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10 Mostre da non perdere entro la fine di Giugno

Con la fine di giugno si chiude anche la stagione primaverile delle grandi mostre italiane, molte delle quali giungeranno al termine proprio negli ultimi giorni del mese. In questo articolo segnaliamo dieci esposizioni da visitare prima della chiusura, selezionate per la qualità del percorso espositivo e per la rilevanza degli artisti coinvolti. Si va da nomi imprescindibili come Picasso, Gauguin, Fattori e Pistoletto, a mostre collettive di forte impatto curatoriale.

Picasso lo straniero, allestimento di mostra (C) Succession Picasso by SIAE 2025. Foto di Vinicio Ferri

Le mostre in chiusura coinvolgono importanti sedi espositive in grandi città, come Roma, Milano e Torino, ma anche centri di media dimensione come Rovigo, Forlì e Terni, offrendo così uno spaccato ampio e articolato della proposta espositiva sul territorio nazionale. Per gli amanti dell'arte che risiedono o hanno in programma un viaggio o una visita in una di queste località, vale la pena inserirle tra le cose da fare prima della fine del mese: sono mostre di grande qualità, molte delle quali rappresentano occasioni assolutamente uniche.

1. Picasso lo straniero

Roma, Palazzo Cipolla – Fino al 29 giugno 2025

La mostra "Picasso lo straniero" a Palazzo Cipolla di Roma rappresenta la seconda tappa italiana di un progetto espositivo di grande rilievo internazionale. Si tratta infatti del quinto appuntamento di un progetto espositivo che, negli ultimi quattro anni, si è spostata da Parigi (Palais de la Porte Dorée) a New York (galleria Gagosian), a Milano (Palazzo Reale) e Mantova (Palazzo Te).

Oltre 100 opere, tra dipinti, sculture, disegni, ceramiche e fotografie, raccontano il percorso di Pablo Picasso come artista straniero in Francia, esplorando come l'essere immigrato abbia influito nell'evoluzione della sua identità e innovazione artistica. Un focus particolare è dedicato alla primavera romana del 1917 e alla ceramica come pratica sovversiva. La mostra, organizzata da Fondazione Roma con Marsilio Arte, offre un'occasione unica per approfondire la figura di Picasso da una prospettiva inedita. Scopri di più.

2. Casorati

Milano, Palazzo Reale – Fino al 29 giugno 2025

Casorati, Raja

Raja, 1924-1925, tempera su tavola, 120 x 100 cm. Collezione privata. Photo Credit: Matteo De Fina. © Felice Casorati by SIAE

La retrospettiva dedicata a Felice Casorati a Palazzo Reale di Milano celebra uno dei protagonisti dell'arte italiana del Novecento. Attraverso una selezione di opere significative, la mostra ripercorre l'evoluzione stilistica dell'artista, evidenziando la sua capacità di coniugare tradizione e modernità. Un viaggio affascinante tra simbolismo, realismo magico e sperimentazioni formali che hanno segnato la carriera di Casorati.... leggi il resto dell'articolo»

La mostra, promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con l'Archivio Casorati, ripercorre in ordine cronologico, attraverso 14 sale, le diverse stagioni della sua produzione, dagli esordi nei primi anni del Novecento fino agli anni Cinquanta. Sono oltre cento le opere presentate per l'occasione, tra dipinti su tela e tavola, sculture, opere grafiche della stagione simbolista, bozzetti per scenografie di opere realizzate per il Teatro alla Scala, tutte di assoluto rilievo e raffinata qualità, selezionate per la loro esemplare storia espositiva. Scopri di più.

3. Hammershøi e i pittori del silenzio tra il nord Europa e l'Italia

Rovigo, Palazzo Roverella – Fino al 29 giugno 2025

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La mostra a Palazzo Roverella di Rovigo è la prima mostra completa e antologica dedicata in Italia a Vilhelm Hammershøi, pittore danese noto per le sue atmosfere silenziose e introspective. Oltre 100 opere, tra cui quelle di artisti europei contemporanei, offrono una riflessione sul tema del silenzio e della solitudine nell'arte. Un'esperienza immersiva che invita alla contemplazione e all'ascolto del non detto.

Uno dei focus della mostra è il rapporto tra Hammershøi e l'Italia, dove venne in tre occasioni, in due casi per soggiorni piuttosto lunghi. La prima volta il suo viaggio passò da Verona, Bologna, per poi girare la Toscana e di ritorno fermarsi a Padova per ammirare Giotto alla Cappella degli Scrovegni. Hammershøi non era tanto interessato al pieno Rinascimento e i suoi massimi interpreti, ma soprattutto ai "primitivi" (Giotto, Cimabue, Duccio), fino Masaccio e Masolino, il Beato Angelico, in sostanza non oltre la fine del Quattrocento.

Morto prematuramente nel 1916, ad appena 52 anni, e presto dimenticato, furono i registi Scandinavi come Bergman e Dreyer a riscoprire per primi le atmosfere e le rigorose geometrie degli interni rappresentati da Hammershøi. Scopri di più.

4. Il Ritratto dell'Artista. Nello specchio di Narciso

Forlì, Museo Civico San Domenico – Fino al 29 giugno 2025

Ritratto d'artista

Installation view, Il Ritratto dell'Artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie, Museo Civico San Domenico, 2025.
ph. Emanuele Rambaldi

"Il Ritratto dell'Artista. Nello specchio di Narciso" è una mostra che esplora l'autoritratto come forma di introspezione e rappresentazione dell'identità artistica. Attraverso opere di maestri che hanno lasciato un segno nella storia dell'arte, come Giovanni Bellini, Tintoretto, Rembrandt, De Chirico, Bacon e Bill Viola, l'esposizione offre una panoramica sull'evoluzione dell'autoritratto dal Quattrocento ai giorni nostri. Un percorso affascinante che mette in luce il dialogo tra l'artista e la propria immagine.

La mostra è curata da Cristina Acidini, Fernando Mazzocca, Francesco Parisi e Paola Refice, e promossa della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dal Museo Civico San Domenico. Scopri di più.

5. Flora. L'incanto dei fiori nell'arte italiana dal Novecento a oggi

Mamiano di Traversetolo (Parma), Fondazione Magnani-Rocca – Fino al 29 giugno 2025

Mario Schifano

Mario Schifano, Orto botanico, 1981, smalto su tela. Collezione Tonelli, Terni

"Flora" è una celebrazione della bellezza effimera dei fiori attraverso oltre 150 opere di artisti italiani dal Novecento a oggi. Da Segantini a Depero, da Morandi a Schifano, la mostra esplora il fiore come simbolo, decorazione e soggetto artistico. Allestita nella suggestiva Villa dei Capolavori e immersa nel Parco Romantico, l'esposizione offre un percorso sensoriale tra arte e natura.

Tra le opere esposte troviamo le Ortensie di Segantini, Longoni e Fornara, le Dalie di Previati e Donghi, l'esplosiva Flora magica di Depero e i mazzi ipnotici di fiordalisi, papaveri e margherite di Casorati, il Gladiolo fulminato di de Pisis e i Crisantemi di de Chirico e Cremona, inserite in un percorso che attraversa Simbolismo, Futurismo, Realismo magico, Astrazione e le nuove forme espressive della contemporaneità. Scopri di più.

6. Giovanni Fattori 1825-1908. Il genio dei Macchiaioli

Piacenza, XNL Piacenza – Fino al 29 giugno 2025

Giovanni Fattori

Giovanni Fattori - In vedetta. Il muro bianco 1874 circa. Trissino, Fondazione Progetto Marzotto © Fondazione Progetto Marzotto, Trissino

La mostra dedicata a Giovanni Fattori presso XNL Piacenza celebra il bicentenario della nascita del maestro dei Macchiaioli. Attraverso una selezione di opere rappresentative, l'esposizione ripercorre la carriera dell'artista, evidenziando il suo contributo fondamentale all'arte italiana dell'Ottocento. Un'occasione per riscoprire la modernità e l'innovazione di Fattori nel contesto del suo tempo.

La mostra pone particolare attenzione alla produzione grafica dell'artista, composta da acqueforti di straordinaria bellezza, e si conclude con un'area dedicata al contemporaneo, dove le immagini, liriche e introspettive, di Elger Esser indagano la relazione tra pittura e fotografia, mostrando un affascinante equilibrio tra paesaggio e memoria storica. Scopri di più.

7. Gauguin. Il diario di Noa Noa e altre avventure

Torino, Mastio della Cittadella – Fino al 29 giugno 2025

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La mostra "Gauguin. Il diario di Noa Noa e altre avventure" al Mastio della Cittadella di Torino esplora il viaggio di Gauguin a Tahiti e l'influenza di questa esperienza sulla sua produzione artistica, offrendo così uno sguardo approfondito sull'opera e la vita dell'artista francese. Attraverso le opere grafiche, ma anche dipinti, disegni e documenti, ci offre un'immersione nell'universo esotico e simbolico di uno dei protagonisti dell'arte moderna.

A rappresentare il nucleo centrale dell'esposizione sono le 23 preziose xilografie del Diario di Noa Noa (1893-94), scritto dall'artista durante il suo primo soggiorno nella Polinesia francese e arricchito da sue illustrazioni realizzate con l'antica tecnica dell'incisione su legno, stampate da Daniel de Monfreid. Presenti anche 12 litografie a colori di Vincent van Gogh. Scopri di più.

8. Rauschenberg e il Novecento

Milano, Museo del Novecento – Fino al 29 giugno 2025

Summer Glut Fence

Robert Rauschenberg Summer Glut Fence, 1987 Assembled metal parts and plastic objects 107 x 220 x 19 cm 87.057 (RR 1279) © Robert Rauschenberg Foundation / ARS, New York, 2025 Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul Photo: Charles Duprat

La mostra al Museo del Novecento di Milano propone un dialogo tra le opere di Robert Rauschenberg e l'arte del Novecento. Attraverso una selezione di lavori significativi, l'esposizione evidenzia l'influenza dell'artista americano sul panorama artistico internazionale e il suo ruolo nell'evoluzione dell'arte contemporanea. Un'occasione per riflettere sull'interazione tra linguaggi artistici e contesti culturali diversi.

L'esposizione pone in dialogo le opere di Rauschenberg con la collezione permanente lungo le varie sale del Museo, a partire dalla Galleria del Futurismo, dove uno dei suoi Gluts si confronta con Giacomo Balla e il suo sfrenato entusiasmo per l'automobile e la velocità, per salire fino alla sala con vista su Piazza del Duomo, che ora ospita le opere Posa bianca e Posa vera di Jannis Kounellis e soprattutto l'imponente Festa cinese del maestro della pop art italiana Mario Schifano. Qui si trova Summer Glut Fence, del 1987, tra i lavori più pop dell'artista americano nonché la sua ultima serie di sculture in metallo. Scopri di più.

9. Da Degas a Boldini. Uno sguardo sull'Impressionismo tra Francia e Italia

Terni, Palazzo Montani Leoni – Fino al 29 giugno 2025

Da Degas a Boldini


La mostra "Da Degas a Boldini" a Palazzo Montani Leoni di Terni esplora le connessioni tra l'Impressionismo francese e l'arte italiana. Attraverso opere di artisti come Degas, Boldini e altri, l'esposizione mette in luce le influenze reciproche e le peculiarità stilistiche che hanno caratterizzato questo periodo artistico. Un viaggio tra luce, colore e movimento che racconta l'evoluzione dell'arte tra due culture.

Con 44 opere tra sculture, dipinti e scritti, provenienti da importanti Musei nazionali e internazionali, dalle Collezioni d'arte delle Fondazioni bancarie e degli Istituti di credito, la mostra di Terni intende celebrare prevalentemente gli artisti italiani che, dalla metà dell'Ottocento agli anni '20 del Novecento, hanno dato lustro al nostro Paese e che non sempre sono stati adeguatamente onorati, in quanto la loro fama è stata oscurata dal successo dominante del movimento francese. Scopri di più.

10. Michelangelo Pistoletto. Metawork

Caserta, Reggia di Caserta – Fino al 29 giugno 2025

Pistoletto, Metawork

Divisione Moltiplicazione Terzo Paradiso © Foto Valeria Lombardi, Reggia di Caserta

Per la conclusione di questa rassegna di dieci mostre da non perdere prima della conclusione del mese di giugno, guardiamo ad un progetto di arte contemporanea.

"Metawork" è una grande retrospettiva dedicata a Michelangelo Pistoletto, ospitata nella splendida cornice della Reggia di Caserta. La mostra ripercorre la carriera dell'artista attraverso una selezione di opere emblematiche, evidenziando il suo contributo all'arte contemporanea e il suo impegno sociale. Un'esposizione che invita a riflettere sul ruolo dell'arte nella società e sulla capacità dell'artista di influenzare il mondo che lo circonda.

Tra le opere in mostra troviamo Divisione Moltiplicazione - Terzo Paradiso, che rientra nella serie di lavori nata dalla constatazione che lo specchio può riflettere qualsiasi cosa tranne se stesso. Sulle otto coppie di specchi che compongono l'opera è rappresentato il simbolo del Terzo Paradiso, una riconfigurazione del segno matematico d'infinito nella quale, tra i due cerchi che compongono il simbolo dell'infinito assunti da Pistoletto a significato dei due poli opposti di natura e artificio, viene inserito un terzo cerchio. Scopri di più sulla mostra.


Pubblicato il 07/06/2025 dalla Redazione

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