Taboo #02. L'Inconscio Svelato

  • Quando:   21/02/2026 - 01/03/2026
  • evento concluso

FotografiaMostre a FirenzeFirenze


Taboo #02. L'Inconscio Svelato

Mostra collettiva di fotografia contemporanea a cura di Alberto Desirò.

L'inconscio come mappa di territori

Quattordici sguardi fotografici, quattordici modi di abitare il confine del proibito. Questa non è una mostra che propone un'unica interpretazione del tabù, ma una costellazione di approcci dove ogni progetto sceglie il proprio territorio d'indagine.

C'è chi guarda alla morte come ultimo grande tabù della società contemporanea, chi riporta l'eros alla sua dimensione di energia vitale prima che la cultura lo trasformasse in vergogna, chi scopre la violenza nascosta nelle favole dell'infanzia che la censura vorrebbe cancellare. C'è chi lavora sul velo che copre e rivela simultaneamente, trasformando il "vietato guardare" in principio estetico. Chi esplora le contraddizioni del pudore cattolico, chi indaga il mistero della seduzione femminile attraverso le parole di Camilleri, chi mette a nudo le maschere barocche dove il trucco nasconde la malattia.

Dalla nudità che ritorna alla natura prima della vergogna sociale, al corpo come tempio dove vibra l'energia primordiale, fino al rapporto selvaggio tra uomo e paesaggio – questi lavori non cercano di trasgredire, ma di evocare. Non violano l'inconscio: lo rendono visibile nella sua potenza immaginativa.

Ciò che li unisce non è un tema unico, ma un metodo: la fotografia come territorio di suggestione, dove il desiderio precede l'atto, lo sguardo precede la visione, e l'osservatore completa nell'inconscio ciò che l'immagine lascia sospeso. Perché il vero tabù, oggi, non è mostrare – ma saper guardare dentro noi stessi senza censure.

I progetti in mostra

1. Patricia Canino - Baroque Bodies
Un dittico fotografico che mette in scena i cortigiani del regno di Carlo II d'Inghilterra, vestiti, truccati e parruccati secondo la moda dell'epoca della Restaurazione. Ma dietro le apparenze sociali – i vestiti sontuosi, il trucco elaborato, le parrucche – si nasconde la sifilide che devasta i corpi. Le gambe scoperte mostrano pustole, vesciche e bolle, mentre i genitali appaiono deformati e necrotizzati. Il rossore agli occhi, le occhiaie, il rossore delle narici: piccoli dettagli che i cosmetici non riescono a mascherare. L'essere e l'apparire. Il sociale e l'intimo. La malattia come manifestazione dei demoni interiori. Un'indagine sul tabù che si nasconde dietro l'artificio.... leggi il resto dell'articolo»

2. Milvia Stefani - Favole Perturbanti
Le fiabe che abbiamo conosciuto sono state sanificate, edulcorate, censurate per adattarle ai mercati odierni. Ma nelle versioni originali di Cappuccetto Rosso, Biancaneve, La Bella Addormentata, Barbablù si nascondono ingredienti perturbanti: sessismo, misoginia, infanticidi, cannibalismo, incesti, stupri, pedofilia. Il progetto di Milvia Stefani riporta alla luce questi elementi rimossi dalla cancel culture contemporanea, ricordandoci che le favole non sono mai state innocue storie per bambini, ma strumenti per affrontare le nostre paure primordiali e comprendere la differenza fra bene e male attraverso il filtro protettivo della narrazione fantastica.

3. Natalia Mariach - Memoria in tre atti
Un viaggio fotografico attraverso tre dimensioni dell'umano: la passione, l'ironia e la memoria. Tre ritratti che dialogano con la tradizione pittorica barocca, dove ogni personaggio diventa archetipo di un modo di stare al mondo. La passione come forza vitale, l'ironia come distanza critica, la memoria come stratificazione dell'esperienza. Il tabù qui è quello della maschera sociale che indossiamo quotidianamente, delle emozioni che censuriamo per conformarci alle aspettative altrui. Mariach costruisce un teatro fotografico dove ogni atto rivela un frammento di verità nascosta.

4. Alberto Benedetti - Taboola Rasa
Un progetto che azzera i codici precostituiti del tabù per ricostruirli da zero. "Tabula rasa" – tavola rasata, ripulita – diventa "Taboola rasa", dove il tabù stesso viene raschiato via dalle sovrastrutture culturali per emergere nella sua essenza primaria. Benedetti lavora sulla stratificazione di senso, sull'accumulo e sulla sottrazione, in un processo che ricorda tanto la scrittura quanto la fotografia come esercizio di memoria e dimenticanza. Un'indagine sui confini tra ciò che siamo e ciò che vogliamo mostrare.

5. Gianfranco Garavelli - Vietato Guardare
Otto fotografie istantanee Fuji Instax Wide, ognuna coperta da nastro telato nero, incorniciate. Il titolo di ciascuna opera suggerisce ciò che non possiamo vedere: "L'erotismo dell'invisibile", "In medio stat virtus", "Memorie tentatrici", "Metamorfosi del desiderio segreto", "Ombre dell'intimità nascosta", "Il gioco dei confini", "Riti profani", "Sussurri tra le labbra". Il tabù diventa letteralmente proibizione dello sguardo. L'unicità dello scatto istantaneo – irripetibile, fisico, tangibile – viene negata dalla copertura che lo nasconde. Il vero atto erotico è ciò che l'immaginazione dello spettatore ricostruisce nell'assenza.

6. Nicola Fantin - Rosso Provocatorio
In un'epoca ipersessualizzata dove il proibito ha i contorni evanescenti di infinite tonalità di grigio, la provocazione assume forme inattese. Lo scenario evoca un boudoir privato ma non troppo, una dark room dalla luce aranciata e soffusa. Una signora velata, oggetto di sguardi ambigui e indefiniti, usa il linguaggio del corpo e strumenti apparentemente innocui – un calice di vino rosso, un coltello, un cavo elettrico, scarpe pitonaate – per sedurre, per lasciarsi andare, per raggiungere vette più alte di piacere. Tutto sotto il suo controllo. Ma sarà davvero così? Il rosso come colore della passione, del sangue, del pericolo.

7. Sara Cattaneo - Sunnu
"Sunnu" – terza persona plurale dell'indicativo presente del verbo essere: sono. Il progetto nasce dall'unione della fotografia con il mondo dell'editoria, accompagnando le immagini con testi tratti da "Donne" di Andrea Camilleri. Camilleri racconta un universo di donne e mistero, di seduzione e desiderio legati a figure femminili molto diverse tra loro, ognuna con un suo "modo" di sedurre e una sessualità nascosta. Una dedica al genere femminile, al mistero delle sue forme, al suo essere assolutamente e naturalmente seducente e puro. Sofia, Elena, Ursula: ciascuna incarna un archetipo dell'eterno femminino.

8. Maddalena Barletta - s/velo
Il Velo – carico di significati simbolici – diventa protagonista assoluto di questa indagine fotografica su una scultura in pietra. Leggero, trasparente e impalpabile per definizione, si pone come confine tra la realtà nascosta e il suo mistero, in un contrasto formale tra la potenza della materia lapidea e il soffio del tessuto leggero che sembra ondeggiare sul capo e sulle spalle della giovane donna che appare-non appare. Ambiguo e seduttivo nel suo "celare", il velo invita a voler vedere oltre per scoprire la realtà velata, creando il mistero dell'enigma che nuota negli abissi più oscuri delle pulsioni profonde e segrete.

9. Federico Fiorenzani - Morale Apparente
Una provocazione verso l'idea stessa di tabù: il pudore e il concetto di "decenza" sono spesso figli di una cultura cattolica rigida e moralista, che allo stesso tempo risulta estremamente contraddittoria, abituando a celare quello che non è ortodosso pur di mantenere le apparenze. Il progetto fotografico di Fiorenzani indaga questa ipocrisia strutturale, dove ciò che è proibito viene nascosto ma mai davvero eliminato, dove la morale diventa maschera sociale che copre senza risolvere. L'apparenza morale come ultimo tabù della società contemporanea.

10. Perla & Enrico Fedrigoli - Vibrazione e Risveglio
Nel contesto culturale contemporaneo, dove il tabù è spesso identificato con la trasgressione estrema e l'eccesso autodistruttivo, il lavoro di Perla assume una posizione inattesa. Qui il tabù non coincide con la distruzione, ma con la scelta di riportare l'Eros alla sua funzione originaria: energia vitale, unificante, generativa. In "Vibrazione e Risveglio", il desiderio emerge come forza primaria che connette corpo e coscienza, senza essere esasperato o degradante. L'Eros diventa principio di relazione e trasformazione, che attraversa il piacere senza dissolverlo nella spettacolarizzazione. Forse è proprio questa restituzione dell'Eros come energia costruttiva ed equilibrata a rendere il progetto autenticamente tabù: un desiderio che non distrugge, ma costruisce.

11. Paola Francesca Barone - Fainetai moi
Nell'età della tecnica, l'amore erotico si libra slegato da ogni vincolo sociale, affidato ai soli individui che si incontrano. Il segreto si disvela nella loro intimità, unico luogo dove le esigenze più profonde e inascoltate trovano voce. Contro le mure delle astrazioni, delle norme, delle formule, l'eros si erge come grido di rivolta, espressione di individui che rifiutano di essere assorbiti dal regime della razionalità totalizzante. L'amore erotico è l'ultimo rifugio, lo spazio rimasto per essere davvero se stessi. Ma a patto che l'intimità non sia cercata come fine, bensì come ponte verso l'altro. È una rottura del sé, un'espropriazione della soggettività, un lasciarsi attraversare dall'altro per essere trascinati oltre la propria identità. In questo senso è atto di resistenza.

12. Fulvio Bennati - Wild Sacrum
Tra le braccia della natura: l'uomo e la natura, l'ultimo tabù. Il corpo nudo maschile immerso nel paesaggio selvaggio, in un rapporto che non è di dominio ma di fusione. "Wild Sacrum" – il sacro selvaggio – dove la sacralità non è quella codificata dalle religioni istituzionali, ma quella primordiale del rapporto tra essere umano e mondo naturale. Un progetto che indaga il tabù della nudità maschile nel contesto naturale, ribaltando gli stereotipi della rappresentazione del corpo e proponendo una visione dove la vulnerabilità diventa forza, dove l'abbandono al paesaggio diventa atto rituale.

13. Marco Berni - Ritorno alle origini
Una coppia si muove nel silenzio sospeso di una cava abbandonata, un luogo dove le ferite inferte alla terra si stanno rimarginando e lo spazio ritorna lentamente alle proprie origini. È come se i due abitassero un territorio primigenio, un frammento di mondo rimasto intatto, che precede cronologicamente e spiritualmente la consapevolezza della nudità come atto proibito o sociale. In questo scenario, il corpo spoglio non è un manifesto, ma una condizione dell'essere: non vi è trasgressione, né desiderio di esibizionismo. Ciò a cui assistiamo è una forma di ritorno alle radici dell'esistere, una spoliazione delle sovrastrutture sociali umane. È il tabù della nudità visto dalla sua radice: non l'atto di spogliarsi, ma la memoria di non aver mai avuto bisogno di coprirsi.

14. Vito Sforza - La Morte Negata / Bellezza & Alterità
Il progetto affronta il tabù più grande della società contemporanea: la morte. In un'epoca che rimuove sistematicamente ogni riferimento alla finitudine, Sforza costruisce un'indagine fotografica articolata in due sezioni. La prima presenta una sequenza di undici apparentemente serene figure femminili, i cui occhi socchiusi stanno a significare un sonno finale. Ma c'è una sbavatura, un'immagine che non "quadra": gli occhi aperti, vitrei, dell'anziana donna dai tratti asiatici. Citando Cesare Pavese: "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi." La seconda sezione esplora il rapporto tra bellezza, memoria e digitalizzazione nelle società contemporanee, interrogandosi sulla possibilità di preservare identità individuali e memoria collettiva in contesti caratterizzati da crescente immaterialità.

Evento speciale

Sabato 21 febbraio 2026, ore 18:00 - "I gesti di Eros" - Performance di Perla.

Chi è Eros, o meglio, cos'è? Quando i corpi e i legami sono minacciati dall'incuria dei sistemi di potere, dai conflitti e pandemie, dalla superficialità di un immaginario collettivo centrato sui consumi, entrare nei territori di Eros significa interrogare il fondo della nostra natura umana in cerca di un senso, per non separare più corpo e anima, singolo e collettività.

Come sperimentiamo Eros nella nostra carne? Con la carezza, il bacio, l'abbraccio, la voce e lo sguardo. Nella performance verranno presentate queste cinque espressioni di Eros.

Il lavoro trae spunto dal saggio "I gesti di Eros" di Paolo Bartolini e Chiara Mirabelli, arricchito da versi inediti dedicati ad Eros della poetessa Gabriella Sartori.

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Mostra: Taboo #02. L'Inconscio Svelato

Firenze - ONART Gallery

Apertura: 21/02/2026

Conclusione: 01/03/2026

Organizzazione: AD Gallery

Curatore: Alberto Desirò

Indirizzo: Via della Pergola 61/r - 50121 Firenze (FI)

Vernissage: Sabato 21 febbraio 2026, ore 17:00-20:00
Con la presenza degli artisti e performance "I gesti di Eros" di Perla, ore 18:00

Finissage: Domenica 1 marzo 2026, ore 15:30-19:30

Orari: Domenica 22 febbraio 15:30-19:30; Giorni feriali 15:30-19:30; Lunedì e martedì chiuso

Ingresso: libero

Sito web per approfondire: http://www.adgallery.it



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