di polvere le stelle è il terzo capitolo della trilogia dedicata all'esplorazione della «tridimensionalità dell'essere umano» e delle complessità del nostro tempo attraverso i linguaggi della contemporaneità. È questa un'immagine che presuppone un valore corporeo, spaziale, temporale, ma anche intimo e solitario. Non tanto un'analisi fisica o scientifica, quanto piuttosto l'idea di articolare il discorso su una sorta di «visione di insieme». Un racconto, un percorso intorno alla lux che si articola in tre momenti dove l'uomo è soggetto e oggetto, che si rapporta all'immensità dell'universo che lo circonda e nella profondità del suo io più intimo.
La mostra, a cura di Elena Dal Molin e con un testo di Alfonso Cariolato, presenta un intervento di Stefano Mario Zatti in un itinerario esperienziale che conduce il visitatore dall'oscurità a una forma di luminosità intima e non trascendente: esito di un processo di rigenerazione e riconnessione con la natura e la materia di cui ogni essere vivente è costituito.
La trilogia espositiva ha inaugurato nel 2025 con la mostra Matermània/Matermanìa, in cui sei artisti hanno approfondito il soggetto della maternità, inteso come primo momento di collettività in cui l'io diventa noi. Il secondo episodio, l'ombra delle lucciole, ha proseguito nel ragionamento suggerendo l'idea dell'impossibilità di comprendere a pieno il mondo che ci circonda, senza accettare il mistero stesso del suo esistere.
Al centro del nuovo progetto espositivo si colloca la contemplazione, intesa come potenza creativa e generativa secondo la concezione formulata nelle Enneadi da Plotino. di polvere le stelle si articola in tre momenti nei quali l'essere umano si confronta con l'immensità dell'universo e con la profondità del proprio io più autentico, divenendo al tempo stesso soggetto e oggetto dell'esperienza contemplativa. I primi due ambienti introducono il visitatore a una discesa attraverso le tenebre della galleria oscurata: una vera e propria katabasis. Il primo spazio si configura come soglia tra l'esterno – il mondo della quotidianità e della frenesia – e la dimensione interiore della mostra. Il secondo coincide invece con l'attraversamento dello spazio espositivo immerso nell'oscurità, in un percorso sia fisico che simbolico dell'esperienza. Questo attraversamento si rivela progressivamente anche un'anabasis: un'ascesa verso una visione speculare nella quale riconoscere gli elementi materiali che compongono l'essere umano, la «polvere di stelle» evocata dal titolo della mostra e che culmina nel terzo ambiente. In questo luogo, anch'esso immerso nell'oscurità, trova posto l'installazione Lago di stelle nella sua versione del 2026.
L'intero percorso si configura come un'esperienza di ek-stasis: un uscire da sé per ritrovarsi negli elementi da cui proveniamo e riscoprire, attraverso la materia e l'arte, il senso stesso dell'esistere. Non una separazione tra anima e corpo, ma una riconciliazione profonda con la propria fisicità e con le facoltà sensibili dell'essere umano. La proposta assume inoltre una valenza politica in senso ampio, configurandosi come riflessione sul destino comune che lega esseri umani, rocce, piante e animali all'interno dello stesso ecosistema planetario. Una domanda attraversa l'intero progetto: non siamo forse costituiti dalla stessa materia? Il progetto di Stefano Mario Zatti si presenta così come un'installazione immersiva e percettiva articolata attraverso due grandi installazioni ambientali.
Mostra: Stefano Mario Zatti. Di polvere le stelle
Arzignano - Atipografia
Apertura: 27/05/2026
Conclusione: 27/06/2026
Organizzazione: Atipografia – Associazione Culturale
Curatore: Elena Dal Molin
Indirizzo: Piazza Campo Marzio 26 - 36071 Arzignano (VI)
Vernissage: mercoledì 27 maggio 2026, ore 19:00-21:00
Sito web per approfondire: https://www.atipografia-associazioneculturale.it
Altre mostre a Vicenza e provincia
Arianna Marcolin. Buio all'arrivo: il primo accende le luci
Arianna Marcolin alle Officine Lavinoss: luce, silenzio e oggetti quotidiani in uno spazio industriale trasformato in luogo di contemplazione.
Ingresso libero
+ Umani – Animali | Primo capitolo della tetralogia «Più o meno (±)»
Undici artisti indagano il sopravvento dell'uomo sulla natura tra conquista e catastrofe: primo capitolo della tetralogia «Più o meno» a Vicenza.
Una curiosità inesauribile
14 opere dalla Collezione Bonollo a Palazzo Thiene di Vicenza: pittura, scultura, fotografia e installazione da collezione privata.
Guido Harari. Incontri | 50 anni di fotografie e racconti
Mostra antologica di Guido Harari alla Basilica Palladiana con oltre 300 fotografie, installazioni e la Caverna Magica.
Annecy, Vicenza e l'acqua
Open call fotografica italo-francese: 50 autori raccontano il rapporto tra comunità e acqua a Vicenza e Annecy.
Umoristi a Marostica 2026
A Marostica la 52^ rassegna internazionale di grafica umoristica dedicata alla speranza con artisti da 62 Paesi del mondo.
Giorgia Lupi. L'umanesimo dei dati
A Vicenza la mostra di Giorgia Lupi esplora il Data Humanism trasformando dati e numeri in narrazioni visive tra empatia e memoria.
Olivetti. L'arte di comunicare
A Palazzo Sturm di Bassano del Grappa, oltre 130 artefatti grafici ripercorrono la storia della comunicazione visiva Olivetti dal 1908 agli anni Settanta.
Ceramiche e Nuvole | Cosa le antiche ceramiche greche raccontano di noi
Apre al pubblico dall'11 aprile 2025 alle Gallerie d'Italia – Vicenza la mostra "Ceramiche e Nuvole. Cosa le antiche ceramiche greche raccontano di noi".









itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.