In un angolo in ombra dello studio di una casa degli anni '60, una donna conosciuta solo come Florence ha messo in scena un rituale fotografico intimo. Ammanettata con manette vintage, in posa tra uno schedario e una scrivania spoglia, Florence ha creato oltre trecento immagini annotate che abbracciano diversi decenni: una documentazione sistematica in cui la catalogazione stessa è diventata l'atto artistico.
Per Chain of Love a Venezia, Paul Graves trasforma Joystick nel palcoscenico di potere di Florence, esaminando il suo archivio attraverso la lente procedurale della fotografia vernacolare. Nell'installazione, gli schedari industriali elevano Florence, permettendole di emergere pienamente, lasciando lo spettatore sospeso tra il voyeur e il testimone.
Le espressioni di Florence spaziano da sorrisi coreografati a un'assenza meditativa. Ciò che alcuni potrebbero liquidare come feticismo rivela un impulso più profondo: Florence era un'avida collezionista. Darby Handcuffs, Cobbs, Tower Bean: ha inciso nomi di modelli, anni e date sul retro di ogni immagine con precisione tassonomica. La sua passione per le antiquate restrizioni di polizia trascendeva l'erotismo, preservando una metanarrativa di controllo e collezione.
I filosofi si interrogano da tempo sulla nostra compulsione a possedere, ordinare e archiviare il mondo materiale. Come scrive Jean Baudrillard in Il sistema degli oggetti: «Ogni oggetto ha due funzioni: essere utilizzato ed essere posseduto…». Una volta collezionati, gli oggetti perdono la loro funzione e diventano estensioni del sé. Nel caso di Florence, le restrizioni che confinavano il suo corpo hanno liberato la sua identità, invertendo il rapporto tra chi possiede e ciò che è posseduto.
Chain of Love trascende l'oggettualità. Attraverso la frammentazione, Florence raggiunge la totalità: contemporaneamente collezionista e collezionata, dominante e sottomessa. Diventa un'immagine dialettica nel senso benjaminiano, dove si intrecciano i rapporti di potere del passato e del presente.
Graves ha scoperto un archivio anonimo creato da una donna di cui non sappiamo nulla. Decenni dopo, ricontestualizza il suo rituale privato come architettura pubblica. L'archivio diventa immersivo, esperienziale, vivo. Florence diventa icona ed enigma, senza categoria e senza proprietario, mentre Graves pone la domanda ontologica: siamo incatenati a ciò che amiamo?... leggi il resto dell'articolo»
Florence vive in tutti noi. Siamo incatenati a ciò che ci affascina, ancorati e liberati dalle nostre passioni peculiari. La vita si dispiega come un bellissimo, assurdo ciclo di ritorno, di amore e perdita. Disponiamo e ridisponiamo i nostri oggetti di scena in un elaborato teatro del sé, tornando ancora e ancora, con le labbra incollate a quel dolce sapore di metallo.
Mostra: Paul Graves. Chain of Love
Venezia - Joystick
Apertura: 06/05/2026
Conclusione: 30/07/2026
Organizzazione: Joystick
Indirizzo: Calle Longa, Santa Croce 2125/B - 30135 Venezia (VE)
Pre-opening: 2 maggio, ore 15.00-19.00
Opening: 6 maggio, ore 15.00-19.00
Orari: Mer – Sab 10.00-13.00, 15.00-18.00
Sito web per approfondire: https://joystick.space/
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