I Musei Civici d'Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna sono lieti di accogliere nelle sale del Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini Ombra Custode, mostra personale di Sergia Avveduti (Lugo, 1965), a cura di Elena Forin, realizzata in collaborazione con AF Gallery (Bologna).
Visitabile dal 15 gennaio al 1 marzo 2026, il progetto espositivo rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5 – 8 febbraio), il palinsesto di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera.
L'inaugurazione è prevista per mercoledì 14 gennaio 2026 alle ore 17.00.
Attraverso un folto nucleo di opere, molte delle quali inedite, costituito da sculture, installazioni, stampe digitali fotografiche e su seta, Sergia Avveduti pone in connessione l'attività di tutela e conservazione svolta dall'istituzione museale e la funzione sociale di protezione ed educazione assolta dalle Opere Pie e dai "Conservatori per cittelle" accomunate da fragilità e una precaria condizione economica, istituiti a Bologna tra XVI e XVII secolo. Un'attività, questa, svolta in maniera attiva e positiva, ma anche con una forma di sobrietà e discrezione, quasi nell'ombra.
L'ispirazione per l'artista nasce dalla presenza nelle eterogenee collezioni permanenti del Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, situato al piano terra di Palazzo Davia Bargellini ancora oggi di proprietà della Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini, di alcuni esemplari delle straordinarie opere ricamate prodotte dalle fanciulle ospiti del Conservatorio delle Putte di Santa Marta, il più antico istituto di educazione femminile esistente a Bologna, fondato nel 1505 da Carlo Duosi per fanciulle orfane appartenenti a buone famiglie cadute in disgrazia come emanazione dell'Opera Pia dei Poveri Vergognosi.
L'istituzione educativa assistenziale del Conservatorio accoglieva giovani donne a rischio, le putte, che vivevano isolate dal mondo esterno e venivano educate all'arte del ricamo: un'attività che univa formazione, disciplina e creatività, trasformando il lavoro manuale in un gesto di cura, emancipazione e trasmissione culturale.
Durante la loro permanenza, le putte non avevano contatti con il mondo esterno, vivendo in un ambiente protetto ma isolato, che le avviava a vari mestieri. Tra questi, il ricamo, spesso realizzato con filati di seta a "punto pittura", rappresentava un vero e proprio strumento di sostentamento e di autonomia futura. Le loro opere - copie di stampe o di dipinti celebri - erano infatti richieste per rivestire tessili d'arredo o per essere esposte come "quadri di seta", contribuendo a garantire una dote o un supporto materiale per il loro futuro.
Punteggiando lo spazio e le collezioni con le sue opere, l'artista vuole quindi rievocare queste anonime pittrici dell'ago mettendo in luce il legame tra protezione, formazione e creatività artigianale nel contesto bolognese, e restituire dignità e memoria a queste donne a partire da quel concetto di cura che ha attraversato il tempo permettendo oggi al pubblico di visitare la raccolta Davia Bargellini.
La mostra inoltre crea un dialogo ideale tra il patrimonio storico di dipinti, arazzi e oggetti antichi, e quello evocato dai lavori di Sergia Avveduti, che alludono al passato e all'universo della citazione.
Durante il periodo di apertura della mostra sono proposte attività di mediazione per il pubblico adulto e dei più piccoli a partecipazione gratuita.... leggi il resto dell'articolo»
Domenica 25 gennaio 2026 ore 16.00
Gioca la tua carta!
Laboratorio per bambine e bambini 6 – 10 anni
A cura di RTI Senza titolo s.r.l., ASTER s.r.l. e Tecnoscienza
Sabato 7 febbraio 2026 ore 19.00
Visita guidata a cura di Sergia Avveduti
In occasione di ART CITY White Night orario di apertura prolungato fino alle ore 22.00 (ultimo ingresso ore 21.30)
Domenica 15 febbraio 2026 ore 16.00
Visita guidata a cura di Sergia Avveduti
Opere esposte
Sergia Avveduti
Berlina, 2025
Carta
Dimensioni ambientali
Sotto la grande carrozza del Settecento sono visibili, distanziati tra loro, vari gruppi composti da due o tre libri. Questi piccoli assembramenti costituiscono strutture astratte, minimaliste e ortogonali che si confrontano con la forma e la decorazione del mezzo di trasporto. La carrozza è ornata di intagli dorati e sulle pareti sono dipinte le quattro Virtù Cardinali: Giustizia, Fortezza, Prudenza e Temperanza. La tensione verso il sapere idealmente suggerita dai libri si coniuga con le virtù dipinte.
Sergia Avveduti
Verso l'occidente, 2025
Stampa lambda su carta fotografica Fuji su dibond, cm 50 x 42
(Jean-Baptiste-Siméon Chardin da La casa di carte,1737-1740, Londra, National Gallery)
Stampa lambda su carta fotografica Fuji su dibond, cm 38 x 42
(Jean-Baptiste-Siméon Chardin da La casa di carte, 1735 Parigi, Musée du Louvre)
Sulla parete che ospita il dipinto di Giuseppe Maria Crespi intitolato Giocatori di dadi l'artista ha collocato due stampe digitali di altrettanti dipinti di Chardin sullo stesso tema e che per osmosi si connettono idealmente al quadro esposto. Anche in questo caso l'artista, come per Orazione nell'orto (2025), ha rimosso tutti i personaggi ricostruendo lo sfondo.
In questo modo si delinea uno spazio vuoto, astratto. L'ambiente appare così arredato da piccoli elementi che prima erano in secondo piano, e che ora costituiscono un sottoinsieme emotivo.
Sergia Avveduti
Pizzicato, 2025
Stampa sublimatica su twill, cm 45 x 60 cad.
Due paesaggi stampati su tessuto sono liberamente assicurati a un antico leggio bifronte presente in una sala del museo.
Sergia Avveduti
Il castello di carte, 2025
Stampa sublimatica su twill, cartoncino cm 35 x 42 x 26 / cm 35 x 40 x 23
Tre coppie di pannelli disposte obliquamente a suggerire un castello di carte, sono ricoperti da immagini tratte da dipinti e affreschi antichi. Le immagini sono rielaborazioni e modificazioni di affreschi e dipinti di Tiepolo e Canova. La modifica operata in digitale pone in risalto architetture e prospettive naturali, escludendo le figure umane che vengono rimosse. Il risultato è una successione di scenari silenziosi, astratti, in spazi indefiniti e misteriosi. Si tratta, nel complesso, di una riscrittura che restituisce una sensibilità squisitamente pittorica e "ricca", ottenuta senza l'utilizzo dei pennelli. Si ha la sensazione di immergersi in un tempo sospeso, di assistere a un riferimento alla storia dell'arte, una eco dell'antico. Il castello di carte poi diventa nella sua regolarità un elemento minimalista e astratto.
Sergia Avveduti
Orazione nell'orto, 2025
Stampa lambda su carta fotografica Fuji su dibond, cm 21 x 27
(Prospero Fontana da Orazione nell'orto, 1565/1570, Bologna, Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini)
Il dipinto di Prospero Fontana non è al momento visibile perché in prestito temporaneo per la mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell'età dei Carracci, in corso al Museo Civico Medievale di Bologna fino al 22 febbraio 2026. Al suo posto l'artista ha collocato una copia fotografica sulla quale è intervenuta apportando alcune modifiche: il protagonista e gli altri personaggi sono stati rimossi in modo da ampliare il paesaggio sullo sfondo.
Sergia Avveduti
Anni tra i secondi, 2025
Object trouvé, cera, cm 7 x 10 x 29 / cm 8 x 13 x 32
Due sculture in cera raffigurano il gesto di mani alzate che stringono forbici aperte, le dita risultano impegnate in movimenti complessi. Il riferimento è al lavoro costante e accurato svolto anticamente dalle ragazze del Conservatorio di Santa Marta.
Sergia Avveduti
Il pensiero nell'ombra, 2025
Object trouvé, cera, cm 6 x 14 x 15
Uno spegni candela in metallo è la base d'appoggio per una piccola scultura in cera che ritrae una mano, e, come in un Giano bifronte, presenta sull'altro lato in continuità una testa di lupo.
Sergia Avveduti
Eggcup, 1999
PVC su legno, uovo, cm 50 (a) x 88 (diam.)
Sorretto da una base astratta curvilinea, un plastico di grandi dimensioni riproduce una città fortificata e allo stesso tempo svolge la funzione di portauovo. Il particolare alloggiamento funzionale è posto sulla sommità di una torre.
Sergia Avveduti
Polpa e nocciolo, 2006
Ceramica smaltata, legno, cm 58 (a) x 70 (diam.)
L'iconografia di un dado medievale è riproposto in ceramica e fuori scala.
Questa insolita geometria associata all'oggetto d'uso (che ha a che fare con l'alea, la casualità e indirettamente anche con la buona e la cattiva sorte) riduce l'intarsio ligneo sul dado a una sola e unica possibilità di punteggio.
Sergia Avveduti
Tifone, 2021
Stampa su zinco, acciaio, legno, cm 133 x 80 x 81
La scultura propone la rivisitazione della forma di un tavolino modellato assecondando la dimensione del curvilineo e dell'organico. Sulla sua sommità, in forte contrasto, è presente una stampa fronte retro su zinco: si tratta dell'immagine di una costellazione lontana. Il soggetto è da porre in relazione con la forma del tavolino la cui base è in realtà un meccanismo di orologio ingrandito e montato su tre gambe.
Note biografiche
Sergia Avveduti
Nata a Lugo (RA) nel 1965, vive e lavora a Bologna.
Alla pratica artistica affianca la docenza all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove insegna Disegno per la scultura, Fenomenologia del corpo per il I° anno del Biennio di Scultura e Tecniche e tecnologie delle arti visive per il I° anno del Biennio di Pittura.
L'artista rivolge la sua attenzione principalmente allo sterminato archivio d'immagini offerte dalla Storia dell'Arte dandone una interpretazione differente. L'attrattiva verso il sapere umano identificato con l'Arte e l'Architettura crea mondi connessi ad un immaginario personale e all' idea di viaggio. Fotografie, video, installazioni, sculture e disegni sono i linguaggi privilegiati, attraversati da una leggera vena narrativa che indaga il paesaggio e la misteriosa soggettività con cui viene percepito. Oltre ad essere un ricorrente topos iconografico lo spazio è quindi cruciale per raccontare lo scarto tra la realtà di un luogo e il modo in cui questo viene restituito.
Tra le mostre collettive più significative a cui ha partecipato si segnalano: Exit. Nuove geografie della creatività italiana (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2002-2003); Nuovo spazio Italiano (Galleria Civica di Trento, 2002-2003); XV Quadriennale nazionale d'arte di Roma (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2008); Quali cose siamo. III Triennale Design Museum (Triennale di Milano, 2010).
Ha esposto in spazi pubblici e privati, tra i quali: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (Bologna); Palazzo Ducale (Mantova); Padiglione de l'Esprit Nouveau (Bologna); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino); Triennale di Milano (Milano); Palazzo delle Papesse (Siena); MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna (Bologna); Museo di Palazzo Poggi (Bologna); Fondazione Teseco (Pisa); Palazzo delle Albere (Trento); Palazzo dell'Arengario (Milano); Pinacoteca nazionale di Bologna (Bologna); Atelier des Artistes (Marsiglia); Le Botanique (Bruxelles); Palazzo delle Esposizioni (Roma); Palazzo Kapetan Misino Zdanj (Belgrado); Casabianca (Zola Predosa, BO); Cabinet (Milano); Antonio Colombo Arte Contemporanea (Milano); Agenzia 04 (Bologna); Neon>FDV (Milano); Galleria Spazio A (Pistoia); Galleria Neon (Bologna); AF Gallery (Bologna); Galleria Vannucci (Pistoia).
sergiaavveduti.it
Mostra: Sergia Avveduti. Ombra Custode
Bologna - Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
Apertura: 15/01/2026
Conclusione: 01/03/2026
Organizzazione: Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Musei Civici d’Arte Antica
Curatore: Elena Forin
Indirizzo: Strada Maggiore 44 - 40125 Bologna (BO)
Inaugurazione: mercoledì 14 gennaio 2026 ore 17.00 – 19.00
Orari: martedì, mercoledì, giovedì 10.00 – 15.00; venerdì 14.00 – 18.00; sabato, domenica e festivi 10.00 – 18.30
Ingresso: gratuito
Sito web per approfondire: https://www.museibologna.it/daviabargellini
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