
Such a Fever: I Can't Stop Living / Che febbre: non riesco a smettere di vivere apre la nuova stagione espositiva di Joystick, riunendo per la prima volta le ricerche artistiche di Matilde Sambo (Venezia, Italia, 1993) e Davide La Montagna (Rivoli, Italia, 1992). Curata da Mara Sartore, la mostra esplora il territorio condiviso tra due linguaggi artistici distinti, accomunati da una profonda attenzione alla fragilità, alla memoria e ai modi sottili in cui i materiali possono farsi portatori di esperienza emotiva. Piuttosto che costruire un dialogo attraverso affinità formali, il progetto nasce da un comune paesaggio emotivo. Entrambi gli artisti lavorano con presenze fragili, narrazioni sospese e materiali ordinari capaci di custodire memoria, affetto e vulnerabilità. Le loro opere raramente si impongono allo sguardo; al contrario, richiedono una forma di attenzione più lenta, in cui ciò che appare quasi impercettibile diventa il centro dell'esperienza. La mostra si sviluppa come un paesaggio più che come una sequenza di opere individuali. Disegni emergono dal legno e dalla grafite come apparizioni botaniche; piccoli interventi scultorei, testi manoscritti e composizioni sonore abitano lo spazio con pari importanza. In occasione dell'inaugurazione, le poesie di Davide La Montagna prenderanno vita attraverso una lettura dal vivo accompagnata da una composizione sonora di Matilde Sambo, lasciando una traccia acustica che continuerà ad abitare la mostra per tutta la sua durata. Piuttosto che offrire una narrazione, la mostra invita i visitatori a entrare in una condizione: un luogo in cui l'intimità diventa spazio, il linguaggio diventa materia e ogni gesto esiste con quella che uno dei testi preparatori della mostra definisce una «delicata cautela».
Matilde Sambo (Venezia, Italia, 1993) sviluppa la propria ricerca attraverso disegno, scultura, incisione e installazione, dando forma a un linguaggio visivo radicato nelle forme organiche, nei processi naturali e nella relazione tra materia e memoria. Attraverso grafite, legno, ferro e altri materiali elementari, crea ambienti sospesi nei quali la natura appare meno come paesaggio che come condizione interiore, invitando alla contemplazione e a uno sguardo attento.
Davide La Montagna (Rivoli, Italia, 1992) sviluppa una pratica multidisciplinare che si muove con naturalezza tra scultura, scrittura, installazione e performance. Attraverso oggetti trovati, memorie personali e linguaggio poetico, le sue opere esplorano temi quali l'intimità, la vulnerabilità e lo spaesamento emotivo. La sua ricerca trasforma spesso materiali ordinari in sottili dispositivi narrativi, nei quali la fragilità diventa uno spazio di incontro piuttosto che di perdita.
Mara Sartore è fondatrice e direttrice editoriale di My Art Guides e cofondatrice di Lightbox, piattaforma editoriale e di comunicazione indipendente dedicata all'arte contemporanea. Con sede a Venezia, da oltre vent'anni collabora a livello internazionale con artisti, musei, biennali, gallerie e istituzioni culturali, sviluppando progetti editoriali e curatoriali che mettono in relazione la ricerca artistica contemporanea con un ampio pubblico internazionale.
Joystick è stato fondato nel 2024 a Venezia come spazio indipendente dedicato all'arte contemporanea, con particolare attenzione alle pratiche artistiche emergenti e ai formati espositivi sperimentali. Pensato come una piattaforma di dialogo, ricerca e scambio interdisciplinare, Joystick promuove progetti che privilegiano il processo, la collaborazione e nuove forme di relazione tra artisti, curatori e pubblico.
Mostra: Such a Fever: I Can't Stop Living
Che febbre: non riesco a smettere di vivere
Venezia - Joystick
Apertura:05/09/2026(Opening 04.09)
Conclusione:01/11/2026
Organizzazione:Joystick
Curatore:Mara Sartore
Indirizzo:Calle Longa 2125/B - 30135 Venezia (VE)
Opening: venerdì 4 settembre, ore 19:00
Sito web per approfondire:https://www.joystick.space
Instagram:joystick.space
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