
Una mostra di arte sacra generata con l'intelligenza artificiale, dentro il complesso della Pieve di San Martino a Sesto Fiorentino, potrebbe apparire una provocazione. In realtà è una meravigliosa scoperta.
L'AI è uno strumento nuovo, spesso guardato con sospetto o con entusiasmo ingenuo, che può essere ricondotto a disciplina, misura, memoria. "Disarmare l'AI" significa questo: toglierle l'aura di minaccia e anche quella di idolo, per riportarla alla sua natura più semplice, quella di mezzo o, più precisamente, di intermediario con la realtà. Non l'AI al posto dell'artista, non la macchina al posto dello sguardo, ma una tecnica governata da un'intenzione, da una cultura, da un ordine figurativo.
Il riferimento è la grande tradizione italiana: il volto, il gesto, la luce, la composizione, la dignità dei corpi, il rapporto tra immagine e preghiera. L'arte sacra non è stata un capitolo laterale della nostra storia artistica; ne è stata, per secoli, uno dei motori principali. Nelle chiese si è formata l'educazione visiva dell'Occidente cristiano: il popolo ha imparato a leggere la fede attraverso le immagini, e gli artisti hanno imparato a misurarsi con il Mistero attraverso la forma.
Per questo la Pieve di San Martino è il luogo ideale. Non è uno spazio neutro ma un edificio carico di tempo, di pietra, di liturgia e di pittura.
La mostra nasce dunque come un esperimento e una scoperta: chiedere all'intelligenza artificiale non stupore facile, non effetti speciali, ma rispetto, misura e bellezza.
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Diciotto immagini generate con intelligenza artificiale da cinque artisti, Alessandro Bellini, Massimiliano Bellini, Mario Capurro, Andrea Signorini, Woo Jeon Park, compongono un unico percorso narrativo articolato in tre tappe: le origini e la caduta dell'uomo, il cammino terreno di Cristo tra nascita, miracoli e sacrificio, e infine la dimensione del divino, tra figure mariane, angeli e visioni di gloria.
Pur nascendo da uno strumento radicalmente nuovo, queste opere si muovono consapevolmente dentro la grande tradizione dell'arte sacra occidentale e orientale: il gotico senese, il Rinascimento fiorentino, il Barocco caravaggesco, il simbolismo di fine Ottocento, l'icona ortodossa. Ogni autore porta nel proprio linguaggio visivo un diverso punto di contatto con questa eredità, restituendo al visitatore non l'effetto di un esperimento tecnologico, ma la forza contemplativa di immagini che sembrano sempre essere esistite.
Mostra: Visioni Sacre
Arte digitale tra memoria e contemplazione
Sesto Fiorentino - Centro Espositivo Culturale San Sebastiano
Apertura:04/07/2026
Conclusione:18/07/2026
Organizzazione:AD Gallery; Mathemart
Curatore:Alberto Desirò
Indirizzo:Piazza della Chiesa 84 - 50019 Sesto Fiorentino (FI)
Vernissage: sabato 4 luglio, ore 16:30 - 18:30
Finissage: sabato 18 luglio, ore 16:30 - 18:30
Orario apertura quotidiana: 10:00 - 12:30, 15:30 - 19:00
Ingresso: libero
Info: san.sebastiano@adgallery.it - Tel. 375 9403513
Sito web per approfondire:https://www.adgallery.it/mostre-arte-contemporanea/visioni-sacre-mathemart/
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