1. Winston & William di Mark Lyon
Il Centro Internazionale di Fotografia – Cantieri Culturali alla Zisa, Officine Ducrot - di Palermo, presenta fino al 12 giugno una mostra retrospettiva dedicata a Mark Lyon, fotografo americano, nato a La Jolla, in California, nel 1952. Lyon vive e lavora in Francia da oltre venticinque anni. Sono esposte oltre cinquanta immagini che compongono un percorso tra luoghi, epoche e storie.
La foto che abbiamo scelto come copertina risale al 1992 e ritrae il fotografo William Eggleston (Memphis, 1939) col figlio Winston.
La sua ricerca ha dato origine a una trentina di serie, oltre che a numerose pubblicazioni ed edizioni e le sue opere figurano nelle collezioni permanenti di istituzioni quali il FRAC Nouvelle-Aquitaine, il Centre National des Arts Plastiques, il Musée d'Art Moderne de Paris, nonché in collezioni private internazionali. Quella di Palermo è la sua prima mostra in Italia. Scopri di più.
2. Marilyn Monroe di Sam Shaw

On the beach in Amagansett - New York, 1957 Marilyn Monroe™ and the Marilyn Monroe signature are trademarks of The Estate of Marilyn Monroe LLC. Rights of Publicity and Persona Rights are used with permission of The Estate of Marilyn Monroe LLC.Photo by Sam Shaw © 2026 Shaw Family Archives Ltd
Il MUDEC di Milano presenta due mostre dedicate alla fotografia. Fino al 24 giugno è possibile visitare una mostra dedicata a Marilyn Monroe che GUESS ha presentato in occasione della Milano Design Week per celebrare il centenario della sua nascita: Beyond The Icon. Marilyn Monroe. A Centennial Tribute by GUESS.
A questa si affianca, fino al 28 giugno, la mostra 100 fotografie per ereditare il mondo, prodotta da 24 ORE Cultura a cura di Denis Curti che offre un viaggio per immagini lungo due secoli. In mostra troviamo scatti iconici del Novecento come Migrant Mother di Dorothea Lange (1936), fino a celebri esempi dell'immaginario surreale di Sandy Skoglund come The Green House (1990).
3. Erotismo e autoritarismo a Staglieno di Lisetta Carmi
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Lisetta Carmi Erotismo e autoritarismo a Staglieno, 1966 Stampa analogica da negativo originale alla gelatina d'argento (2021) su carta baritata 30 x 40 cm Tiratura aperta GAM – Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino © Martini & Ronchetti, Courtesy Archivio Lisetta Carmi
La GAM – Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta, con la curatela di Elena Volpato, un corpus di 15 fotografie di Lisetta Carmi che entrano nella collezione della GAM. Le opere acquisite, tratte dalla serie Erotismo e autoritarismo a Staglieno, del 1966-76, sono esposte, fino al 1° novembre, in una sala delle collezioni permanenti in dialogo con quattro sculture della collezione GAM. Si tratta di scatti realizzati da Carmi nel 1966 alle sculture del cimitero monumentale di Staglieno, il maggiore luogo di sepoltura di Genova e uno dei cimiteri monumentali più importanti d'Europa. Scopri di più.
4. Le forme della bellezza di Robert Mapplethorpe

Derrick Cross, 1985 © Robert Mapplethorpe Foundation
Continua il tour di mostre dedicate al fotografo americano Robert Mapplethorpe (New York, 1946-1989). Il Museo dell'Ara Pacis a Roma ospita fino al 4 ottobre di quest'anno la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, capitolo conclusivo di un importante progetto espositivo che ha toccato prima Venezia, alle Stanze della Fotografia, e poi Milano, a Palazzo Reale.
Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creatività si fa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libertà e identità. Tra le sue muse ricordiamo Patti Smith e Lisa Lyon, ma i suoi ritratti hanno immortalato anche volti celebri come Andy Warhol, Peter Gabriel, Yoko Ono e Isabella Rossellini. C'è poi la serie dedicata ai nudi maschili e femminili, che celebrano la perfezione classica, pur sfidando gli schemi sociali tradizionali.
La mostra romana, che si distingue per una serie di contenuti inediti, si concentra sulla ricerca della forma pura, dove il corpo umano, i volti e le nature morte vengono trattati con la stessa maniacale attenzione alla luce e alle geometrie. Scopri di più.
5. Lo sguardo sulla distruzione ambientale di Nick Brandt

Fatuma, Ali & Bupa, Kenya 2020 © Nick Brandt
Fino al 6 settembre 2026, il fotografo Nick Brandt (Londra, 1964) è protagonista di una mostra alle Gallerie d'Italia - Torino, che presenta uno dei più importanti fotografi contemporanei attivi sui temi della crisi climatica e della distruzione ambientale.
Avviata nel 2020, in piena pandemia, The Day May Break è una serie globale in quattro capitoli che segna una nuova fase nella ricerca di Nick Brandt: l'attenzione dell'artista si rivolge a persone, animali e ambienti colpiti dalla distruzione ambientale in aree del mondo che risultano tra le meno responsabili del collasso climatico, ma che ne subiscono in modo sproporzionato le conseguenze.
Lo scatto che abbiamo scelto fa parte del primo capitolo della mostra e della ricerca, The Day May Break (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, ambientato in santuari per animali salvati dalla distruzione dell'habitat e dagli effetti del bracconaggio. Scopri di più.
6. Bruce Gilden. A closer look

Untitled, New York City, USA, 1979 © Bruce Gilden/Magnum Photos
Bruce Gilden (New York, 1946), membro effettivo dell'agenzia Magnum Photos e conosciuto come uno dei pionieri della Street Photography, è protagonista di un progetto espositivo presentato per la prima volta in Italia a Brescia, composto da una mostra – A closer look, al Museo di Santa Giulia – e un'installazione site specific – Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello alla Pinacoteca Tosio Martinengo.
Fino al 23 agosto 2026, la mostra prosegue il filone d'indagine sui fotografi contemporanei statunitensi, iniziato dall'Istituzione bresciana nel 2023 con David La Chapelle e proseguita lo scorso anno con Joel Meyerowitz. Lo fa presentando un corpus di 80 fotografie, in un percorso che ruota attorno a Faces (2013-2024), ritratti di persone realizzati come cronaca figurativa di città in giro per il mondo. Lo scatto che abbiamo scelto appartiene invece al corpus di fotografie realizzate nella sua città natale, New York, tra il 1969 e il 1995.
L'installazione site-specific dal titolo Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, è invece stata realizzata appositamente per questa prima presentazione italiana, esponendo il dittico fotografico commissionato da Fondazione Brescia Musei al fotografo newyorkese. Scopri di più.
7. Luigi Ghirri. A Series of Dreams - Paesaggi visivi e paesaggi sonori

Luigi Ghirri, Porto Recanati, 1984 © Eredi Luigi Ghirri
Una selezione di foto di Luigi Ghirri attorno al tema dei Paesaggi visivi e paesaggi sonori viene presentata a Palazzo dei Musei di Reggio Emilia fino al febbraio del prossimo anno. Fino al 14 giugno 2026 viene inoltre presentato un focus allestito presso il Teatro Valli. La mostra esplora quella che Luigi Ghirri definisce la «strana e misteriosa parentela tra suono e immagine». Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori intende affrontare questi diversi livelli di contatto tra fotografia e musica: ci sono fotografie dedicate ai luoghi della musica, il racconto della sua amicizia con musicisti come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni e i CCCP, e infine una sezione dedicata alla relazione tra paesaggio visivo e paesaggio sonoro, grazie all'intervento artistico del cantautore, produttore discografico e compositore Iosonouncane. Scopri di più.
8. Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell'aria

Alfred Eisenstaedt, Al teatro delle marionette delle Tuileries, rappresentazione di San Giorgio e il Drago. Parigi, 1963 © Alfred Eisenstaedt - The LIFE Picture Collection - Shutterstock
Una doppia mostra ad Abano Terme (PD), al Museo Villa Bassi Rathgeb e a Venezia, al Museo Storico Navale. Fino al prossimo 22 novembre, un grande protagonista della fotografia del Novecento, Alfred Eisenstaedt, è al centro di La fotografia era nell'aria, un ampio progetto espositivo a cura di Monica Poggi, prodotto da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia.
Eisenstaedt è attivo tra l'Europa degli anni Venti e gli Stati Uniti degli anni Trenta, dove si stabilisce nel 1935, e dove diventa una delle firme più autorevoli della rivista Life. In una collaborazione durata oltre trent'anni, realizzerà più di 2.500 servizi fotografici e oltre 90 copertine, contribuendo in maniera determinante alla costruzione dell'immaginario visivo del Novecento. Scopri di più.
9. Patti Smith di Guido Harari

Guido Harari, Patti Smith, 1996
I suggestivi spazi della Basilica Palladiana di Vicenza presentano, fino al 26 luglio, una mostra dedicata alla produzione di Guido Harari, fotografo e critico musicale italiano (nato al Cairo nel 1952).
L'allestimento presenta oltre 300 fotografie, installazioni, filmati originali, proiezioni, manifesti e memorabilia che raccontano tutte le fasi di una carriera eclettica: dagli esordi negli anni Settanta come fotografo e giornalista musicale, ai ritratti, al lavoro per editoria, pubblicità, moda e reportage. Al centro dell'interesse di Harari c'è la musica, dove la sua fotografia si è espressa, attraverso il ritratto, come un esercizio di relazione, ascolto e presenza. Musicisti, artisti, intellettuali, scienziati, protagonisti della cultura e della società contemporanea, non sono mai messi in scena come icone, ma restituiti in immagini che vogliono restituire umanità e unicità, sul palco o nel backstage. Scopri di più.
10. La Sicilia di Armando Rotoletti

SICILIA - La ghigliottina delle dominazioni © Armando Rotoletti
Chiudiamo questa piccola rassegna sull'attualità espositiva dedicata alla fotografia, con un progetto espositivo dedicato ad una terra dove memoria e patrimonio culturale convivono con una natura straordinaria. Fino al 29 settembre 2026 l'Antiquarium Comunale di Centuripe ospita la mostra Sicilia. Un'isola, tante Sicilie. Fotografia, memoria e patrimonio culturale nell'opera di Armando Rotoletti, dedicata a oltre trent'anni di ricerca fotografica sull'isola da parte del fotografo nato a Messina nel 1958.
Costretto a lasciare la Sicilia in giovane età per ragioni di lavoro, Rotoletti non ha mai reciso il legame con la sua terra d'origine. A partire dalla fine degli anni Ottanta, la Sicilia diventa per lui un luogo da esplorare sistematicamente, un campo di osservazione privilegiato in cui far convergere esperienza biografica e pratica professionale di fotogiornalista. In mostra c'è una selezione significativa di scatti realizzati nell'arco di oltre tre decenni, che nel loro insieme restituiscono una visione personale dell'isola intesa come «isola-mondo». Scopri di più.
Pubblicato il 04/06/2026 dalla Redazione
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