Ha aperto al pubblico, in occasione del centenario dell'Art Déco, la prima grande mostra dedicata allo stile Albisola 1925: un linguaggio che, tra gli anni Venti e Trenta, rese la ceramica albisolese protagonista di una raffinata stagione artistica internazionale. Al Museo della Ceramica di Savona, oltre 350 manufatti d'epoca raccontano la vitalità di un periodo in cui la tradizione si apre al gusto moderno. Un'eredità che continua a ispirare la ricerca contemporanea, come testimonia la sezione dell'esposizione dedicata al ceramista faentino Andrea Salvatori, per la prima volta protagonista di una mostra nella duplice veste di artista e di collezionista. Da dicembre, il progetto si amplia con un nucleo di approfondimenti al Museo Manlio Trucco di Albisola Superiore.
Public program
La mostra sarà accompagnata da un fitto calendario di attività dedicate al pubblico: visite guidate, anche con degustazioni in collaborazione con la cooperativa sociale Bottega della Solidarietà e con il Ristorante BINO, visite alle botteghe Déco di Albisola, conferenze tra cui, il 20 novembre 2025, Jazz architettonico. Alla scoperta delle città italiane dal carattere art déco, organizzata dall'Ordine degli Architetti di Savona, laboratori di decorazione, incisione e collage per bambini e per adulti a cura del Servizio educativo del Museo della Ceramica di Savona, letture in museo, trekking urbani alla scoperta dell'architettura e dell'urbanistica savonesi tra Belle Époque e anni Trenta, per arrivare al finissage con cocktail, la La féte de la mille et deuxième nuit, in programma il 28 febbraio 2026.
Nascita e storia dello stile Albisola 1925
Nel panorama albisolese degli inizi del Novecento, sono tre le figure che aprono la strada alla modernità: il ceramista e pittore Manlio Trucco e il ceramista e fotografo Ivos Pacetti, che portano in Liguria le suggestioni del Déco internazionale, insieme a Tullio Mazzotti, ceramista, scultore e poeta che si muove tra Déco e Futurismo. È Trucco, in particolare, che dal 1921 inizia a trasferire su ceramica gli stimoli assorbiti a Parigi nell'atelier Martine di Paul Poiret, dove lavora fino allo scoppio della Prima guerra mondiale come disegnatore e decoratore. Ispirandosi alle composizioni floreali realizzate per tessuti e carte da parati, Trucco dà forma a una nuova cifra stilistica per la decorazione ceramica che sarà via via condivisa anche da altre botteghe del territorio ligure. È così che nasce lo stile Albisola 1925, come sarà poi definito dalla storica e critica d'arte Rossana Bossaglia in occasione della mostra Albisola 1925: ceramica degli anni '20 del 1979.
Il successo in Italia
Alla II Biennale di Arti Decorative di Monza del '25 vengono esposte con successo ceramiche in stile Albisola 1925: nell'allestimento ligure spiccano i manufatti di Manlio Trucco e delle botteghe albisolesi Casa dell'Arte, Alba Docilia e Giuseppe Mazzotti. A seguire, il nuovo stile si diffonderà velocemente nell'intera penisola, diventando un simbolo della ceramica Déco italiana. Fino agli anni Trenta, molte manifatture – tra cui quelle del basso Piemonte, della Toscana e del Lazio – ne saranno profondamente influenzate.
Le caratteristiche del linguaggio
Dalle forme rigogliose a quelle geometriche, dai colori vibranti agli animali stilizzati, in questo nuovo linguaggio, la decorazione si sviluppa sull'intero corpo dell'opera. I soggetti s'ispirano alla natura, ma la reinterpretano in modo radicale: foglie, fiori e figure animali vengono fortemente stilizzati, i contorni definiti, resi netti, le sfumature annullate fino a diventare, in alcuni casi, puri elementi grafici. Tra i temi ricorrenti: la fenice, le foglie accartocciate, ma soprattutto i fiori, principalmente la rosa, e ancora ciliegie, uva e limoni, tutti trattati in modo elementare, sottolineati da marcate linee nere, con campiture compatte e prive di sfumature. Le tinte sono decise: tipico il giallo con il bruno e il nero, o il bruno manganese su fondo grezzo di terracotta; a volte compaiono tocchi di bianco e di rosso, ma lo stile si caratterizza anche per colori vivaci e una policromia che gioca con l'azzurro, il verde, il nero e l'arancio. «I motivi vegetali e animali che decorano i manufatti di quegli anni sono un alfabeto visivo capace di raccontare un'intera stagione culturale; la loro forza grafica anticipa sensibilità moderne»: spiegano Donatella Ventura e Stella Cattaneo, curatrici della mostra.
La produzione contemporanea
Ancora oggi alcune botteghe albisolesi lavorano su varianti e attualizzazioni dello stile Albisola 1925 che è possibile trovare ad Albissola Marina presso Ceramiche Mazzotti, Ceramiche Viglietti, Fabbrica Ceramiche G. Mazzotti 1903, La Nuova Fenice e, ad Albisola Superiore, presso Studio Ernan Design.... leggi il resto dell'articolo»
Progetto di: Fondazione Museo della Ceramica di Savona
A cura di: Donatella Ventura e Stella Cattaneo
Con il sostegno di: Fondazione De Mari CR Savona
Con il patrocinio di: Comune di Savona – AICC Associazione Italiana Città della Ceramica
Progetti educativi: Fondazione Museo della Ceramica di Savona Onlus
Progetto grafico: gaggeroservente
Fotografie: Claudio Pagnacco, Luca Riva
Catalogo: Sagep
Mostra: Nel tempo del Déco. Albisola 1925
Savona - Museo della Ceramica
Apertura: 23/10/2025
Conclusione: 01/03/2026
Organizzazione: Museo della Ceramica
Curatore: Donatella Ventura e Stella Cattaneo
Indirizzo: via Aonzo 9 - Savona
Orari: Lunedì, martedì, giovedì 10–12 | Venerdì 10–12 e 15–18 | Sabato 10–18 | Domenica 10–14
Per info: Ingresso: intero 10 euro, ridotto 6 euro
Sito web per approfondire: https://www.museodellaceramica.savona.it
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