
Per la prima volta Raffaella Cortese, in collaborazione con Triangolo, Cremona, presenta l’esito di un progetto di residenza e produzione ceramica sviluppato direttamente ad Albisola, luogo in cui la ceramica è parte viva della quotidianità e della sua storia. Realizzato in collaborazione con Studio Ernan Design, storica manifattura albisolese fondata nel 1974 in continuità con la tradizione di Ivos Pacetti, il lavoro di Nicole Colombo prende forma da un processo che intreccia la poetica dell’artista con il genius loci.
A partire dalla composizione del rosario, l’artista ne propone una rivisitazione intima seppure di dimensione rilevante: una configurazione nuova, quasi domestica, che si ispira a questo dispositivo per trasformarlo in un oggetto personale. Un rosario che non guida necessariamente la preghiera, ma accompagna il gesto, la memoria dei gesti, il tempo della materia e della sua trasformazione. L’opera è composta da cinquanta elementi, realizzati uno a uno combinando terra nera e polveri metalliche. Ogni “grano” è sottoposto a una sola cottura, seguita da una smaltatura a freddo con un pigmento trasparente elaborato dall’artista stessa. Metalli e terra non si sovrappongono ma interagiscono durante la cottura, restando distinguibili sulla superficie. I detriti ferrosi emergono dalla matrice in terracotta, generando una superficie che ricorda la formazione di un minerale ferroso. Il risultato è una materia ibrida, quasi alchemica.
La morfologia di ogni elemento deriva dal seme della castagna d’acqua (Trapa natans), figura ricorrente nella ricerca di Nicole Colombo e già presente nella tradizione devozionale europea dal Medioevo. In alcuni contesti monastici e missionari – tra cui ambienti legati alla spiritualità gesuitica – questi semi venivano utilizzati per realizzare rosari o oggetti di meditazione, grazie alla loro forma appuntita e alla loro resistenza naturale. Il seme — scuro e spigoloso — possiede una presenza quasi arcaica: le sue punte ricordano piccole corna o il profilo di un animale. In molte regioni italiane e in diverse aree d’Europa è tradizionalmente considerato un amuleto. Portarlo con sé, in tasca o vicino al corpo, è ritenuto un gesto di protezione contro il malocchio, le malattie stagionali o i dolori reumatici. Per la sua morfologia insolita e resistente, la castagna d’acqua è stata spesso interpretata come un oggetto apotropaico, capace di trattenere e deviare le energie negative. La scultura, qui, non è soltanto un dispositivo religioso ma una struttura che misura il tempo, la ripetizione, la concentrazione del gesto. La ritualità del fare — ripetere cinquanta volte lo stesso atto senza che nessun elemento sia identico all’altro — costruisce una sorta di liturgia materica. Da questa concatenazione emerge un ritmo lento e circolare, un modo per tornare a una dimensione originaria dell’esistenza, dove la materia della terra e quella del metallo condividono la stessa genealogia.
Nicole Colombo (Monza, 1991) sviluppa una pratica artistica che si manifesta spesso attraverso sculture e installazioni domestiche e di grande scala, capaci di generare una tensione nello spazio e nello sguardo dell’osservatore. Le sue opere sembrano possedere una sorta di energia vitale, mentre i materiali scelti e le loro combinazioni risultano al tempo stesso libidinali e repulsivi. Al centro della sua ricerca si colloca un approccio antropologico: l’artista osserva le dicotomie che spesso caratterizzano l’individuo e la difficoltà dell’essere umano ad accettarne la coesistenza. Facendo leva su un immaginario condiviso, il suo lavoro restituisce allo spettatore opere che rappresentano la dualità delle cose, dando vita a figure astratte che ritraggono ciascuno di noi. Pelle, alluminio, capelli sintetici, catene, plexiglass, lattice e ganci generano una visione impeccabile e fortemente estetizzata, concepita per attrarre lo sguardo dello spettatore e introdurlo a una più ampia gamma di possibilità, come una lente attraverso cui avvicinarsi alla realtà.
Tra le sue mostre personali si ricordano Miart, presentazione personale con Triangolo (2026); Seeds of Presence // Seeds of Absence presso Triangolo, Cremona (2025); Shifting Balance alla OneRoom Gallery di Londra (2022); la residenza artistica Ultravioletto presso Nord Resine a Susegana (2021) e Sam presso BitCorp for Art a Milano (2020). Tra le mostre collettive figurano MAYDAY EVERYDAY, Triangolo, Cremona Art Week (2024); Museo Diocesano di Cremona (2023); Spettinate presso Luogo_e, Bergamo (2022); The Paradise is Exactly Like Where You Are Right Now Only Much, Much Better presso Palazzo Franzone Spinola di Luccoli a Genova (2022) e numerose altre mostre internazionali. Tra residenze e premi si segnalano il primo premio nella sezione scultura e design del vetro di Artefici del Nostro Tempo, con conseguente esposizione al Padiglione Venezia della Biennale Arte (2026), e l’MMAT Acquisition Prize con residenza presso Kupfer Project a Londra (2022).
Mostra: Nicole Colombo. Rosario (to the moon and back)
Albisola Superiore - Raffaella Cortese
Apertura:16/05/2026
Conclusione:16/09/2026
Organizzazione:Raffaella Cortese / Triangolo Cremona
Indirizzo:Via Cristoforo Colombo 54 - 17011 Albisola Superiore (SV)
Inaugurazione: sabato 16 maggio 2026, ore 11:00 – Nicole Colombo in conversazione con Giovanna Manzotti, moderazione Gabriele Cordì, Museo Trucco, Corso Filippo Ferrari 193, Albisola Superiore; a seguire visita alla mostra
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