Once in a Blue Moon...

  • Quando:   03/02/2021 - 14/05/2021
  • evento concluso

Arte contemporanea‎

Once in a Blue Moon...
Giuseppe Abate, Panther 2017, detail

Spazio Leonardo riprende la sua programmazione nel 2021 con la prima di tre mostre distribuite nell’arco dell’anno. Ricomincerà inoltre con ancora più vigore Studio Leonardo, l'alter ego virtuale che mette a disposizione di tutti, attraverso lo streaming in diretta, forum, dibattiti, testimonianze, presentazioni ed eventi. 

Il 3 febbraio 2021 apre Once in a Blue Moon... dedicata alla pittura, con le opere di cinque artisti in dialogo: Giuseppe Abate, Thomas Berra, Federica Francesconi, Anne Schmidt e Serena Vestrucci.

La Luna Blu a cui fa riferimento il titolo, è un evento astrologico rarissimo, che evoca immagini fiabesche, allo stesso modo questa mostra intende celebrare quella pittura che va oltre se stessa ed è ricca di sconfinamenti multidisciplinari e aspirazioni oniriche; una pittura che deve parte del suo fascino proprio al fatto di essere non convenzionale.


La mostra si sviluppa a partire da un wall drawing dal carattere onirico e evocativo realizzato sulla gallery da Thomas Berra (*1986, Desio MB), che costituisce il punto di partenza, il palcoscenico di una narrazione sviluppata attraverso le opere e il colore.

Le nuove tele della serie Trucco di Serena Vestrucci (*1986, Milano) mostrano l’utilizzo di materiali “non previsti”: l'ombretto, ridotto in polvere e manipolato sulla tela direttamente con le dita, è soggetto e oggetto della pittura. Le tele sono quindi “truccate” perchè sono cosmetici su tela, ma anche perché hanno un carattere illusorio e fantasmatico, inducendoci a guardare un cielo o un paesaggio che in realtà non esiste.

Federica Francesconi (*1994, Brescia) sviluppa una pittura tutta giocata sull'illusione e lo spaesamento. I suoi quadri ci appaiono come enigmatici monocromi dove il colore lascia spazio a porzioni più chiare, che aprono la prospettiva oltre la superfcie orizzontale della tela. L'ombra è la linea di transito simbolica di un'indagine sul tema della percezione: tra astrazione monocroma e figura, la pittura dell'artista accoglie e rifiuta entrambi i poli, indagando nuovamente i punti di congiunzione tra le opposizioni.

L’illusione ottica e il medium pittorico inteso come strumento per mediare contenuti nascosti è anche al centro della ricerca di Anne Schmidt (*1990, Brandenburg, Germania). L’artista, abile manipolatrice della materia, nella serie Carpets utilizza materiali inusuali come l’olio motore e matita colorata su poliestere per riflettere sulle metodologie e le regole che determinano le animazioni computerizzate, con un chiaro riferimento alla video installazione Parallel del grande artista e regista Harun Farocki.

Giuseppe Abate (*1987, Bari), artista che fa della propria pratica un campo di sperimentazione costante, propone un’installazione site-specific per la zona lounge di Spazio Leonardo: una personalissima collezione di tessuti indiani, realizzati durante una residenza a Assam (India) e ricamati con immagini pop e loghi mutuati dal contesto urbano, s’innesta su una carta da parati disegnata con l’argilla, che conferisce una unitarietà avvolgente allo spazio.

Once in a Blue Moon... presenta un allestimento che si espande nei diversi ambienti del piano terra dell’agenzia, riflettendo la volontà di Spazio Leonardo di identificarsi in un contenitore variegato e multiforme, attraversato dalle diverse tendenze che animano il contemporaneo e le sue espressioni.

Il giorno 3/02 alle ore 18:00 sarà possibile assistere alla presentazione della mostra in diretta streaming sul Canale YouTube di Spazio Leonardo

ORARI:
lunedì-venerdì:
09.00 – 18.00 solo su appuntamento (direzione.artistica@spazio-leonardo.it)
Spazio Leonardo

NOTE BIOGRAFICHE ARTISTI

Giuseppe Abate (*1987, Bari, vive e lavora a Milano) ha conseguito un MA in Material Futures presso il Central St Martins College di Londra (2020) e si è precedentemente laureato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia (2011). Il suo lavoro è stato esposto presso: Spazio Cabinet_Studiolo, A collection (Milano, 2020); Dutch Design Week First Online Show (2020); ADA Project (Roma, 2019); Palazzo Barolo, A collection, Artissima (Torino, 2019); Palazzo Mocenigo (Venezia, 2018); Assam State Museum, Microclima (Guwahati, India, 2017); Museo Nazionale della Montagna (Torino, 2016); Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia, 2011; 2013; 2014; 2015); Rob Pruitt Flea Market c/o Galleria A + A (Venezia, 2015); Studio d’Arte Cannaviello (Milano, 2013); Museo di Arte Contemporanea Pino Pascali (Bari, 2012); Galleria Municipale d’Arte Contemporanea di Monfalcone (Monfalcone, 2011). Nel 2014 è stato selezionato per il programma di residenza della Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Dal 2016 al 2018 ha partecipato al programma di residenza promosso da Microclima Venezia, Guwahati Research Program, Assam, India. Nel 2018 è stato finalista del Premio Cairo, Milano.

Thomas Berra (*1986, Desio, vive e lavora a Helsinki) ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Tra le sue principali mostre: Katso Merta: alle volte mi scordo di guardare il mare, Galleria Kuja, Helsinki, (solo), FIUR, a cura di Ivan Quaroni, Museo civico Magazzini del Sale, Palazzo Pubblico, Siena, (solo), Tree Time, a cura di Andrea Lerda, Museo della Montagna, Torino, Tutti dobbiamo dei soldi al vecchio sarto di Toledo, a cura di UNA, Spazio Leonardo, Milano, (solo); Il Paradigma di Kuhn, Galleria FuoriCampo, Siena, e Studio O2, Cremona (2018); Stupido come un Pittore, Villa Vertua Masolo, Nova Milanese, 2018; So long (Arrivederci), Fondazione Pastificio Cerere, Roma, 2018; Verde Indagine (solo), Placentia Arte, Piacenza, 2017; Dopo il diluvio (solo), Villa Vertua Masolo, Nova Milanese, 2017; Carrus Navalis, Dimora Artica, Milano, 2016; Souvenir, Palazzo Mezzanotte-Piazza Affari, Milano, 2015; THOMAS (solo), Room Galleria, Milano, 2015; 8½, (solo), Spazio 1929, Lugano, 2015; CIAO (solo), Mana Contemporary, Chicago, USA, 2015; Casabarata (solo - risultato di una residenza a Tangeri, Marocco), Banca Sistema, Milano, 2014; Crises and rises, Palazzo delle Stelline, Milano, 2012; CIAO (solo), Room Galleria, Milano, 2012. Nel 2018 Thomas è tra finalisti del Premio Cairo e nel 2017 ha vinto il premio 6artista ed è stato in residenza presso la Fondazione Pastificio Cerere di Roma e lo Schafhof – European House of Art Upper Bavaria, Freising, Germania. Nel 2014 ha fondato Subculture fanzine, un progetto editoriale collettivo esposto presso Edicola Radetzky, Milano; nel 2013 è stato vincitore del premio Unicredit con un solo show presso Superstudio Più, Milano.

Federica Francesconi (*1994, Brescia, vive e lavora fra Milano e Brescia) ha conseguito la laurea in Scultura all'Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2017 e successivamente conclude i suoi studi presso la Fondazione Enaip.
Tra il 2017 e il 2019 lavora come assistente presso lo studio di Christiane Löhr. Nello stesso anno partecipa alla 56esima Biennale di Venezia come performer per Adrian Piper nell'opera 'The probable trust registry' e per Maria Eichhorn nell'opera 'Canvas/brush/painting'.
Nel 2020 partecipa alla collettiva Rilevamenti al Museo Camusac curata da Bruno Corá. Sempre nel 2020 troviamo il suo lavoro al GAM di Torino, group show curato da Ilaria Bonacossa per Artissima Fair. Nel 2019 partecipa alla collettiva Sein presso l'Akademie der Bildenden Künste Wien e nel 2017 alla collettiva Shift ai Magazzini del Sale a Venezia.
Tra le mostre personali Tomba del mio meglio a Palazzo Coluccia nel 2018 e, in programma a febbraio 2021, una personale presso Indebt, Amsterdam.

Anne Schmidt (*1990, Brandeburgo, Germania, vive e lavora a Vienna) ha iniziato gli studi nel 2015 presso l’Accademia delle belle Arti di Vienna, nella classe di Julian Göthe. Terminerà gli studi nel 2021.
Nel 2019 ha frequentato la International Summer School for visual Arts presso Salisburgo. Tutors: Ei Arakawa e Sarah Chow.
Dal 2010 al 2014 ha studiato sociologia e politica presso l’Università di Lipsia.
Nel 2013 ha studiato criminologia presso la Teesside University, Middlesbrough, Regno Unito.
Nel 2020 è stata selezionata per la partecipazione al Maumaus Independent Study Program, a Lisbona, Portogallo, Independent Program di stampo post-marxista considerato la sorella minore del Whitney Independent Study Program.
Tra le mostre personali e collettive si segnalano MICHELANGELO presso VIN VIN, Vienna, 2020; About the New, mostra collettiva presso BELVEDERE 21, Vienna, 2019 e, in programma per il 2021, una mostra collettiva presso MAUMAUS, Lisbona.

Serena Vestrucci (*1986, Milano, vive e lavora a Milano) ha conseguito la laurea triennale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Successivamente si trasferisce a Venezia, dove nel 2011 vince la residenza–studio presso gli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa e nel 2013 consegue la laurea magistrale in Progettazione e Produzione delle Arti Visive all’Università IUAV di Venezia.
Serena Vestrucci ha esposto il proprio lavoro in mostre personali presso numerose istituzioni italiane tra cui: Galleria d’Arte Moderna, Verona (2017); Museo Archeologico Antonio Salinas, Palermo (2017); Marsèlleria Permanent Exhibition, Milano (2016); Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2015).
Tra le mostre collettive si segnalano quelle tenute presso: Casa Testori, Novate Milanese, Italia (2019); Blitz, Valletta, Malta (2019); Istituto Italiano di Cultura, New York, USA, e Londra, Regno Unito (2018); Museo Santa Maria della Scala, Siena, Italia (2018); Palazzo Reale, Milano, Italia (2017 e 2015); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, Italia (2017, 2012 e 2010); FRISE Künstlerhaus, Amburgo, Germania (2014); Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno, Italia (2014); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Italia (2014); Galleria d’Arte Moderna, Milano, Italia (2012); Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia, Italia (2012); Stedelijk Museum, ‘S–Hertogenbosch, Paesi Bassi (2011).
Nel 2017 ha vinto la diciottesima edizione del Premio Cairo ed è stata selezionata dal Comune di Milano per la realizzazione di un’opera pubblica permanente del nuovo distretto CityLife.La Luna Blu a cui fa riferimento il titolo, è un evento astrologico rarissimo, che evoca immagini fiabesche, allo stesso modo questa mostra intende celebrare quella pittura che va oltre se stessa ed è ricca di sconfinamenti multidisciplinari e aspirazioni oniriche; una pittura che deve parte del suo fascino proprio al fatto di essere non convenzionale.

Titolo: Once in a Blue Moon...

Apertura: 03/02/2021

Conclusione: 14/05/2021

Organizzazione: Spazio Leonardo e UNA

Luogo: Spazio Leonardo - Milano

Indirizzo: viale della Liberazione 16/a - 20124 Milano