La mostra presenta diverse sculture inedite di Simona Caramelli appartenenti al ciclo chiamato Rhákhis, concepito dall'artista nel 2025. Queste opere a parete si dispongono intorno a un ideale perno centrale costituito dall'installazione di cinque grandi carte del ciclo a# (2020, ciascuna circa 190 x 140 cm) sospese nello spazio della Fondazione Mudima, la cui superficie argentata e lavorata dall'artista svela un mondo sottostante fatto di interstizi, grovigli, sprofondamenti e spazi mediani tra la luce e il buio.
Questo immaginario mobile, che suggerisce un perenne stato di transizione e di metamorfosi, riguarda anche la serie delle sculture in ceramica intitolate Rhákhis (2025), parola che in greco significa "spina dorsale" e da cui deriva il termine italiano "rachide". Il riferimento alla colonna vertebrale appare evidente in queste opere che sinuosamente si arrampicano sui muri, e che slittano suggerendo da una parte una simbologia organica, dall'altra rimandando ad antiche vestigia che riaffiorano da un passato remotissimo, antecedente alla comparsa dell'essere umano sulla terra.
Out of Dust diviene quindi il titolo emblematico di un lavoro che partendo dalla terra, di cui la ceramica è composta, riporta l'attenzione a un mondo ibrido in cui natura e cultura, organico e minerale, allusione e realtà, fuoco e acqua si mescolano e si scambiano. Anche le forme delle Kune, un altro dei lavori esposti, rimandano a suggestioni remote, a rituali pagani che chiamano in causa la corporeità tanto quanto l'aspirazione a liberarsene per accedere agli stati più profondi della coscienza. Anche qui la superficie della ceramica, con i suoi passaggi tra lucido e opaco, tra toni terrosi e riflessi argentei, porta in sé la memoria primordiale che pur tuttavia possiede anche la dimensione del futuro. Dalle sabbie dei deserti del tempo e dalla penombra del mito emerge l'immaginazione potente e stratificata di Simona Caramelli, che in questa mostra risuona nelle superfici argentee dell'installazione centrale e nelle forme contorte ma agili delle sculture. Sono opere che parlano di un mondo ancora indiviso, in cui la deriva dei continenti oggi riaffiora nelle tracce delle dorsali oceaniche, oppure ritorna ai nostri occhi sotto forma di reperti ossei di creature che si pongono in una fertile zona mediana tra il mito e la preistoria o che ancora suggeriscono strumenti di liturgie dimenticate. Sono sculture come forme di esistenza rese visibili, o colte nel momento del loro affacciarsi alla soglia di visibilità, il che rende ragione della loro essenzialità formale, che da sempre contraddistingue l'opera dell'artista. Le opere aprono così uno spiraglio sulle fratture e le crepe del mondo, che non necessariamente coincidono con il mondo interiore dell'artista.
Out of Dust di Simona Caramelli è quindi capace di dare al nostro pensiero e alla nostra parola il compito e il coraggio di guardare dentro la sostanza delle cose, spingendosi oltre la polvere fin dentro le crepe del mondo, cercando così di attraversare la notte, dagli abissi del passato alle soglie del futuro.
Simona Caramelli è artista e attrice. Nata a Pistoia, vive e lavora a Roma. Tra le mostre precedenti si ricordano: Nepantla, ArteA Gallery, Milano 2024; There is no place like home, a cura di Giuliana Benassi, Ex Fabbrica Chinotto Neri, Roma 2021; Il sogno della pecora, a cura di Giuliana Benassi, Teramo 2018; EAC - Artisti allo specchio, a cura di Achille Bonito Oliva, Roma 2017; The night watch, Radicondoli (Siena) 2016; Until next morning, Fondazione Mudima, Milano 2014; Première, a cura di Piero Tomassoni, Foligno 2010.
Mostra: Simona Caramelli. Out of Dust
Milano - Fondazione Mudima
Apertura: 07/11/2025
Conclusione: 16/12/2025
Organizzazione: Fondazione Mudima
Curatore: Gianluca Ranzi
Indirizzo: Via Tadino 26 - Milano
Inaugurazione: giovedì 6 novembre 2025 ore 18:30
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle 13 e dalle 15 alle 19. Sabato e domenica chiusa
Ingresso libero
Sito web per approfondire: https://www.mudima.net
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