Santina Pompeo. Memory Foam. Vajont
la nuova forma del territorio a 60 anni dal disastro

  • Quando:   18/09/2026 - 17/10/2026
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Santina Pompeo. Memory Foam. Vajont | la nuova forma del territorio a 60 anni dal disastro

La fotografia della trevigiana Santina Pompeo entra nella memoria del Vajont e mette in dialogo il paesaggio di oggi con quello di ieri. Memory Foam è un progetto nato per interrogare ciò che è scomparso e, insieme, ciò che a distanza di decenni continua a vivere nel territorio e nella memoria delle persone. Il titolo richiama un materiale sensibile al peso, al calore e alla pressione, capace di assorbire ciò che incontra e conservarne la traccia. È questa l’immagine della memoria che Santina Pompeo riconosce nel territorio del Vajont: la frana ha cambiato per sempre la montagna, ha trasformato il paesaggio e ha lasciato un segno profondo nella comunità che lo abita. La ferita non è soltanto visibile nella materia, ma continua a riaffiorare nelle persone, nelle fotografie conservate nelle case, nei racconti e nei luoghi.

La notte del 9 ottobre 1963, alle 22.39, una gigantesca frana si staccò dal Monte Toc e precipitò nel bacino artificiale della diga del Vajont. L’impatto con l’acqua generò un’onda che, superata la diga rimasta intatta, si riversò nella valle travolgendo Longarone e altri abitati e provocando la morte di 1.917 persone. Ma quella notte non scomparvero soltanto delle vite: scomparvero case, strade, luoghi di lavoro, oggetti, fotografie, consuetudini, relazioni, una comunità. Rimase invece la memoria, che negli anni ha attraversato le generazioni e continua a interrogare il rapporto fra uomo, territorio, tecnica e responsabilità.

Avviato nel 2023 in occasione del sessantesimo anniversario, il lavoro è proseguito negli anni successivi, seguendo le trasformazioni del territorio e approfondendo le relazioni nate con le persone incontrate durante il percorso. Nel 2026 il progetto torna quindi a essere presentato al pubblico in una nuova fase del proprio sviluppo, confermando il carattere aperto di una ricerca che continua a interrogare memoria, paesaggio e tempo.

Memory Foam nasce dal confronto fra fotografie contemporanee e immagini d’archivio raccolte attraverso archivi pubblici e privati, fotografie familiari, biblioteche, associazioni e realtà locali. Santina Pompeo ha attraversato il territorio fotografandolo nel presente e, contemporaneamente, ha cercato le immagini del passato conservate dagli abitanti. Da questo lavoro prende forma una successione di dittici: da una parte il “sono”, ciò che oggi appare davanti all’obiettivo; dall’altra l“’ero”, l’immagine di quello stesso luogo prima della tragedia o nel momento in cui la tragedia ne ha modificato per sempre la forma. Il confronto mette così in relazione due tempi, la presenza e l’assenza, ciò che è rimasto e ciò che non esiste più. Alcune fotografie, nate per conservare momenti ordinari, sono diventate testimonianze di un mondo scomparso. Le immagini di oggi non cercano però di ricostruire quel passato: lo interrogano. Nell’accostamento fra ieri e oggi prende forma una terza immagine, quella della memoria.

Fondamentale è stata la relazione con le persone che quei luoghi li hanno vissuti. Santina Pompeo ha incontrato abitanti di Casso e del territorio, entrando nelle loro case, ascoltando storie e recuperando attraverso i loro racconti dettagli della vita quotidiana. Le testimonianze di Giacomina, Franca, Italo, Bepi e di molti altri restituiscono alla vicenda del Vajont una dimensione umana. La ricerca si è estesa alle biblioteche, ai fondi fotografici, alle Pro Loco, ai volontari e alle associazioni. Accanto alla memoria privata è entrato nel progetto anche il sapere scientifico, grazie al confronto con un geologo che ha accompagnato la fotografa sul corpo della frana.

Come scrive Santina Pompeo: «Se all’inizio poteva sembrare solo fotografia, alla fine è stato molto, molto di più: una fotografia intesa come “incontro”, ben oltre un prelievo dalla realtà di un territorio.»... leggi il resto dell'articolo»

L’esposizione si inserisce nella lunga storia della memoria del Vajont, raccontata negli anni attraverso il giornalismo, la fotografia, la letteratura, il cinema e il teatro. Fra le voci che più hanno contribuito a riportare quella vicenda nella coscienza civile italiana vi è quella di Marco Paolini, con Il racconto del Vajont. Santina Pompeo sceglie una strada diversa, affidando alla fotografia il compito di mettere in relazione passato e presente, per osservare ciò che continua a rimanere nella forma del territorio e nella memoria di chi lo abita.

Appuntamenti collaterali

Sabato 3 ottobre 2026, ore 15:30 - nell’ambito della 22ª edizione di Libri in Cantina, presso la Sala della Biblioteca del Castello di San Salvatore: presentazione del libro Memory Foam (Antiga Edizioni).

Sabato 10 ottobre 2026, ore 15:00 - sala consiliare del Municipio di Susegana: incontro con testimoni di Longarone e Casso, superstiti del disastro.

Sabato 17 ottobre 2026, ore 20:30 - Teatro parrocchiale “Beata Giuliana di Collalto”: Tina Merlin - La donna del Vajont, racconto per voci e immagini di e con Stefania Carlesso.

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Mostra: Santina Pompeo. Memory Foam. Vajont
la nuova forma del territorio a 60 anni dal disastro

Susegana - Spazio Arte & Cultura - Sede Municipale

Apertura: 18/09/2026

Conclusione: 17/10/2026

Organizzazione: Comune di Susegana / Libri in Cantina

Indirizzo: Via Roma - 31058 Susegana (TV)

Inaugurazione: giovedì 17 settembre 2026, ore 18:30

Orari: giovedì e venerdì 18:00-20:00; sabato 15:00-20:00; domenica 10:00-12:00 | 15:00-20:00; visite su appuntamento: tel. 340 3447610

Ingresso: libero

Info: www.libriincantina.it

Sito web per approfondire: https://www.libriincantina.it


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