
In occasione del Pride Month, il Dazio Cinque Giornate di Milano ospita That's a Pride, mostra collettiva a cura di Alfonso Umali che riunisce undici artisti appartenenti a generazioni, linguaggi e percorsi differenti, accomunati da una riflessione sul tema dell'identità, della rappresentazione e della libertà di essere sé stessi.
Più che proporre una lettura univoca delle questioni LGBTQ+, That's a Pride sceglie di attraversarle da prospettive molteplici: intime e autobiografiche, politiche e sociali, poetiche, ironiche o apertamente simboliche. Pittura, fotografia, street art e pratiche visive contemporanee convivono in un percorso che mette al centro il corpo, il desiderio, la memoria, le relazioni e le forme attraverso cui oggi si costruiscono e si raccontano le identità.
Le figure sospese e stranianti di Antonella Casazza, artista milanese che da anni indaga il confine tra cultura popolare e immaginario simbolico, celano riflessioni profonde sui ruoli sociali e sugli stereotipi che attraversano il quotidiano. La fotografia di Letizia Zocco racconta la Milano notturna contemporanea: club, performance, momenti di intimità e comunità restituiscono uno spaccato autentico di una scena culturale fluida e inclusiva. Il giovane pittore spagnolo Juan Carlos Prieto parte da fotografie familiari ritrovate negli archivi domestici per costruire immagini vibranti e sfocate, dove il ricordo personale si trasforma in esperienza collettiva.
La dimensione urbana emerge nei dipinti di Marta Mez, autentica cronista della metropoli contemporanea: in mostra presenta una veduta dell'Electric Ballroom di Camden Town, storico locale londinese che ha ospitato artisti come The Clash, Sex Pistols, U2 e Prince. Le fotografie di Federica Palmarin esplorano il tema dell'identità attraverso ritratti di performer, drag queen, persone transgender e protagonisti della scena queer contemporanea. Alessandro Grimoldieu presenta Una diva senza tempo, opera che fonde i tratti di diverse icone della seduzione del Novecento in una figura femminile archetipica, sospesa tra cultura pop, memoria collettiva e immaginario mediatico.
La ricerca di Alessandro Baffigi, volutamente trasversale tra pittura, street art e progettualità indipendenti, affronta temi legati all'affettività, all'inclusione e alle relazioni umane attraverso un linguaggio essenziale. Stefano Banfi reinterpreta figure archetipiche, miti classici e capolavori della storia dell'arte attraverso le sue celebri Linee, un segno essenziale e rigoroso che li rende sorprendentemente contemporanei. Bruno Volpez trasferisce nel linguaggio della pittura la forza comunicativa della street culture: in mostra presenta un ritratto di Marielle Franco, attivista brasiliana per i diritti umani e LGBTQ+ assassinata nel 2018, trasformando l'immagine in un gesto di testimonianza e resistenza. Matteo Bianchi utilizza il paesaggio come luogo di riflessione interiore: il fauno presentato in mostra emerge da una natura silenziosa e contemplativa, diventando metafora di identità, desiderio e rapporto con il mondo naturale. Vetra Cerulli, con un linguaggio pittorico vicino all'iperrealismo, costruisce un racconto della propria generazione attraverso ritratti, amicizie, scene quotidiane e frammenti della cultura underground contemporanea.
Il risultato è una mostra che non vuole offrire definizioni rigide o categorie chiuse, ma proporre uno spazio di confronto in cui differenze, desideri, storie individuali e forme di appartenenza possano convivere e dialogare. In questo contesto il Pride non viene interpretato soltanto come celebrazione, ma come occasione di ascolto, consapevolezza e affermazione della pluralità delle esperienze umane.
Mostra: That's a Pride
Milano - Dazio Cinque Giornate
Apertura:17/06/2026
Conclusione:30/06/2026
Organizzazione:Dazio Cinque Giornate
Curatore:Alfonso Umali
Indirizzo:Piazza Cinque Giornate 16 - 20129 Milano (MI)
Opening: martedì 16 giugno 2026, ore 18:00 (DJ set: wsd4y)
Orari: tutti i giorni, ore 18:00–00:00
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