Con la mostra Unica al mondo… La giubba garibaldina color caffè del 1860, il Museo civico del Risorgimento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presenta un oggetto di eccezionale valore storico appartenente alle proprie collezioni.
Si tratta dell'unico esemplare rimasto di uniforme garibaldina del Reggimento Malenchini, un corpo di volontari organizzati tra Livorno e la Toscana che raggiunse i Mille di Giuseppe Garibaldi in Sicilia poco tempo dopo lo sbarco nel 1860, e le cui uniformi avevano una peculiarità singolare: erano di una tela mélange di cotone marrone, sfumatura color caffè, anziché rosse, secondo l'iconica divisa simbolo del percorso verso l'unità nazionale guidato dall'Eroe dei Due Mondi.
Ne accennavano alcune memorie scritte dai protagonisti, ne restavano testimonianze nell'iconografia dell'epoca, ma di queste uniformi così particolari sembrava essersi persa ogni traccia. Il capo di vestiario, appartenuto al volontario modenese Primo Baroni (Modena, 1840 ca. - Bologna, 1918), che lo donò al costituendo Museo civico del Risorgimento di Bologna nel 1888, viene esposto per la prima volta al pubblico dopo il recente restauro tessile finanziato attraverso la campagna di erogazioni liberali Art Bonus In Mille per la giubba da salvare, che nel 2025 ha consentito di raccogliere l'importo di 5.000 euro necessario per un intervento urgente sulle precarie condizioni di conservazione.
Il recupero alla fruizione pubblica di questo pezzo assolutamente unico contribuisce ad approfondire le conoscenze delle vicende legate alla cosiddetta Spedizione dei Mille, con particolare riferimento alle tematiche del vestiario e dell'approvvigionamento dei volontari militari.
All'interno della mostra, a cura di Otello Sangiorgi, sono inoltre esposti diversi cimeli e documenti di Baroni – tra cui il manoscritto originale delle sue memorie Da Genova a Gaeta e Milazzo –, ricordi della battaglia di Milazzo (20 luglio 1860) e altre uniformi garibaldine originali risalenti alla Spedizione dei Mille. Un'opportunità preziosa e sorprendente per scoprire una pagina sconosciuta ai più dell'epopea risorgimentale italiana.
Alla vicenda di questo rarissimo oggetto e alla storia del suo proprietario Primo Baroni è dedicato l'ultimo numero del Bollettino del Museo del Risorgimento di Bologna (anno LXX, 2025), a cura di Mirtide Gavelli e Otello Sangiorgi, che sarà presentato al Museo civico del Risorgimento giovedì 5 marzo 2026 alle ore 17:00. Il volume è disponibile presso la biglietteria del Museo al prezzo di € 15.... leggi il resto dell'articolo»
Il progetto espositivo si avvale del patrocinio dell'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini "Giuseppe Garibaldi" ed è realizzato in collaborazione con l'Istituto per la storia del Risorgimento italiano - Comitato di Bologna e l'Associazione Amici della Certosa di Bologna.
La storia
Il nome di Giuseppe Garibaldi è spesso associato alla sua impresa più importante, la cosiddetta Spedizione dei Mille volontari partiti da Quarto che nel 1860 abbatterono la dinastia borbonica, e consegnarono la Sicilia e l'Italia meridionale a Vittorio Emanuele II, poi proclamato primo Re d'Italia. In realtà, nel corso di quella campagna militare – che iniziò a maggio e si concluse a ottobre – furono organizzate molte altre spedizioni di volontari che si aggiunsero ai più celebri Mille. A una di queste, comandata da Clemente Corte, partecipò anche Primo Baroni.
La spedizione di Corte fu probabilmente la più sfortunata: i suoi 900 volontari, partiti da Genova un mese dopo i Mille, pochi giorni dopo furono bloccati da navi borboniche e portati al porto di Gaeta, dove rimasero molti giorni. La nave che li portava batteva bandiera americana, e questo permise di evitare loro l'arresto, ma dovettero tornare a Genova. Il 10 luglio partirono di nuovo e questa volta giunsero a Palermo il 18 luglio.
Non ebbero nemmeno il tempo di sbarcare: Garibaldi aveva fretta di prendere Milazzo, l'ultima piazzaforte della Sicilia ancora in mano ai borbonici, e quindi Baroni e gli altri uomini di Corte furono mandati là per combattere. Mentre erano nel porto di Palermo furono loro consegnati armamento e uniformi: «una blouse di cotonata mista, filettata in rosso, con calzoni di tela crociata». Quelle uniformi, dall'inconfondibile color caffè, appartenevano alla spedizione comandata da Vincenzo Malenchini e arrivata da Livorno poco tempo prima; vista l'urgenza, quegli ultimi arrivati furono vestiti alla svelta attingendo ai depositi del Reggimento Malenchini.
Giunti a Milazzo il 20 luglio, Baroni e i suoi compagni furono subito mandati in battaglia. Baroni fu uno dei primi a cadere, come lui stesso racconta: «Passammo il canneto al grido di viva Garibaldi, caricando il nemico alla baionetta. Avevo fatto poco più di cento passi, quando mi sentii come un grosso colpo di bastone alla coscia sinistra. Appena avuto il tempo di scorgere il buco prodotto dalla palla caddi a terra.» Fu proprio grazie a queste circostanze che la sua uniforme color caffè poté essere conservata, l'unica ad arrivare fino a noi. La sua «non molto fortunata campagna si riassume in un mese di cattura, un giorno di marcia, mezza giornata al fuoco e due mesi d'ospedale», come annota nelle sue Memorie. E così ebbe modo di conservare gelosamente il ricordo di quella memorabile giornata e di donarlo nel 1888 al costituendo Museo del Risorgimento di Bologna. La giubba reca ancora, nella falda inferiore, il foro del proiettile di piombo che lo ferì alla gamba sinistra e rappresenta, oggi, un'uniforme unica al mondo.
Le caratteristiche e il restauro
La giubba risulta realizzata in tela mélange di cotone marrone, con ampia bordatura in tela di lana rossa allo sparato anteriore e al bavero, piccoli bottoni semisferici e filettature rosse alle manopole, realizzate in tela di lana rossa su imbottitura in cordonetto di canapa. La giubba conserva la traccia di un foro di proiettile nella parte anteriore, lungo il margine finale della parte sinistra. Primo Baroni stesso evidenziò il foro cucendovi attorno un cartoncino.
Prima del restauro la giubba appariva interessata da depositi superficiali di polvere e sporco, con una evidente disidratazione delle fibre. Erano visibili numerose lacerazioni in senso ordito su tutto il capo, incluse le tasche con brandelli di tessuto parzialmente staccati, rammendi con filato incongruo e lacune di diverse dimensioni. Le profilature in lana rossa presentavano piccole rosure di insetto.
Dopo un attento studio del materiale, la giubba è stata depolverata delicatamente e pulita mediante vaporizzazione ad ultrasuoni a freddo. È seguita la messa in forma della giubba mediante imbottitura realizzata ad hoc. Quanto al consolidamento, è stato tinto in tono e trattato col film termoadesivo un leggerissimo velo di seta applicato all'interno della giubba, in modo da creare una sorta di «seconda pelle» trasparente a sostegno totale del capo. Le lacune più significative sono state integrate mediante fissaggio a cucito di supporti locali tinti nel colore idoneo, rimuovendo i rammendi incongrui. Il manichino utilizzato per l'esposizione è stato modellato e adattato alla giubba con imbottiture su misura, partendo da un busto preformato standard.
La ricostruzione grafica
Nella mostra Garibaldini in uniforme dall'Uruguay alle Argonne (1843-1915), organizzata dal Museo civico del Risorgimento di Bologna dal 30 novembre 2024 al 9 febbraio 2025, erano state esposte le ricostruzioni grafiche di uniformi garibaldine realizzate dal pittore e disegnatore Pietro Compagni. In quell'occasione Compagni «scoprì» che nel museo era conservata anche la giubba garibaldina color caffè, che egli riconobbe essere un reperto assolutamente unico. Già lo studioso Andrea Viotti nel 1979 aveva scritto un saggio sul Reggimento Malenchini, ipotizzando una ricostruzione grafica dell'uniforme unicamente in base alle memorie scritte. Compagni ha ora realizzato, basandosi su quello studio e sul reperto originale, un figurino attendibile dell'uniforme da volontario del Reggimento Malenchini (1860), esposto accanto a quella originale, finalmente restaurata.
Il nucleo di uniformi garibaldine del Museo
Il Museo civico del Risorgimento di Bologna conserva un nucleo di 30 uniformi di corpi garibaldini, quasi tutte rosse. Di queste poche risalgono al 1860, la maggior parte sono invece relative alla Terza Guerra di Indipendenza (1866), alcune alla Campagna dell'Agro romano (1867) e alla campagna a fianco della Francia contro la Prussia (1870).
Eventi collaterali
Domenica 22 febbraio 2026, ore 11:00 – Visita guidata alla mostra con Otello Sangiorgi. Costo: biglietto museo.
Giovedì 5 marzo 2026, ore 17:00 – Presentazione del volume Un mese di cattura, un giorno di marcia, mezza giornata al fuoco, e due mesi di ospedale. Storia del garibaldino Primo Baroni e della sua uniforme a cura di Mirtide Gavelli e Otello Sangiorgi (Bollettino del Museo del Risorgimento di Bologna, anno LXX, 2025). Intervengono: Mirtide Gavelli (storica), Otello Sangiorgi (direttore e curatore), Andrea Spicciarelli (storico e direttore Ufficio Storico dell'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini «Giuseppe Garibaldi»), Andrea Viotti (studioso di storia del costume e delle uniformi). Ingresso libero.
Domenica 15 marzo 2026, ore 11:00 – Visita guidata alla mostra con Otello Sangiorgi, nell'ambito della rassegna La Cucina Letteraria di Slow Food Bologna. Costo: biglietto museo.
Domenica 15 marzo 2026, ore 15:00 – Si scopron le tombe, si levano i morti... Garibaldi e garibaldini in Certosa. Visita guidata al Cimitero Monumentale della Certosa (Via della Certosa 18) con Mirtide Gavelli. Ingresso gratuito. Prenotazione consigliata: prenotazionicertosa@gmail.com. Ritrovo: Info Point storico artistico, cortile chiesa di San Girolamo della Certosa.
Mostra: Unica al mondo... La giubba garibaldina color caffè del 1860
Bologna - Museo civico del Risorgimento
Apertura: 14/02/2026
Conclusione: 22/03/2026
Organizzazione: Settore Musei Civici Bologna - Museo civico del Risorgimento
Curatore: Otello Sangiorgi
Indirizzo: Piazza Giosue Carducci 5 - 40125 Bologna (BO)
Orari: Mar e Gio 9:00-13:00; Ven 15:00-19:00; Sab e Dom 10:00-18:00; Lun e Mer chiuso
Ingresso: Intero € 5,00; Ridotto € 3,00; Ridotto speciale 19-25 anni € 2,00; Gratuito possessori Card Cultura
Sito web per approfondire: http://www.museibologna.it/risorgimento
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