Pow Gallery presenta la mostra personale di Naima Kinderszenen – scene dall'infanzia, un progetto espositivo che indaga il territorio fragile e universale della memoria infantile, là dove emozioni, identità e immaginazione continuano a lasciare tracce profonde nell'età adulta.
La mostra, ospitata presso la Torre della Filanda dal 21 al 31 maggio 2026 allestita dall'arch. Alberto Garino, si sviluppa come un percorso immersivo in cui immagine, memoria e tecnologia dialogano tra loro, trasformando l'esperienza visiva in un incontro emotivo e partecipativo.
Le opere di Naima abitano una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione. Volti, figure e frammenti di infanzia emergono come apparizioni interiori: presenze delicate e perturbanti al tempo stesso, capaci di evocare ricordi personali e memorie collettive. La ricerca dell'artista si concentra sul rapporto tra identità, memoria emotiva e costruzione dell'immagine contemporanea, intrecciando riferimenti visivi, sensibilità pittorica e sperimentazione tecnologica.
Elemento centrale del progetto è l'utilizzo della realtà aumentata, concepita non come semplice strumento digitale ma come estensione poetica dell'opera. Attraverso l'interazione con dispositivi mobili, le immagini si animano, prendono voce e instaurano un dialogo diretto con il pubblico. Il quadro supera così la propria staticità tradizionale per aprirsi a una dimensione performativa, in cui visione, suono ed esperienza si fondono.
La mostra accoglierà inoltre, sabato 23 maggio alle ore 17.00, la presentazione del libro Sopra le nuvole e oltre di Paola Petrelli, con la partecipazione dell'attrice Nicoletta Vitiello e di Fulvio Lepore. Psicoterapeuta e autrice, Paola Petrelli conduce il lettore in un intenso viaggio interiore dedicato al tema del bambino interiore, della cura emotiva e della possibilità di rinascita. Il volume affronta con delicatezza il rapporto tra ferita e trasformazione, attraversando ricordi, silenzi e consapevolezze profonde. «A volte la voce più piccola è quella che grida più forte»: da questa intuizione nasce una narrazione autentica e poetica, che accompagna il lettore alla riscoperta delle proprie fragilità e della propria storia emotiva.
L'incontro tra la ricerca visiva di Naima e il lavoro terapeutico e narrativo di Paola Petrelli dà vita a un dialogo coerente e profondo sul tema dell'infanzia come luogo originario della memoria, delle ferite e della possibilità di ricomposizione.... leggi il resto dell'articolo»
Testo critico
Il titolo della mostra riprende Kinderszenen — «Scene infantili» — la celebre raccolta pianistica composta da Robert Schumann nel 1838. Non un repertorio destinato ai bambini, ma un attraversamento poetico dell'infanzia da parte dello sguardo adulto: una sequenza di frammenti emotivi, apparizioni, memorie e slittamenti interiori in cui il ricordo si trasforma in costruzione immaginativa. Allo stesso modo, le opere di NAIMA non rappresentano semplicemente l'infanzia; ne evocano piuttosto la persistenza, la sopravvivenza simbolica, la sua capacità di riaffiorare come spazio mentale e affettivo.
Kinderszenen si sviluppa come una costellazione di immagini sospese tra ritratto antico, cultura pop e artificio digitale. Bambine dagli sguardi assorti, figure enigmatiche, piccoli personaggi immobili e teatrali abitano un universo in cui convivono zucchero filato, gelati, pupazzi, maschere, videogiochi, cubi di Rubik e richiami iconografici alla pittura fiamminga e alla ritrattistica ottocentesca.
L'immaginario infantile viene qui sottratto a ogni lettura puramente nostalgica. L'infanzia di NAIMA non coincide con un luogo rassicurante o idilliaco, ma con una soglia instabile in cui convivono desiderio, meraviglia, inquietudine e artificio. Le figure sembrano emergere da una memoria collettiva stratificata: una memoria fatta di fiabe, fotografie di famiglia, giocattoli consumati, icone televisive, costumi, rituali del gioco e frammenti di cultura visuale sedimentati nell'inconscio contemporaneo.
Il gioco attraversa l'intero progetto non come tema illustrativo, ma come struttura profonda dell'opera. In questo senso Kinderszenen sembra abitare quello spazio separato che Johan Huizinga definiva «cerchio magico»: una dimensione autonoma rispetto alla realtà ordinaria, regolata da logiche proprie, dove il tempo quotidiano viene temporaneamente sospeso. Le immagini funzionano come soglie di accesso a questo territorio ambiguo e rituale, dove gli oggetti perdono la loro funzione originaria per trasformarsi in simboli, feticci, presenze narrative.
Anche lo sguardo dello spettatore viene coinvolto in questa dinamica. Come nel pensiero di Hans-Georg Gadamer, il gioco non appare qui come qualcosa da controllare, ma come una forza capace di assorbire chi vi entra. Le opere sembrano infatti costruire un dispositivo di attrazione e spaesamento: seducono attraverso un'estetica apparentemente familiare e insieme introducono una sottile frattura percettiva. Dietro la dolcezza cromatica, dietro la levigatezza del ritratto, permane qualcosa di enigmatico e irrisolto.
È proprio in questa oscillazione che emerge una dimensione vicina all'ilinx descritto da Roger Caillois: una vertigine non fisica ma visiva e simbolica, prodotta dalla perdita temporanea di orientamento tra epoche, codici e livelli di realtà differenti. L'immagine appare contemporaneamente antica e artificiale, infantile e perturbante, intima e teatrale. Lo spettatore è costretto a muoversi continuamente tra riconoscimento e straniamento.
La presenza della realtà aumentata amplifica ulteriormente questa condizione liminale. Alcune opere si attivano attraverso dispositivi AR, trasformando l'immagine statica in esperienza immersiva: figure che si animano, parlano, cantano o emergono oltre la superficie del ritratto. La tecnologia non interviene come semplice elemento spettacolare, ma come estensione coerente della poetica dell'opera, rendendo visibile la natura instabile dell'immagine contemporanea e la sua continua oscillazione tra presenza e simulazione.
In Kinderszenen il ricordo infantile non viene recuperato come rifugio sentimentale, ma come dispositivo immaginativo ancora attivo. Un luogo in cui il gioco continua a produrre visioni, il meraviglioso sopravvive sotto le forme del contemporaneo e l'immagine conserva la possibilità di alterare, anche solo per un istante, la percezione del reale.
Silvia Carbotti
Biografia
Naima (Silvia Carbotti, 1980) è un'artista visiva e musicista torinese di adozione. La sua ricerca indaga la relazione tra immagine, memoria e identità, con particolare attenzione alla rappresentazione del volto e alla costruzione di figure sospese tra passato e contemporaneità. Il suo lavoro intreccia riferimenti alla ritrattistica tradizionale con processi di generazione visiva basati sull'intelligenza artificiale, dando origine a presenze enigmatiche e profondamente evocative. Attraverso un utilizzo consapevole e critico delle nuove tecnologie, Naima esplora il rapporto tra umano e artificiale, memoria e immaginazione, trasformando l'immagine in esperienza sensibile e relazionale.
Mostra: Naima. Kinderszenen – scene dall'infanzia
Rivoli - Torre della Filanda
Apertura: 21/05/2026
Conclusione: 31/05/2026
Organizzazione: Pow Gallery
Indirizzo: Via al Castello 8 - 10098 Rivoli (TO)
Inaugurazione: sabato 23 maggio, ore 18.00
Presentazione libro: sabato 23 maggio, ore 17.00 — Sopra le nuvole e oltre di Paola Petrelli, con Nicoletta Vitiello e Fulvio Lepore
Orari: giovedì – domenica ore 15.30-19.00
Altre mostre a Torino e provincia
Giorgio Griffa. Omaggio per i 90 anni
In occasione dell'inaugurazione della nuova stagione espositiva della GAM, una sala è dedicata al lavoro di Giorgio Griffa, figura centrale della ricerca pittorica contemporanea.
L'Intruso. Pesce Khete
Pesce Khete sarà l'Intruso della QUARTA RISONANZA, fino al 1° novembre 2026. Alcune sua opere saranno presenti nelle sale della mostra "Un altro Novecento".
Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno
Quindici fotografie di Lisetta Carmi entrano nella collezione GAM di Torino e dialogano con sculture ottocentesche: erotismo e autorità a Staglieno.
Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo
La GAM di Torino celebra il centenario di Vincenzo Agnetti con una mostra sulle Photo-graffie e le Vetrate, tra azzeramento dell'immagine e gesto pittorico.
Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento
Al Museo Accorsi-Ometto di Torino, prima grande retrospettiva sul Sodoma a quasi ottant'anni dall'ultima, con oltre cinquanta opere.
Margherita, prima Regina d'Italia. Storia, cultura e stile tra Palazzo e Biblioteca Reale
Ai Musei Reali di Torino due mostre raccontano Margherita di Savoia tra storia, arti decorative, numismatica e cultura.
Photo Typo | i manifesti fotografici di Werner Jeker
La Project Room di CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia ospita Photo Typo con i manifesti fotografici di Werner Jeker.
Harry Gruyaert. Retrospettiva
A CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia Il colore come esperienza visiva e sensoriale nella mostra Retrospettiva dedicata a Harry Gruyaert.
DMAV. Corporate Porn | Fenomenologia dell'oscenità organizzativa e tensioni di resistenza
DMAV smonta il linguaggio aziendale con arte visiva, grafica e videoinstallazione: Corporate Porn alla Galleria Moitre di Torino.









itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.