Quanti «paesaggi perduti» caratterizzano oggi il nostro pianeta? «Paesaggi perduti», cioè porzioni del pianeta ferite in modo irreversibile da disastri ambientali dovuti all'intervento umano. Robert Gschwantner, artista austriaco (Steyr, 1968) ha consacrato la sua attività artistica all'indagine attorno a questi «paesaggi perduti», attraverso ricerche e viaggi nei luoghi. Ne sono nati cicli di opere che costituiscono una narrazione in forme plastiche, video o installative di ciò che resta di questi eventi catastrofici e spesso dimenticati.
Gschwantner a Casa Testori, sua quarta mostra in una struttura museale in Italia, presenta i lavori realizzati dopo cinque perlustrazioni in altrettanti luoghi del nostro continente che portano le cicatrici di questa violenza operata sull'ambiente: Las Medulas in Spagna, l'isola di Gyali e Corinto in Grecia, Afsluitdijk in Olanda, Magdeburgo in Germania. Tutti «paesaggi perduti» in quanto radicalmente modificati da inquinamento o da interventi violenti dettati da ragioni economiche o politiche. Nelle missioni sui luoghi l'artista raccoglie materiali che usa poi come contenuto immesso nei tubicini di PVC trasparente utilizzati per realizzare i suoi arazzi o i suoi quadri. Le opere diventano come dei reliquiari contemporanei che incorporano frammenti reali, testimonianza di ferite inferte all'ambiente naturale. Il lavoro di Robert Gschwantner si completa con approfondimenti documentari grazie ai quali le opere sono messe in connessione con mappe, fotografie, video.
Il lavoro di Gschwantner è una riflessione dura e documentata attorno a un'idea di sviluppo che finisce troppo spesso con il creare danni irreversibili all'ambiente. Nello stesso tempo l'artista vuole risarcire, con azioni molto poetiche, quei paesaggi violati dall'uomo: le sue opere sono come delle ostensioni attraverso le quali i materiali recuperati sono trasfigurati davanti al nostro sguardo. Le scorie dei disastri si presentano in situazioni di inattesa bellezza.
Fattore importante nel lavoro di Gschwantner è il dialogo stretto con Antonio Latella, tra i maggiori registi italiani e suo compagno di viaggio e di riflessione poetica attorno a questi nodi drammatici che riguardano la vita di tutti. La mostra è accompagnata dalla pubblicazione di un dialogo tra Gschwantner e Latella stesso, curato da Gilberto Santini. Un dialogo che approfondisce i temi della mostra e accompagna il visitatore nel percorso. Spiega l'artista: «L'idea per questa mostra nasce dalla versatilità artistica di Testori, attivo sia nell'arte sia nel teatro, settori in cui noi due rispettivamente operiamo. Nel cercare una combinazione tra di noi siamo partiti dai progetti in cui Antonio Latella è riuscito ad accompagnarmi. È sempre bellissimo quando ha tempo e riesce ad accompagnarmi. È successo cinque volte nei dodici progetti che ho realizzato in tutti questi anni. E sono i cinque progetti che presentiamo in mostra. Sono molto rappresentativi del mio percorso, in cui la mia ricerca è stata condivisa con lui. In uno di questi viaggi Antonio ha cominciato anche a scrivere il suo primo romanzo. Il viaggio è stato di ispirazione per tutti e due».
Mostra: Robert Gschwantner. Alla riscoperta di paesaggi perduti
Novate Milanese - Casa Testori
Apertura: 18/04/2026
Conclusione: 13/06/2026
Organizzazione: Casa Testori
Indirizzo: Largo Angelo Testori 13 - 20026 Novate Milanese (MI)
Inaugurazione: sabato 18 aprile 2026, ore 18.00
Orari: martedì–venerdì 10.00–13.00 / 14.30–18.00; sabato 14.30–19.30; domenica e lunedì chiuso
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