o contrasto tra la qualità e la struttura dei supporti e i segni e le pennellate in superficie, come se il loro ritmo e andamento reagisse alla materialità del supporto come a una corrente sotterranea.
In Moto ondoso stabile ci sono i dipinti di Rezi van Lankveld, le cui forme e figure sono fugaci apparizioni, frammenti che si separano da una superficie liquida e magmatica come placche in movimento; i lavori di Jessica Warboys, i Sea Painting, grandi tele non tese, cosparse di pigmenti e immerse nel mare, che registrano i movimenti incontrollati e instabili della natura; le tavole a strati di Alessandro Sarra, falsi monocromi dove le linee e i graffi in superficie, fanno emergere, come bagliori, i toni di colore sottostante; i dipinti di Neil Gall, che traduce sulla tela, con un approccio fotopittorico, alcuni lavori/esperimenti materici (sculture di carta e nastro adesivo, collages, sovrapposizioni di carte ritagliate, di giornale, da pacchi, ecc) che rappresentano la base materiale e teorica al processo di realizzazione del quadro; i lavori di Jinn Bronwen Lee, dove la forma dei dipinti, una serie di ovali di piccole dimensioni, determina l’andamento delle pennellate - alcune più assertive, altre più estemporanee, di cancellazioni e pentimenti - che, addensandosi, danno vita a composizioni movimentate e vagamente riconducibili ai generi classici della pittura; i dipinti di Nazzarena Poli Maramotti, le cui immagini vanno componendosi dopo un lungo combattimento, teso a far emergere nel dipinto i valori di densità e volatilità di certi affreschi settecenteschi, con cieli e nuvole al centro e figure che abitano le zone marginali del dipinto.
Mostra: Moto ondoso stabile
Z2O Sara Zanin gallery - Roma
Apertura:02/12/2017
Conclusione:17/02/2018
Curatore:Davide Ferri
Indirizzo:Via della Vetrina, 21 – Roma
Sito web per approfondire:http://www.z2ogalleria.it/
Facebook:https://www.facebook.com/z2ogalleria
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