
L'edizione 2025 della mostra personale di Vincenzo Paonessa, "Mappe e Tracce" arriva a Roma a Palazzo Brancaccio a partire dal 19 settembre. Le sale dello Spazio Africano, gia Biblioteca del Palazzo, ospiteranno piu' di cento opere dell'artista calabrese, che oggi vive e lavora a Mantova. La mostra curata da Paola Artoni e prodotta da NUMM Contemporary Art, presenta il percorso compiuto dall'artista in questi anni: rielaborando le carte geografiche e creando nuovi mondi impossibili, Paonessa ci fa entrare in una dimensione utopica nel segno della pace tra i popoli.
Come afferma la curatrice, le sue mappe sono "un'affascinante cartografia diffusa, che racconta di coordinate tracciate dai naviganti e di pagine consunte di vecchi atlanti scolastici. L'invito è quello ad avvicinarsi per percepire che queste mappe non sono semplicemente tali, ma che in realtà sono delle non-mappe, delle utopiche rappresentazioni realizzate cucendo tra di loro dei frammenti di Stati che nella realtà geografica sono tra loro distanti, dando così vita a delle nowhere land. Nuove prospettive dove non ci sono più né confini né violenze, ma dove si può ripartire nel segno di una umanità che si riconosce tale".
Il progetto espositivo assume i tratti di una retrospettiva sentimentale e di un viaggio visionario tra materiali raccolti, frammenti cuciti, tracce trasformate. Le opere di Paonessa sono mappe erranti: vecchie carte geografiche scolastiche riassemblate, rami e oggetti restituiti dal bosco e dalla sabbia, legati da fili, gessi e gesti minimi che generano nuove simbologie. A Roma si presenta anche un nucleo inedito di lavori, più silenzioso, essenziale e astratto, che marca una svolta nella pratica dell'artista: l'ascolto profondo della materia diventa linguaggio, l'astrazione si fa forma di cura. Nell'edizione romana vengono, infatti, presentate per la prima volta, sei nuove opere riunite sotto il titolo di "Spazi Neutri": gli interventi di colore su grandi mappe scolastiche antiche, sono una riflessione matura e radicale sul gesto, sulla forma e sulla geografia affettiva. Le campiture calibrate non invadono lo spazio ma lo trasformano.
Come scrive Andrea Contin, critico d'arte ed estimatore dell'artista, "l'opera di Paonessa nasce nella soglia neutra del sognatore, dove la memoria non si conserva ma si trasforma. Ogni frammento – una scarpa, un ramo, una mappa – è una visione in attesa, una costellazione affettiva che si costruisce tra materia e spirito. Un artista che non cerca approdi, ma li attraversa, come un Ulisse senza Itaca, come un sognatore che abita il proprio paesaggio interiore. In "Mappe e Tracce – Spazi Neutri" Paonessa costruisce non dispositivi, ma geografie emotive. Non definisce territori, ma li disattiva. E in questo gesto, gentile ma radicale, trova la sua voce."
Il percorso termina con la ricostruzione di un ambiente-studio, spazio intimo e simbolico, con materiali, strumenti e opere in progress, raccolti intorno a un tavolo da lavoro che coincide con una mappa stellare. È il cosmo che ritorna, come punto d'origine e come destinazione: una cartografia spirituale in cui il frammento e l'universo si rispecchiano.
La scelta di Palazzo Brancaccio come sede della mostra rafforza il dialogo tra passato e presente. Situato nel cuore di Roma, ai margini del colle Oppio e a due passi dal Colosseo, Palazzo Brancaccio è l'ultima grande dimora aristocratica costruita tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Le sue architetture nobiliari, i decori sontuosi, le sale ricche di storia si confrontano con la poeticità essenziale dell'opera di Paonessa. Un contrasto che diventa armonia, dove la monumentalità storica accoglie la leggerezza del gesto contemporaneo, e la materia viva dell'arte si fa ponte tra epoche, sensibilità e visioni....leggi il resto dell'articolo»
Note biografiche
Vincenzo Paonessa è nato a Gimigliano (CZ) nel 1970 e ha completato la sua formazione artistica all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Attualmente vive e lavora a Mantova. Ha esordito nel 1994 vincendo il Premio Istituto Seledi. Nel 1999 ha esposto in una collettiva curata dal critico Tonino Sicoli a Roma presso il Centro Documentazione Artistica contemporanea "Luigi Di Sarro". La sua prima personale è stata allestita nel 2004 nella Galleria A&RS di Catanzaro, ed è stata curata dallo stesso Sicoli. L'anno seguente ha illustrato il volume "Antonio Labriola e la sua università", a cura di N. Siciliani De Cumis, e ha preso parte alla XIV Primaverile Romana, a cura dell'ARGAM. Del 2006 è la sua partecipazione alla XII edizione della Biennale del Cairo, nel Padiglione Italia (a cura di Carmine Siniscalco). Nel 2007 ha esposto tra i finalisti del "Premio Nazionale delle Arti" nell'Istituto di Cultura Italiana de La Valletta (Malta). Nel 2010 ha collaborato all'allestimento e alle decorazioni parietali della mostra "Alchimie. Dal Controdesign alle Nuove Utopie", curata da Alberto Fiz per il Museo MARCA (in collaborazione con Atelier Alessandro Mendini). Nel 2011 ha preso parte alla collettiva "SEIsud" (Gubbio, Palazzo Ducale), curata da Andrea Romoli Barberini. Nel 2012 è stato scelto per il Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia, a cura di Vittorio Sgarbi. Lo stesso anno ha curato l'allestimento della mostra "Costruire sulle Vestigia: Impermanenze di Daniel Buren", a cura di A. Fiz, per il Museo MARCA. Nel 2013 la sua installazione "Sono cavoli", è stata ospitata dall'Istituto di Cultura Portoghese a Roma. Nel 2015 ha tenuto la masterclass "Giochiamo agli ospiti", a Novosibirsk (Russia), in collaborazione con il MIUR. Nel 2017 ha partecipato alla rassegna "SetUp" a Bologna, alle collettive "Arte del XX e XXI secolo e la Calabria", a cura di Bruno Corà e Sicoli al MAON di Rende (CS). Nel 2019 ha esposto nella collettiva "Isole d'istanti. Alle radici del MAON" (testi critici di Siciliani de Cumis e Sicoli). Nel 2022 ha partecipato alla collettiva "Nella forma e nella materia. Nuove generazioni per la scultura mantovana dal '900 a oggi" (Mantova, Casa del Mantegna), curata da Paola Artoni. Nel 2023 ha allestito la personale "Di mappe cosmiche e Città ideali" (Mantova, Casa di Rigoletto), curata dalla stessa Artoni. In quella occasione è stata pubblicata la prima monografia "Works 1993/2023". Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.
Mostra: Vincenzo Paonessa. Mappe e Tracce
Roma - Africano - Biblioteca di Palazzo Brancaccio
Apertura:19/09/2025
Conclusione:05/10/2025
Organizzazione:NUMM Contemporary Art
Curatore:Paola Artoni
Indirizzo:via Merulana 248 - Roma
Inaugurazione: venerdì 19 settembre dalle ore 17
Orari: dal giovedi alla domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19
Ingresso libero
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