Dal 19 aprile 2026 gli spazi sotterranei di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva ospitano Luce Residua, installazione luminosa site specific di Rossana Taormina. Il progetto, curato da Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte, si inserisce nel programma di Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026.
Concepita per l'ambiente ipogeo del museo, l'opera trasforma uno spazio essenziale in un luogo sospeso tra camera oscura e rovina, in cui tre neon a luce rossa definiscono un ambiente immersivo. Qui la luce si configura come traccia simbolica della memoria, intesa come presenza capace di resistere al tempo, all'oblio e ai processi di cancellazione.
La scelta di collocare l'installazione nel seminterrato accentua la dimensione di discesa e immersione, conducendo il visitatore in uno spazio intimo, sottratto alla narrazione ufficiale. In questo contesto, i neon assumono una funzione plastica e concettuale, tracciando lo spazio come presenze che incidono nella materia del tempo e attivano una relazione diretta con chi osserva.
Il titolo Luce Residua richiama l'idea di un bagliore che persiste oltre la visione immediata, una traccia che permane anche quando la fonte luminosa si è dissolta. La luce residua diventa così metafora della memoria: intermittente ma durevole, fragile ma ostinata. L'installazione si configura come una riflessione sul rapporto tra memoria, storia e archivio, trasformando lo spazio espositivo in una soglia in cui le tracce del passato emergono attraverso sottrazioni, immagini e silenzi, mettendo in discussione narrazioni consolidate e aprendo nuove possibilità interpretative.
Attraverso un linguaggio vicino alla visual poetry, Rossana Taormina costruisce un dispositivo artistico che mette in relazione memoria individuale e collettiva, introducendo una dimensione poetica che contribuisce a ridefinire i modi di leggere la storia.
Luce Residua si presenta come un'esperienza percettiva e concettuale, che invita a confrontarsi con ciò che permane: una luce minima ma essenziale, capace di illuminare le stratificazioni e le fratture della memoria condivisa.... leggi il resto dell'articolo»
Note biografiche
Rossana Taormina (Partanna, 1972) vive e lavora a Palermo. Nata in un piccolo paese della Valle del Belìce, segnato dal terremoto del 1968, cresce in un contesto di continua trasformazione urbana, testimone di profondi mutamenti del paesaggio. Questa esperienza alimenta la sua sensibilità e identità, conducendola a sviluppare un forte interesse per la memoria e i suoi strumenti di conservazione. Rossana Taormina partecipa a numerose mostre in Italia e all'estero, oltre che a prestigiose fiere d'arte internazionali. Nel 2023 è tra gli artisti invitati alla IV edizione del Gibellina Photoroad – Open Air & Site-Specific Festival. Nel 2025 presenta la mostra personale Il posto più bello del mondo, curata da Enzo Fiammetta presso la Fondazione Orestiadi di Gibellina (TP), frutto di una residenza artistica. Nello stesso anno partecipa con Lo Magnoartecontemporanea alla 12ª edizione della Investec Cape Town Art Fair a Città del Capo, Sudafrica. A marzo espone alla MIA Photo Fair con la personale Fragments. Attualmente il suo lavoro è presente nella mostra Pinakothek'a presso la Fondazione Sant'Elia a Palermo.
Mostra: Rossana Taormina. Luce Residua
Gibellina - Belìce/EpiCentro della Memoria Viva
Apertura: 19/04/2026
Conclusione: 31/12/2026
Organizzazione: Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026
Curatore: Giuseppe Maiorana, Vito Chiaramonte
Indirizzo: Viale Empedocle 7/A - 91024 Gibellina (TP)
Sito web per approfondire: https://www.epicentrobelice.net/
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