
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, venerdì 20 giugno è stata inaugurata al Museo Nazionale di Ravenna la mostra dal titolo "Vincenzo Latina. Una costellazione in terra - Il memoriale delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa", promossa da Ravenna Festival e dall'Istituto Nazionale di Architettura-Sezione Emilia-Romagna, in collaborazione con i Musei nazionali di Ravenna e l'Ordine degli Architetti di Ravenna, con il patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa e il contributo di Botticino Stone District e Rotary Club Valle Sabbia Centenario.
Aperta fino al 21 settembre, la mostra accompagna il pubblico alla scoperta del progetto di "risanamento" delle cave di pietra nella parte più meridionale dell'isola di Lampedusa, voluto per commemorare la tragedia che coinvolse 368 persone, bambini, donne e uomini, che persero la vita nel naufragio avvenuto a mezzo miglio dalla costa dell'isola il 3 ottobre 2013. L'esposizione, a cura di Gioia Gattamorta, Presidente di IN/Arch Emilia-Romagna, racconta la riqualificazione che Vincenzo Latina ha compiuto su un'area degradata dell'isola, negli anni ridotta a discarica e oggi trasformata in teatro collettivo delle migrazioni, delle aspirazioni e delle tragedie, ma anche in una piazza delle culture che celebra l'incontro tra i popoli.
Alla conferenza inaugurale nella sala del refettorio gremita di autorità, architetti, storici e cittadini erano presenti anche Andrea Sardo, direttore dei Musei nazionali di Ravenna, Carlo Quintelli dell'Università di Parma, Antonio De Rosa, sovrintendente della Fondazione Ravenna Manifestazioni e Cristina Mazzavillani Muti, presidente onorario del Ravenna Festival.
Articolato lungo le due gallerie al primo piano dell'ex monastero benedettino di San Vitale, l'allestimento accoglie con il pannello Occhi che guardano, opera di Vincenzo Latina, due camere d'aria usate come salvagente e ritrovate sulle spiagge di Lampedusa, primo invito a smuovere le nostre coscienze e a riflettere sul senso del memoriale. La rappresentazione di Lampedusa e del Mar Mediterraneo insieme ad alcuni testi, tratti dall'Eneide di Virgilio e da L'infinito di Leopardi, contestualizzano l'intervento offrendone un'immediata lettura. Una sequenza di scatti fotografici a grande scala accompagna quindi nell'esplorazione della cava: l'intervento riutilizza i "detriti", i resti dei blocchi già presenti, per realizzare una grande rampa di accesso all'area e ricavare un ampio "teatro marittimo" sui dislivelli già preposti naturalmente ad accogliere la platea, avendo come scena e fondale il mare.
Una barca, recuperata tra i relitti giunti con i migranti sbarcati nell'isola è lì posata dopo aver subito un trattamento a fuoco, tecnica di antica tradizione per la conservazione del legno. Il rilievo fotografico della parete memoriale concentra l'attenzione sui dettagli in cui può perdersi chi accede alla cava: dai segni verticali delle lavorazioni della pietra alla natura che rinasce dalle sue ferite e soprattutto al muro di calcare, che impedisce la vista del mare, concentrando l'attenzione del visitatore sui 368 fori che ricordano le vittime del naufragio del 3 ottobre 2013, ma anche tutte le tragedie delle migrazioni. Mimetizzati tra le tante tracce di giorno, di notte questi fori accendono l'intera parete di luci tremule, fiammelle che appaiono come una costellazione immaginaria. Se il foro è perdita e assenza, di notte le luci diventano presenza e speranza per continuare a riflettere sull'esistenza, sulla storia e sui legami tra le persone, affinché il Mediterraneo possa diventare un mare di pace.
La mostra non manca poi di valorizzare il significato di spazio di rinascita collettiva, invitando i lampedusani a tornare in un'area un tempo preclusa, che oggi dalla tragedia è stato restituito al mondo quale luogo delle arti. A testimonianza di questo, le immagini delle manifestazioni che il sito ha ospitato negli anni, come il recital del pianista di fama mondiale Takahiro Yoshikawa nell'ottobre 2022 e il concerto di Riccardo Muti con l'Orchestra Cherubini nel luglio 2024 nell'ambito della manifestazione itinerante dedicata alla fratellanza tra i popoli Le Vie dell'Amicizia. Opere d'arte e video aiutano infine il visitatore a immergersi nel contesto e a comprendere che un nuovo spazio pubblico lì ha preso vita....leggi il resto dell'articolo»
Luogo d'incontro, cultura, festa ma anche di meditazione e di preghiera religiosa e laica aperto a tutti, il percorso mostra come un'opera di architettura possa comunicare il ricordo di una tragedia attraverso il brulicare della vita.
Mostra: Vincenzo Latina. Una costellazione in terra
Il memoriale delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa
Ravenna - Museo Nazionale
Apertura:20/06/2025
Conclusione:21/09/2025
Organizzazione:Ravenna Festival e Istituto Nazionale di Architettura-Sezione Emilia-Romagna
Curatore:Gioia Gattamorta
Indirizzo:Via San Vitale 17 - Ravenna
Orari: nelle giornate di martedì, mercoledì, sabato e domenica, dalle 8:30 alle 14:00; giovedì e venerdì: dalle 8:30 alle 19:30; prima domenica del mese: dalle 8.30 alle 19.30
Biglietti
Ingresso singolo € 6 (biglietto di ingresso al Museo Nazionale di Ravenna + mostra)
Evento gratuito per gli abbonati (abbonamento annuale € 10, in vendita presso la biglietteria) e per tutte le altre gratuità di Legge.
Biglietteria e prenotazioni: prenotazioni@ravennantica.org, tel. 0544 213902
Info: Museo Nazionale di Ravenna mn-ra.comunicazione@cultura.gov.it, tel. 0544 543724
Sito web per approfondire:https://www.architettiravenna.it/foglio-formazione-332/
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