Nowhere Land
The Imaginary Landscape of Photography

  • Quando:  16/06/2026 - 10/09/2026

FotografiaMostre a MilanoMilano


Nowhere Land | The Imaginary Landscape of Photography
©Luca Gilli_IS_2005

Che cos'è un paesaggio? Un luogo reale, certamente. Una porzione di territorio che possiamo attraversare, abitare, riconoscere. Ma è anche qualcosa di più sfuggente: una costruzione mentale, una proiezione dello sguardo, un insieme di memorie, desideri, emozioni e immaginazioni che finiscono per sovrapporsi alla realtà. È proprio da questa ambiguità che nasce Nowhere Land – The Imaginary Landscape of Photography, la mostra che Galleria Vik Milano dedica ad alcuni tra i più significativi interpreti della fotografia di paesaggio, riunendo autori provenienti da esperienze molto diverse tra loro, dal reportage alla moda, dall'architettura all'arte contemporanea.

La mostra prende avvio da una considerazione apparentemente semplice: in fotografia il paesaggio non coincide mai completamente con il luogo rappresentato. Nel momento stesso in cui viene scelto, inquadrato e trasformato in immagine, esso diventa già qualcos'altro. Memoria, racconto, simbolo, sogno, costruzione mentale. La fotografia registra il mondo, ma allo stesso tempo lo trasfigura. Lo sottrae alla geografia per trasferirlo nel territorio più instabile e affascinante dell'immaginazione.

È ciò che accade nelle celebri vedute urbane di Gabriele Basilico, uno dei grandi maestri della fotografia italiana del secondo Novecento. Dalle periferie industriali di Milano alle città del Mediterraneo, Basilico ha trasformato il paesaggio urbano in uno dei grandi temi della fotografia contemporanea. E accade anche nelle fotografie di Lucio Gelsi, che dopo una lunga esperienza nel mondo della moda restituisce una New York sospesa e cinematografica, fatta di luci, prospettive e atmosfere che sembrano appartenere tanto al ricordo quanto alla realtà.

Un percorso differente ma altrettanto personale è quello di George Tatge, fotografo italoamericano nato a Istanbul. Il viaggio, il nomadismo e l'incontro tra culture differenti costituiscono il nucleo profondo della sua ricerca: nei suoi lavori il luogo concreto perde progressivamente importanza a favore dell'emozione, della memoria e della capacità dell'immagine di evocare stati d'animo universali.

Il paesaggio può assumere anche i contorni dell'apparizione. Nelle opere di Luca Gilli, tratte dalla serie Absolute Landscape, l'Islanda si presenta come una terra primordiale, ai confini del mondo, dove gli elementi naturali costruiscono scenari che sembrano emergere direttamente dall'immaginario. Una ricerca che trova un'eco nelle immagini di Federica Palmarin, dedicate a Mauritius: fotografie in cui il paesaggio viene progressivamente semplificato fino a ridursi a pochi rapporti essenziali tra cielo, mare, luce e orizzonte. Sul sottile confine tra realtà e visione si muove anche il lavoro di Teresa Emanuele, che attraverso riflessi, ombre, trasparenze e particolari osservati da vicino trasforma la quotidianità in una dimensione evanescente e instabile.

In altri casi il paesaggio viene addirittura costruito o reinventato. È il caso dei collage fotografici di Anna Muzi, che assemblano frammenti provenienti da luoghi, tempi e contesti differenti per dare vita a geografie impossibili, sospese tra memoria, sogno e simbolo. Una logica diversa ma altrettanto sorprendente caratterizza il lavoro di Santi Caleca: le sue fotografie nascono dai modellini architettonici progettati da Ettore Sottsass e Johanna Grawunder tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, trasformati in paesaggi credibili e quasi cinematografici dove il confine tra architettura, design e territorio si dissolve....leggi il resto dell'articolo»

Una dimensione più intima e contemplativa emerge invece nelle opere della giovanissima Olga Mai. I suoi piccoli paesaggi, caratterizzati da luci soffuse e grande essenzialità compositiva, sono racchiusi in preziose cornici d'antiquariato che li trasformano in oggetti da custodire, quasi fossero reliquie o frammenti di mondi lontani.

Anche il mare e la natura, nelle fotografie di Antonio De Luca, cessano di essere semplici soggetti descrittivi: rocce, superfici d'acqua, alberi e linee del paesaggio tendono verso l'essenzialità, trasformandosi in immagini di grande intensità poetica.

Infine, la mostra ricorda che il paesaggio non è soltanto natura o architettura, ma anche presenza umana. Le fotografie di Uliano Lucas, maestro indiscusso del reportage italiano e testimone di oltre mezzo secolo di storia sociale del nostro Paese, raccontano un territorio fatto di persone, abitudini, tavole, relazioni e gesti quotidiani. Nelle immagini dedicate all'Italia degli anni Cinquanta e Sessanta il paesaggio emerge attraverso la vita delle persone che lo abitano: un paesaggio umano che diventa memoria collettiva e ritratto di un Paese in profondo cambiamento.

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Mostra: Nowhere Land
The Imaginary Landscape of Photography

Milano - Galleria Vik Milano

Apertura:16/06/2026

Conclusione:10/09/2026

Organizzazione:Galleria Vik Milano

Curatore:Alessandro Riva

Indirizzo:Via Silvio Pellico 8 - 20121 Milano (MI)

Orari: tutti i giorni, ore 10:00–21:00



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