Nicola L. I Am The Last Woman Object

  • Quando:   11/10/2025 - 01/03/2026

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Nicola L. I Am The Last Woman Object
Nicola L. nel suo appartamento al Chelsea Hotel a New York, 1989. Photo: Rita Barros, © Nicola L. Collection & Archive.

Museion – Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano presenta una retrospettiva dedicata all’opera della celebre artista francese Nicola L. (Marocco, 1932 - Stati Uniti, 2018). Nicola L. I Am The Last Woman Object è la prima mostra museale dell’artista in Italia e la più ampia mai realizzata fino ad oggi.

A partire dagli anni Sessanta, Nicola L. esplora la morbidezza come forma di resistenza. La sua pratica, spesso associata alla Pop Art, al Nouveau Réalisme, al femminismo e al design, intreccia attivismo politico, cosmologia, spiritualità, sessualità e ambientalismo. L’artista dedica gran parte della sua vita, trascorsa tra Parigi, Bruxelles, Ibiza e New York, a un ammorbidimento degli spazi domestici e urbani, spinta dal desiderio di connettersi con altre persone e con ambienti in continuo cambiamento.

Le sculture antropomorfe di grandi dimensioni di Nicola L., concepite per essere utilizzate come mobili, sono tra le opere più iconiche della sua risposta giocosa alla lettura tipica dello spazio domestico, in particolare per quanto riguarda il ruolo della donna al suo interno. Confondendo i confini tra arte e vita, l’artista ha illuminato gli ambienti con lampade a forma di occhi e labbra e ha creato una vasta serie di chaise longue in forme morbide e flessibili, rappresentanti figure umane giganti, piedi e mani. Opere celebri come Little TV Woman: I Am the Last Woman Object (1969) o le Femmes Commodes (1969–2014), armadi in legno dipinto a forma di silhouette femminili stilizzate le cui parti del corpo si aprono come cassetti, offrono una critica audace ai ruoli di genere tradizionali e all’oggettificazione della donna.

Il leitmotiv di penetrare i confini imposti dalla società tramite l’arte si manifesta con particolare evidenza nelle tele di grande formato, con teste, maniche o gambe di pantaloni, che l’artista sviluppa a partire dalla metà degli anni Sessanta e che Pierre Restany iscrive nella storia dell’arte nel 1968 con il termine di pénétrables. Queste opere consentono alle persone di calarsi fisicamente e simbolicamente in altri corpi e ruoli, come quello del sole, della luna o del cielo, per osservare la vita quotidiana da una prospettiva macrocosmica, esprimendo la visione olistica e non egocentrica del mondo propria di Nicola L.

Una selezione di questi lavori è esposta in mostra insieme a documentazione d’archivio delle performance, che illustrano l’intento dell’artista di creare nuovi spazi performativi per l’azione collettiva. Il film The Red Coat For 11 People 70–09 (2009) mostra undici persone che indossano, in diversi luoghi, un enorme impermeabile collettivo di plastica. La performance con il Red Coat (1969) è stata riproposta oltre una dozzina di volte tra il 1970 e il 2016, in varie città d’Europa e degli Stati Uniti, dando origine a ulteriori opere interattive in cui le e i partecipanti si inseriscono in giacche, mantelli, tappeti e ambientazioni fittizie.

La più monumentale tra queste è la sua emblematica Fur Room (1970/2020), di cui viene presentata in mostra una ricostruzione. Video d’archivio e tele legate a Blue Cape, performato a L’Avana, Pechino, Venezia, Bruxelles e in altri luoghi, sono esposti insieme all’originale Black Coat del 1996, esposto raramente. Queste opere immersive e performative nascono dall’idea utopica dell’artista di generare un corpo collettivo, una stessa pelle per tutte e tutti, indipendentemente dalla classe sociale, dall’etnia, dal genere o da altri fattori troppo spesso alla base dell’esclusione sociale.... leggi il resto dell'articolo»

A metà degli anni Settanta, Nicola L. inizia a realizzare film sperimentali, alcuni dei quali dedicati a figure che influenzano la sua pratica, tra cui l’attivista per i diritti civili Abbie Hoffman. Figlia spirituale dei movimenti del 1968, l’artista ha sempre mantenuto vivo l’interesse per le voci fuori dal coro, come testimonia un’importante serie presente in mostra: le Femmes Fatales (2006). Questi collage su lenzuola commemorano nove celebri donne la cui vita è stata tragicamente interrotta, tra cui Frida Kahlo, Marilyn Monroe, Billie Holiday e Ulrike Meinhof. Combinando immagini, testi e colori, i ritratti mettono in luce l’ambivalenza tra le convinzioni e le passioni di queste donne e ciò che la Storia e i media ne hanno fatto.

La retrospettiva riunisce oltre ottanta opere realizzate nell’arco di cinque decenni, all’interno di uno spazio espositivo progettato dallo Studio Manuel Raeder. Seguendo l’approccio giocoso di Nicola L. nel penetrare le strutture istituzionali, la scenografia offre uno sguardo vivace sugli ambienti in cui si sono svolti i suoi interventi, dalla dimensione domestica ai contesti urbani internazionali.

La mostra fa parte della nuova linea di ricerca di Museion intitolata THE SOFTEST HARD, che esplora l’arte come pratica urbana e sociale di resistenza non violenta. In un presente segnato da guerre, violenze diffuse e democrazie minacciate, la forza urgente delle forme di protesta morbide di Nicola L. si rivela nella sua opposizione radicale, lontana da una visione egocentrica del mondo, e nel suo ottimismo contagioso, orientato alla ricerca di amore e connessione.

Pubblicazione

La mostra è accompagnata da una monografia illustrata che raccoglie nuovi saggi critici e testi dedicati ai principali nuclei dell’opera dell’artista, pubblicata da Lenz Press, Milano, in collaborazione con Camden Art Centre, Londra, Frac Bretagne, Rennes, Kunsthalle Wien e Museion.

Curatori editoriali: Gina Buenfeld-Murley e Martin Clark. Testi di: Gina Buenfeld-Murley, Martin Clark, Leonie Radine, Géraldine Gourbe, Arese Uwuoruya. Design: Sara De Bondt. Lingue: inglese, francese, tedesco, italiano. Formato: 240 pagine, 20,4 x 26 cm, brossura. ISBN: 979-12-80579-67-6. Prezzo: € 40.

Nicola L.

Nata da genitori francesi a El Jadida, in Marocco, nel 1932, Nicola L. ha studiato presso l’École des Beaux-Arts e ha vissuto principalmente tra Parigi, Bruxelles, Ibiza e New York, fino alla sua morte a Los Angeles nel 2018.

Negli ultimi anni, il suo lavoro è stato riscoperto attraverso una mostra personale al SculptureCenter di New York e incluso in importanti mostre collettive come Elles, Centre Pompidou, Parigi (2009), Liverpool Biennial (2014), The World Goes Pop, Tate Modern, Londra (2015), Made in L.A. 2020: A Version, Hammer Museum, Los Angeles, She-Bam Pow Pop Wizz! The Amazons of Pop, MAMAC Nizza (2021), Future Bodies From a Recent Past – Sculpture, Technology, and the Body since the 1950s, Museum Brandhorst, Monaco di Baviera (2022) e HOPE (2023) a Museion.

Le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche, tra cui Centre Pompidou, Parigi, Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum, New York, Design Museum Brussels, Frac Bretagne, Rennes, Gallery of Modern Art, Glasgow, MHKA Anversa, MAMCO Ginevra e Museion, tra le altre istituzioni.

Museion

Museion è il museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano. Al centro della missione c’è la promozione dell’arte, della cultura e dell’innovazione internazionale in Alto Adige. In un contesto urbano in costante trasformazione, Museion lavora per arricchire la qualità della vita e del tempo libero in chiave cosmopolita, stimolando creatività e pensiero critico.

Museion agisce al servizio della società raccogliendo, conservando, studiando, interpretando ed esponendo il patrimonio culturale materiale e immateriale. Il pubblico è globale, con una costante attenzione alla costruzione di relazioni significative con le e gli artisti. Museion intende essere un modello pionieristico per un museo contemporaneo in grado di adattarsi ai cambiamenti sociali attuali, lavorando in ottica sostenibile come attore di crescita e inclusione.

Acquisizione nella collezione Museion

In occasione della mostra, Museion celebra una delle acquisizioni più recenti: Same Skin for Everybody (1975) di Nicola L., resa possibile grazie al sostegno di PAC2024 — Piano per l’Arte Contemporanea, iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura italiano.

Ringraziamenti istituzionali

La mostra è resa possibile grazie al generoso supporto di Alison Jacques e di The Nicola L. Collection and Archive. Si ringraziano i prestatori: Design Museum Brussels, Frac Bretagne, Rennes, Alison Jacques, Nicola L. Collection and Archive, Donald Porteous, Beth Rudin DeWoody, XXO Collection, Galerie Pierre-Alain Challier, Parigi, e Galerie NeC Nilsson et Chiglien, Parigi.

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Mostra: Nicola L. I Am The Last Woman Object

Bolzano - Museion

Apertura: 11/10/2025

Conclusione: 01/03/2026

Organizzazione: Museion

Curatore: Leonie Radine

Indirizzo: Piazza Piero Siena 1 - 39100 Bolzano (BZ)

Inaugurazione: Venerdì 10 ottobre 2025 ore 19.00

Sito web per approfondire: https://www.museion.it/

Facebook: museion.bozen



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