Dal 15 gennaio al 14 marzo 2026 BUILDING GALLERY presenta la mostra Un mondo tutto all’aperto degli artisti Alice Cattaneo e Marco Andrea Magni, a cura di Giovanni Giacomo Paolin. L’esposizione si sviluppa come un percorso che collega il piano terra e il primo piano della galleria, proponendo un dialogo a due voci tra opere scultoree e installazioni, in cui si intrecciano lavori preesistenti e nuove produzioni, forme molto diverse ma sensibilità affini.
Il titolo della mostra è una citazione di un racconto di Italo Calvino intitolato Dall’opaco, contenuto in La strada di San Giovanni (1990), una raccolta autobiografica pubblicata postuma. In questo esercizio di memoria, Calvino descrive i luoghi della propria infanzia come un mondo fatto di linee spezzate e oblique, in cui l’orizzonte rimane come l’unica retta continua possibile. Attraverso molteplici riferimenti al paesaggio, lo scrittore indaga le modalità di funzione dello sguardo e della posizione del corpo in un determinato luogo, rimanendo piacevolmente incastrato tra le ambiguità della percezione.
Le parole che compongono il titolo suggeriscono una contraddizione: come può esistere un mondo tutto all’aperto? Può il concetto di aperto contenere anche il proprio contrario? Calvino scrive del proprio intorno facendo riferimento a caratteristiche opposte ma coesistenti: limpidezza e opacità, soleggiato e ombroso, un lato aprico e uno cupo. Scrive dall’opaco e da lì prova a descrivere mondi personali in cui ognuno di noi sta nel suo ma guardando gli altri ognuno nel suo. L’aperto e il chiuso diventano quindi modi di essere, in cui tutto ciò che appare all’occhio si espone e si sottrae al tempo stesso.
Un mondo tutto all’aperto è stata costruita a partire da forme di convivenza tra due ricerche artistiche e lo spazio che le accoglie, lavorando a contatto con un certo grado di opacità legato alla conoscenza reciproca. Questo si è tradotto anche in precise scelte allestitive, per cui lo spazio espositivo di BUILDING presenta alcuni moduli di tessuto da leggere come dispositivi in grado di alterare la relazione con gli ambienti della mostra. Da un gesto semplice, a cui fanno eco anche alcune delle opere, è nata una modalità condivisa di rileggere l’architettura della galleria: una struttura che non chiude né separa del tutto, ma apre nuove possibilità di orientamento.
Equilibrio, invisibilità e presenza sono tre parole risonanti che creano punti di connessione tra le due ricerche artistiche. Alice Cattaneo è rivolta a una tensione materica, ideale e percettiva, mentre Marco Andrea Magni situa l’idea di invisibilità nell’epistemologia di ciò che ci circonda. L’opacità è quindi inclusa e considerata parte di un mondo aperto, una forza che costringe il pensiero ad attivarsi, diventando postura di relazione con lo spazio e oggetto di riflessione per chiunque viva la mostra.
Il percorso espositivo si apre al piano terra con l’interazione di coppie di opere. Due versioni di Ruffiani (2025) di Marco Andrea Magni dialogano con due Untitled (2019) di Alice Cattaneo, in cui elementi in vetro di Murano sono congiunti da una presa di cemento e inseriti in strutture metalliche. Trasparenza e opacità convivono, guidando lo sguardo verso un primo incontro con l’apertura. Questo movimento è accompagnato da Quasi mattina (2026) di Alice Cattaneo e dalle opere Cosmografia (fumo) e Cosmografia (ametista) (2024), che traducono forme di emanazione scultorea dal bidimensionale al tridimensionale.... leggi il resto dell'articolo»
All’interno delle nicchie agli estremi del piano terra trovano posto Untitled (2018) di Alice Cattaneo e una terza versione di Ruffiani (2025) di Marco Andrea Magni, opere diverse ma accomunate da una profonda attenzione alla scelta dei materiali. Nel passaggio al primo piano, la piega e l’assemblaggio emergono come azioni fondative dell’atto di costruzione, non solo scultorea ma anche di significato.
Qui si incontrano Complice (2025) e Ottica (2025) di Marco Andrea Magni, opere che riflettono sulla coesistenza di materiali e sulla stratificazione, insieme a nuove presenze di Alice Cattaneo, tra cui Untitled (2018) e Untitled (2019), assemblaggi di vetro soffiato di Murano, ardesia, ceramica, filo di cotone e ferro. Questi lavori rappresentano nodi tra fare e disfare, paesaggi che mettono in relazione aperto e chiuso.
Nell’ultimo ambiente si colloca Densità particolare (2026) di Alice Cattaneo, che conclude la mostra con un’immagine notturna e annebbiata. Lastre di vetro soffiato scuro sono assemblate tramite elementi di ottone e piombo, generando una percezione fisica di opacità. L’equilibrio resta sempre parziale: tutto è pieno e allo stesso tempo vuoto, in un mondo che rimane, paradossalmente, tutto all’aperto.
Mostra: Un mondo tutto all’aperto. Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni
Milano - BUILDING
Apertura: 15/01/2026
Conclusione: 14/03/2026
Organizzazione: BUILDING Gallery
Curatore: Giovanni Giacomo Paolin
Indirizzo: Via Monte di Pietà 23 - 20121 Milano (MI)
Orari: Martedì-sabato 10-19
Sito web per approfondire: https://www.building-gallery.com/
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