Dal 15 gennaio al 14 febbraio 2026, BUILDING TERZO PIANO presenta La danza del sale, una mostra personale dell’artista Virginia Zanetti a cura di Giulia Bortoluzzi.
L’esposizione riunisce una selezione di opere fotografiche, video e scultoree che documentano e sviluppano il tema dell’impermanenza e della trasformazione di stato che l’artista ha avviato con l’intervento site-specific e le performance collettive nella salina di Margherita di Savoia (BT). Zanetti offre una narrazione collettiva nella quale l’ambiente naturale, caratterizzato in questo caso dalla presenza del sale, e il tessuto sociale della comunità, che si esprime nell’attività di raccolta del composto cristallino, convergono in un processo comune di trasformazione.
La rappresentazione di questo divenire, nel quale la natura si riappropria della conoscenza e dei prodotti realizzati dall’uomo, emerge in questa mostra dai frammenti di sale riuniti come reperti di un passato che va a scomparire, generati dal deterioramento naturale di sculture cristallizzate, realizzate nell’estate del 2023 sotto la guida del saliniere Raffaele Valerio. Questi frammenti derivati dalle opere, originariamente ottenute dal processo di solidificazione del minerale sugli strumenti di lavoro e simboli collettivi della comunità pugliese, sono la traccia tangibile dell’impermanenza, non solo della memoria antica che si disperde parallelamente ai tessuti comunitari che la conservano e tramandano, ma anche del desiderio dell’uomo di poter controllare i processi geologici e climatici della Terra.
In questa assenza di controllo, l’artista agisce per preservare l’impossibile attivando una danza estatica di rinascita. Nella nuova e inedita fase di analisi di questo processo di evanescenza e conservazione, presentata per la prima volta in esclusiva nella mostra di BUILDING TERZO PIANO, Zanetti sceglie di rispondere alla fragilità con il suo stesso linguaggio, utilizzando il vetro per imprimere il calco di oggetti altrimenti dispersi dal passare del tempo.
BUILDING TERZO PIANO presenta una selezione di fotografie e un video che documentano la performance intitolata La danza del sale (2023), creata in collaborazione con la coreografa e danzatrice M^ Teta Lonigro, il saliniere Valerio e un gruppo di abitanti della comunità locale. La danza ripercorre i movimenti del lavoro degli operai, privati dei loro strumenti e della loro funzione produttiva. La presenza fisica di questi oggetti è solo virtualmente presente nelle gestualità ripetute, creando un percorso di trasformazione ideale e reale.
L’artista ha costruito un gesto condiviso, un rito di comunità per trasformare il lavoro in danza, l’azione in contemplazione, l’esperienza in conoscenza sensibile. Il sale, minerale che collega in una rete di relazioni le civiltà del bacino Mediterraneo, diventa così narrante di una metamorfosi che trasforma l’oggetto progettato in materiale organico, destinato al proprio riassorbimento nel ciclo naturale. Il sale diventa materia vivente, e di conseguenza peritura, in queste sculture evolutive che cristallizzano frammenti di memoria condivisa.... leggi il resto dell'articolo»
L’origine di questa ricerca risale al progetto Fari e torri del fuoco segreto (Margherita di Savoia, 2023), promosso nell’ambito del progetto CoHeN, finanziato dal Programma Interreg Grecia-Italia 2014/2020, dalla Fondazione Pino Pascali e dal Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, con il sostegno di Atisale e la curatela di Christian Caliandro e Nicola Zito. Il progetto, realizzato in dialogo con la comunità locale e con il paesaggio delle saline di Margherita di Savoia, in corrispondenza di Torre Pietra, ha portato Zanetti a concentrarsi sulla memoria e sui processi legati all’estrazione del sale. Prendendo spunto dal lavoro dell’artista Pino Pascali, Zanetti ha studiato i movimenti dei salinai all’interno dei bacini di evaporazione e i codici condivisi che caratterizzano la comunità del luogo.
Come osserva Virginia Zanetti: I miei lavori hanno una funzione di trasformazione, inversione di stati o condizioni. Nella mia ricerca, l’Altro, in opposizione al Sé, costituisce il punto di partenza per esplorare idee di separazione e disarmonia, con lo scopo di consentire il riconoscimento del nostro legame con la comunità d’appartenenza e l’ambiente sociale e naturale circostante. […] Tra le motivazioni alla base dei processi di genesi delle mie opere, c’è il desiderio di comprendere il funzionamento della vita e le relazioni che la supportano, partendo da un’idea di non dualità tra i fenomeni e la forza che li sostiene. […] Forme materiali e immateriali si fondono quando l’atto performativo diventa oggetto e lo spettatore diventa artista attraverso una modalità di sviluppo collettiva. Ogni mia azione cerca di far emergere un rinnovato senso dell’esistere e una rinnovata conoscenza affettiva, attraverso dinamiche relazionali e codici condivisi, per tentare di far divenire l’opera d’arte parte integrante dell’ambiente e della comunità per cui è concepita.
Le opere di Zanetti esposte in La danza del sale presso BUILDING TERZO PIANO sono la testimonianza di un processo reale di trasformazione che ha assunto la forma di un rito. Gesto, materia e memoria collettiva si sono intrecciati: l’azione performativa si è depositata nella materia, trasformandola in memoria viva e testimonianza poetica.
Note biografiche
Virginia Zanetti (Fiesole, 1981) è artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Laureata in pittura con lode all’Accademia di Belle Arti di Firenze, si specializza e ottiene un master in didattica dell’arte. Il suo lavoro è stato esposto in biennali come Manifesta 12 (2018) e Manifesta 13 (2020) e in istituzioni italiane ed estere per la cultura e l’arte contemporanea come la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare, il MAN di Nuoro, il CCC Strozzina di Firenze, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, il MAC di Lissone, la Kunsthalle di Berna, gli Istituti Italiani di Cultura di New Delhi e Zurigo, il MOG Museum di Goa, la Frederick Layton Gallery at MIAD di Milwaukee e la Kaunas Picture Gallery del M. K. Čiurlionis National Art Museum. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche permanenti come il Museo MADRE di Napoli, il MAMbo di Bologna, il MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro e i Musei Civici Pino Pascali di Polignano a Mare, oltre a collezioni private tra cui la Collezione Morra Greco e la Collezione Optima di Napoli. Ha ricevuto premi e riconoscimenti come il Premio Movin’up del MIBACT (2015), il concorso internazionale per opere permanenti per il Palazzo di Giustizia di Firenze (2017), il Primo Premio Maccaferri per la fotografia ad Arte Fiera, il Premio Smartup Optima 2019 e Level 0 ad ArtVerona nelle edizioni 2020 e 2021. Diverse istituzioni pubbliche e private le hanno commissionato opere permanenti realizzate in collaborazione con le comunità locali, tra cui i Comuni di Mulazzo e Montemitro e il progetto A Cielo Aperto a Latronico. Il suo lavoro e i suoi testi sono apparsi in pubblicazioni come A Cielo Aperto (2016) e Breve storia della curatela (2020) di Hans Ulrich Obrist, e su riviste di settore e quotidiani nazionali. È cofondatrice di Estuario Project Space di Prato e del Laboratorio del Futuro.
La curatrice
Giulia Bortoluzzi (Pordenone, 1987) è laureata in Filosofia contemporanea ed Estetica all’Università di Trieste e specializzata in pratiche curatoriali alla École du MAGASIN di Grenoble. È docente universitaria di Storia e critica della moda e del design all’Istituto Marangoni di Milano e ha insegnato Semiotica dell’arte, Fenomenologia dell’arte ed Estetica in diverse istituzioni accademiche. Ha collaborato con Triennale Milano come coordinatrice editoriale ed editor ed è stata redattrice della rivista d’arte contemporanea Juliet. Scrive di arte e design per riviste e quotidiani nazionali ed è attiva come curatrice indipendente. Per BUILDING ha curato nel 2023 il progetto annuale di BUILDING BOX Equorea. Di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora.
BUILDING è un progetto dedicato all’arte nelle sue più varie forme di espressione situato nel centro di Milano. Nato nel 2017 dalla visione di Moshe Tabibnia, BUILDING si articola in diversi spazi e progettualità, tra cui BUILDING GALLERY, BUILDING BOX e BUILDING TERZO PIANO, ciascuno con una programmazione autonoma.
BUILDING TERZO PIANO, collocato al terzo piano di BUILDING in via Monte di Pietà 23, è uno spazio nato nel 2023 dal desiderio di esplorare la creatività in tutte le sue sfaccettature attraverso modalità inedite e una programmazione indipendente.
Mostra: Virginia Zanetti. La danza del sale
Milano - BUILDING TERZO PIANO
Apertura: 15/01/2026
Conclusione: 14/02/2026
Organizzazione: BUILDING
Curatore: Giulia Bortoluzzi
Indirizzo: Via Monte di Pietà 23 - 20121 Milano (MI)
Inaugurazione: giovedì 15 gennaio 2026 ore 17.00-20.30
Orari: martedì-sabato 10.00-19.00
Sito web per approfondire: https://www.building-gallery.com
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