The indeterminacy of an encounter di Nina Carini è l’ultima installazione site specific, ambientale e sonora concepita dall’artista per la tredicesima edizione di Meteorite in Giardino (23 giugno – 26 settembre | Opening 23 giugno dalle 16 alle 20 – ingresso libero), storica rassegna estiva d’arte di Fondazione Merz che prende nome da un’opera di Mario Merz del 1976. Curata da Maria Centonze e Agata Polizzi, dal titolo Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, la rassegna si propone ancora una volta come momento di mediazione tra presente e futuro, tra i limiti che dividono il nostro senso di appartenenza al concreto e la profonda necessità di esplorare, contemplare e costruire attraverso l’arte una visione onirica e liberatoria.
L’installazione The indeterminacy of an encounter di Nina Carini, unisce il cielo e la terra in uno specchio d’acqua in cui vibrazioni sonore imprevedibili e profonde arrivano da un misterioso altrove. Luce, suono e materia si mescolano, fluidi e cangianti e insieme diventano microcosmi in cui abitare.
And if i could hold back a ray of light would infinity be closer?
Il disegno di un cerchio, la forma ancestrale di un sentire metafisico. “The circle has a way to happen”* Un occhio, una fonte, il punto d’incontro tra cielo e acqua. Un orizzonte.
Vertigini visuali dove la forza di gravità diventa ansia d’infinito. Una tensione in cui lo sguardo perde orientamento, non riconosce più i punti cardinali, la perdita di equilibrio porta alla contemplazione ed è lì che avviene l’incontro.
Forse l’infinito è un canale tra me e te in cui scorre qualcosa, l’acqua e la sua voce. Lei rotola senza fine come il tempo dentro un cerchio creando una composizione polifonica di suoni organici che evoca una spirale sonora, l’origine e la nascita. Ogni microcosmo produce suono, è il battito della vita.
* Etel Adnan, The Brooklin Rail
Nina Carini nasce a Palermo nel 1984. Ha frequentato l’Accademia Cignaroli di Verona, dove ha conseguito la laurea triennale e quindi l’Ecole nationale supérieure des beaux-arts de Lyon e l’Accademia di Brera di Milano, dove ha ottenuto la laurea specialistica.
Ha mosso i suoi primi passi in ambito pittorico, per superare rapidamente la specificità dei singoli linguaggi e per reinventare il senso e lo scopo del medium, che di volta in volta ha utilizzato. Le sue non sono forme fisse nel tempo, chiuse in se stesse, varcano, anzi, i propri limiti. La sua ricerca oggi trova un particolare sviluppo nella performance e nel video. Le performance sono per lei forme d’indagine sperimentali, perché rappresentano la forma con cui tenta di dare risposta ai quesiti esistenziali che l’assillano.
Il tema dell’identità attraverso l’immagine è una costante permanente, in cui è un’approfondita indagine sul linguaggio, sul senso della parola sia da un punto di vista intimo che più ampiamente sociale, in relazione al nostro tempo storico. È profondamente attratta dagli studi sul suono, sulla voce che diviene per lei l’ultima ed estrema occasione di scardinare i conflitti d’immagine e di preservare l’identità che gli uomini non sono in grado di curare. Il linguaggio è, infatti, un passaggio fluido nel quale è il suono a riempire lo spazio e lo spazio a farsi sociale, relazione accresciuta tra interno ed esterno.
Psicologia, scienza, sociologia, arte, teatro e cinema: questo il patrimonio intellettuale e visivo di Nina Carini, da cui la stessa attinge di volta in volta, dando vita a opere in cui la speculazione scientifica, l’immagine e la poesia si incontrano in un unicum inscindibile.
Mostra: Nina Carini. The indeterminacy of an encounter
Fondazione Merz
Apertura: 23/06/2021
Conclusione: 26/09/2021
Organizzazione: Fondazione Merz
Curatore: Maria Centonze e Agata Polizzi
Indirizzo: Via Limone, 24 - Torino (TO)
Sito web per approfondire: https://www.fondazionemerz.org/
Facebook: FondazioneMerz
Altre mostre a Torino e provincia
La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo
Ai Musei Reali di Torino un confronto tra Lotto e Savoldo sulle radici della “luce del vero” che anticipa Caravaggio.
Astrattismo Inverso | 1° concorso artistico della Città di Rivoli
Le tele del 1° concorso artistico di Rivoli al Museo Civico Casa del Conte Verde: forme reali nate da linee casuali generate da un algoritmo.
Renato Guttuso. Opere scelte dal 1947 al 1985
Ventidue opere di Renato Guttuso tra oli, chine e tecniche miste in mostra antologica alla Galleria Accademia di Torino.
Harry Gruyaert. Retrospettiva
A CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia Il colore come esperienza visiva e sensoriale nella mostra Retrospettiva dedicata a Harry Gruyaert.
Giorgio Griffa. Omaggio per i 90 anni
In occasione dell'inaugurazione della nuova stagione espositiva della GAM, una sala è dedicata al lavoro di Giorgio Griffa, figura centrale della ricerca pittorica contemporanea.
L'Intruso. Pesce Khete
Pesce Khete sarà l'Intruso della QUARTA RISONANZA, fino al 1° novembre 2026. Alcune sua opere saranno presenti nelle sale della mostra "Un altro Novecento".
Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno
Quindici fotografie di Lisetta Carmi entrano nella collezione GAM di Torino e dialogano con sculture ottocentesche: erotismo e autorità a Staglieno.
Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo
La GAM di Torino celebra il centenario di Vincenzo Agnetti con una mostra sulle Photo-graffie e le Vetrate, tra azzeramento dell'immagine e gesto pittorico.
Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento
Al Museo Accorsi-Ometto di Torino, prima grande retrospettiva sul Sodoma a quasi ottant'anni dall'ultima, con oltre cinquanta opere.









itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.