La mostra Pittura e poesia. Ungaretti e l'arte del vedere che si tiene nella sede di Firenze della Tornabuoni Arte è stata prorogata a venerdì 6 settembre 2024. L'esposizione, che si sarebbe dovuta chiudere venerdì 12 luglio, cura dalla saggista e critica letteraria Alexandra Zingone, celebra la convergenza tra letteratura e arti visive, nella figura del poeta Giuseppe Ungaretti (Alessandria d'Egitto, 1888 – Milano, 1970), attraverso una selezione di opere di artisti che conobbe, frequentò e sui quali scrisse. Per l'occasione sono esposte, per la prima volta, due opere inedite di Piero Dorazio, dedicate a Ungaretti.
Pittura e poesia traccia un panorama dell'arte italiana ed europea tra gli anni Dieci e Settanta del Novecento, tramite le parole del poeta, presentando a fianco di materiali d'archivio, scritti, corrispondenze e poesie, una scelta di opere di Giacomo Balla, Ardengo Soffici, Carlo Carrà, Gino Severini, Amedeo Modigliani, Giorgio de Chirico, Pablo Picasso, Enrico Prampolini, Ottone Rosai, Jean Fautrier, Franco Gentilini, Giuseppe Capogrossi, Alberto Burri e Piero Dorazio.
Giuseppe Ungaretti approdò a Parigi nel 1912, in un momento in cui la capitale europea era all'apice dell'effervescenza artistica e culturale. L'incontro con le avanguardie internazionali segnò profondamente il suo itinerario esistenziale, affascinato dalle sperimentazioni e dalle tendenze artistiche. Un soggiorno cruciale, che condizionò il suo sguardo sulle arti, in particolare sulla pittura, che per lui era semplicemente una diversa espressione della poesia: "chiamo poeta qualsiasi artista". Le frequentazioni parigine, alla vigilia della guerra, furono per lui estremamente significative così come sottolinea in Vita d'un uomo. "Degli incontri che feci a Parigi in quel periodo o nel dopoguerra furono notevoli quelli con Soffici e Palazzeschi e gli altri futuristi, con Boccioni, con Carrà, con Marinetti; quelli con Braque e Picasso, già cubisti, o con Delaunay, che si diceva pittore orfico; quelli con Péguy, con Sorel, con Bédier, con Bergson. Tutti mi facevano mille feste immeritate nell'incontrarmi, delle quali ero sempre molto sorpreso. Furono incontri con un tipo d'arte e con un tipo di moralità che hanno avuto decisiva importanza nella mia formazione generale, e, naturalmente, nella mia poesia."
Molti anni dopo, a Roma, si confrontò, invece, con artisti italiani quali Dorazio, Capogrossi e Burri. L'intensità di questi incontri, da Parigi a Roma, lo rese molto più che un semplice testimone privilegiato di un'epoca artistica senza pari: Ungaretti sviluppò la propria poetica nella continuità dei linguaggi, alimentando una profonda fascinazione per la pittura e rendendo così possibile un vero e proprio incontro tra le arti.
Pittura e Poesia. Ungaretti e l'arte del vedere è stata presentata per la prima volta nella sede di Parigi ad aprile del 2023. In questa tappa fiorentina, si aggiungono due opere inedite di Piero Dorazio, Senza titolo, del 1968, realizzata per l'ottantesimo compleanno del poeta, e Modello e fonte per molti orizzonti del 1969, provenienti da Casa Ungaretti, con dedica al maestro e amico, a testimonianza del sodalizio intellettuale e affettivo che li ha legati per tutta la vita, e che, tra il '66 e il '69, dette vita al libro d'artista La Luce. Poesie 1914-1961. Con XIII litografie di Piero Dorazio, St. Gallen, Erker, 1971, dove letteratura e arte, poesia e pittura, dialogano perfettamente. I due dipinti si collocano all'interno di un percorso pittorico di Dorazio che dopo il superamento della struttura reticolare del periodo precedente con la fase delle «trame», cede il posto a nuove ricerche, muove verso nuove direzioni, dove il colore è il protagonista della forma e dello spazio. Come sottolinea Alexandra Zingone "C'è l'impronta dichiarata di Ungaretti nel linguaggio visivo di Dorazio". In una Lettera a Bruna, del 1968, Ungaretti scrive di Dorazio "È il pittore più puro d'oggi. Nessuno sa scomporre in infiniti modi la luce nei suoi mille colori perché ridiventi più ai nostri occhi luce, ricomponendosi; ridiventi il miracolo maggiore cioè dell'universo".
In mostra, del periodo parigino, la scelta cade su opere come Tasse et paquet de tabac, 1922 di Picasso, che Ungaretti frequentò da giovane e che definisce "il disegnatore più straordinario, più inesauribile di risorse che ci sia mai stato." Ci sono lavori figurativi come Giovane seduta (1905) di Amedeo Modigliani, Luce nella luce (1928) di Giacomo Balla, Il balcone (la fenetre), del 1930 ca. di Gino Severini.
"De Chirico l'ho conosciuto dopo la guerra, ma sono forse stato il primo italiano a conoscere direttamente le sue Piazze scoperte con stupore da Apollinaire al Salon des Indépendants, che le portò ai sette cieli" racconta Ungaretti in un ricordo biografico e, in questa sede, troviamo Piazza d'Italia del 1955. Jean Fautrier, uno degli amici più cari del poeta, "l'ultimo dei grandi pittori europei", è presente, invece, con Tableau à 4 côtés (1957).... leggi il resto dell'articolo»
Il percorso espositivo continua con alcuni dipinti di Carlo Carrà e Ottone Rosai, nei quali si coglie quella "intensità nel vedere" che distingue i caratteri dell'arte moderna e che Ungaretti non smetterà mai di perlustrare nelle investigazioni sulle arti figurative, in linea con la sua poetica.
A documentare il rapporto che si instaurò con alcuni artisti, a Roma, oltre che con Dorazio, abbiamo alcuni esempi di Superficie, dalla metà degli anni '50 agli inizi dei '60 di Giuseppe Capogrossi, "il più vario, così furiosamente uguale a se stesso, il più vario pittore che vi sia al mondo", secondo il poeta. Più o meno degli stessi anni sono, anche, un Catrame (1950) e una Combustione (1960) di Alberto Burri che Ungaretti dice di amare "perché non è solo il pittore maggiore d'oggi ma è anche la principale causa d'invidia per me: è d'oggi il primo poeta".
L'esposizione è accompagnata da un catalogo pubblicato da Forma Edizioni, insieme a una plaquette, realizzata appositamente, con un saggio di Alexandra Zingone dal titolo «Modello e fonte di molti orizzonti». Dorazio per Ungaretti.
Mostra: Pittura e poesia. Ungaretti e l'arte del vedere
Firenze - Tornabuoni Arte
Apertura: 17/05/2024
Conclusione: 06/09/2024
Organizzazione: Tornabuoni Arte
Curatore: Alexandra Zingone
Indirizzo: Lungarno Benvenuto Cellini, 3 - Firenze (FI)
Orari apertura mostra: dal lunedì al venerdì, 9.00-13.00 / 15.00-19.00; ingresso libero
Tel. +39 055 6812697 | info@tornabuoniarte.it
Sito web per approfondire: https://www.tornabuoniart.com/it/
Facebook: https://www.facebook.com/TornabuoniArt/
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