5 Mostre a Milano
1. Phillip Toledano. Another America
In occasione della XIV edizione di MIA Photo Fair, che si terrà dal 20 al 23 marzo 2025 a Superstudio più, Milano, Tallulah Studio Art è lieta di presentare, per la prima volta a Milano, il progetto fotografico Another America dell'artista londinese Phillip Toledano, raccolto nel libro edito da L'Artiere e pubblicato nel 2024. Questo lavoro innovativo sfida la concezione tradizionale della fotografia come mezzo di verità, impiegando immagini generate dall'Intelligenza Artificiale (AI) che si intrecciano con una serie di brevi racconti firmati dallo scrittore John Keeney, rinomato per i suoi contributi al The New Yorker.
Phillip Toledano è tra i 15 finalisti del BNL BNP Paribas Award. L'opera vincitrice verrà comunicata alle ore 12.00 durante la conferenza stampa di apertura del MIA, presso l'Area Talk, mercoledì 19 marzo alle ore 12.00.
Toledano definisce il suo stile "surrealismo storico", una riflessione sulla fluidità della verità in un mondo sempre più dominato da narrazioni soggettive. Le sue fotografie, richiamando l'iconografia degli Stati Uniti degli anni '40 e '50, mescolano familiarità e dissonanza per esplorare il ruolo della tecnologia nella ridefinizione della memoria collettiva. Scopri di più.
2. Aurelio Amendola a MIA Photo Fair e BUILDING

Aurelio Amendola, Tomba di Giuliano de' Medici, Cappelle Medicee, Basilica di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, Firenze, 2004, carta Baryta, stampa ai sali d'argento, bianco e nero, 110 x 150 cm, © Aurelio Amendola
BUILDING presenta, dal 20 al 23 marzo 2025, nell'ambito della quattordicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas, Aurelio Amendola, una selezione di fotografie di grande formato a opera del fotografo Aurelio Amendola (Pistoia, 1938). L'esposizione presenta una serie di ritratti d'artista realizzati dal Maestro nell'arco di un decennio, dal 1970 ai primi anni del 1980: un'indagine intima e sagace sui volti che hanno fatto la storia dell' arte del nostro tempo, indagati attraverso il suo obiettivo fotografico.... leggi il resto dell'articolo»
L'allestimento consiste in 16 fotografie di grandi artisti del secondo Novecento, italiani e stranieri, colti in uno stato di vera immersione nella loro arte, diventando i soggetti della loro stessa opera. La serie assume il valore di testimoniare lo spazio quotidiano all'interno del quale questi artisti operavano e sviluppavano la propria poetica.
In concomitanza con la presente edizione della fiera, dal 19 al 22 marzo, l'esposizione Aurelio Amendola si estende negli spazi di BUILDING TERZO PIANO, dove sono esposte opere in cui l'artista si concentra su tre grandi maestri del passato: Michelangelo Buonarroti (1475-1564), Antonio Canova (1757-1822) e Gian Lorenzo Bernini (1598-1680). Scopri di più.
3. Al MIA Photo Fair "Pacanowska / Pacanowski" di Andrea Pacanowski

Ph.A.Pacanowski 17, 2692, 157x110
In occasione della 14ª edizione di MIA Photo Fair, a tema "Dialoghi", viene presentato in anteprima nazionale il progetto artistico Pacanowska / Pacanowski – Due epoche, un dialogo di Andrea Pacanowski, una ricerca artistica che supera i confini tra fotografia e pittura, tra passato e presente, tra memoria e reinterpretazione.
Artista poliedrica Felicia Pacanowska ha attraversato il Novecento con un'arte che spazia dall'espressionismo al cubismo fino all'astrazione, mentre Andrea Pacanowski reinterpreta oggi il suo lavoro attraverso la fotografia, grazie anche alla collaborazione del graphic designer Stefano Zingaro.
"Pacanowska / Pacanowski" non è solo un tributo, ma un esperimento artistico che sfida i confini tra pittura, grafica e fotografia, tra memoria e contemporaneità, restituendo una visione rinnovata dell'arte moderna. L'anteprima, presentata da Liquid Art System, sarà visitabile dal 20 al 23 marzo 2025 presso Superstudio Più, Via Tortona 27, Milano. Scopri di più.
4. George Hoyningen-Huene. Glamour e avanguardia

George Hoyningen-Huene. Lee Miller and Agneta Fischer, 1932 © George Hoyningen-Huene Estate Archives
Fino al 18 maggio 2025, è in programma a Palazzo Reale a Milano la mostra "George Hoyningen-Huene. Glamour e avanguardia", per celebrare, a 125 anni dalla nascita, uno dei pionieri della fotografia di moda. Curata da Susanna Brown, per oltre dodici anni curatrice del Victoria & Albert Museum di Londra, l'esposizione – prima assoluta in Italia - si compone di oltre 100 fotografie, distribuite in 10 sezioni, con stampe al platino che esaltano lo stile elegante e sobrio del fotografo, oltre a sottolineare il suo uso innovativo delle tecniche di stampa e le influenze artistiche che ne segnarono il lavoro.
L'esposizione ripercorre tematicamente la carriera di George Hoyningen-Huene (San Pietroburgo 1900 – Los Angeles 1968), figlio di un'americana e di un barone estone, che dopo la rivoluzione d'ottobre lascia la Russia e scappa con la famiglia a Londra, prima di trasferirsi nel 1920 a Parigi, dove entra a far parte della cerchia ristretta di Man Ray, con il quale collabora attivamente, e frequenta alcuni artisti surrealisti come Salvador Dalì, Lee Miller, Pablo Picasso, Paul Eluard e Jean Cocteau. Definito da Richard Avedon "un genio, il maestro di tutti noi", grazie ai ritratti e alle composizioni fotografiche - tra le più sorprendenti del ventesimo secolo - George Hoyningen-Huene è tra i primi negli anni '20 e '30 a catturare lo stile delle case di moda haute couture di Parigi, tra cui Chanel, Balenciaga, Schiaparelli e il gioielliere Cartier.Scopri di più.
5. Dina Goldstein alla Fabbrica Eos

Dina Goldstein, Gods of Suburbia, Buddha. Progetto fotografico a cura di Patrizia Madau ©️Dina Goldstein, Courtesy Tallulah Studio Art, Italy
Il 23 marzo si chiude la mostra, presentata da Tallulah Studio Art in collaborazione con Fabbrica Eos, che vede protagonista Dina Goldstein, l'artista visiva contemporanea israelo-canadese, residente a Vancouver, che attraverso il suo occhio fotografico invita a riflettere sulla bellezza e sull'ironia della vita. Nata nel 1969 a Tel Aviv, Dina Goldstein ha saputo crearsi un percorso che ha lasciato un segno nel panorama dell' arte contemporanea, distinguendosi per i suoi lavori che fondono il surrealismo pop con una critica sociale profonda.
Il percorso espositivo presenta una selezione dei suoi progetti più celebri, tra cui spicca In the Dollhouse, in cui Dina Goldstein esplora le tematiche della bellezza, del potere e della sessualità attraverso le immagini iconiche di Ken e Barbie. Queste due bambole, simboli di perfezione e aspirazioni irrealistiche, diventano protagoniste di scenari che mettono in discussione le nostre percezioni sulla vita reale. Dina Goldstein riesce a stravolgere l'idea di felicità perfetta per mostrarci che anche le figure più luminose possono nascondere ombre e insoddisfazione. Scopri di più.
Nel resto d'Italia
6. Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray

Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray, Installation view
Al Museo Storico della Fanteria di Roma, la mostra Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray esplora il legame tra il fotografo ungherese, naturalizzato americano, e la pittrice messicana, ma soprattutto restituisce un'immagine della femminilità e della personalità di Frida Kahlo, attraverso lo sguardo di chi condivise con lei una profonda amicizia e una relazione romantica per circa 10 anni.
La mostra presenta un percorso con circa 50 fotografie, in bianco e nero e a colori, scattate tra il 1937 e il 1946, provenienti dall'archivio di Nickolas Muray, che immortalano l'artista messicana in diverse situazioni, pubbliche e private, rivelando molteplici aspetti della sua personalità e del suo carattere, mettendo in risalto la sua forza interiore e la sua bellezza unica. Scopri di più.
7. Brassaï. L'occhio di Parigi a Bassano del Grappa

Doppio autoritratto: Brassai e la moglie Gilberte all'Hotel Carlton di Cannes, marzo 1946. - stampa vintage © Estate Brassaï Succession - Philippe Ribeyrolles (dettaglio)
Curata da Philippe Ribeyrolles, nipote del celebre fotografo, e da Barbara Guidi, direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa, questa esposizione, visitabile fino al 21 aprile, rappresenta un omaggio al grande maestro della fotografia, capace di immortalare la città francese nei suoi mille volti, dal glamour dei caffè alla misteriosa Parigi notturna.
Quasi 200 stampe originali, realizzate dallo stesso Brassaï, offrono una rara opportunità di immergersi nel lavoro di un artista che ha saputo trasformare la realtà in poesia visiva. Accompagnate da documenti, sculture, e persino un film premiato a Cannes (premio come film più originale nel 1956), le opere conducono i visitatori in una passeggiata intima e senza tempo tra i vicoli, i volti e le luci della capitale francese.
Un punto focale della mostra è la celebre serie Parigi di notte. Qui, l'oscurità non nasconde ma rivela, trasformando la città in un teatro di luci e ombre. Monumenti avvolti dalla nebbia, nottambuli in pose spontanee, e angoli anonimi diventano straordinari grazie all'occhio di Brassaï. Era solito misurare i tempi di esposizione con il consumo di una sigaretta, dimostrando una sensibilità unica verso il ritmo della luce e dell'oscurità. Scopri di più.
8. Henri Cartier-Bresson e l'Italia a Camera di Torino

Henri Cartier-Bresson, Siena, 1953 © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos
A cura di Clément Chéroux e Walter Guadagnini e accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore, Henri Cartier-Bresson e l'Italia è una mostra scandita cronologicamente dai viaggi di Cartier-Bresson attraverso la penisola da Nord a Sud.
Realizzata in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi, l'esposizione si focalizza sui momenti cruciali della carriera del fotografo a partire dagli anni Trenta: è proprio nel corso di questo primo viaggio che l'ancora giovanissimo artista acquisisce nuove consapevolezze sulla sua carriera e definisce la cifra stilistica che lo renderà riconoscibile in tutto il mondo.
Il fotografo, definito l'occhio del secolo, viene presentato anche attraverso una ricca raccolta di testimonianze editoriali, capaci di raccontare tra giornali, riviste e libri, le tappe del rapporto tra il Maestro e l'Italia. La mostra è visitabile fino al 6 aprile 2025. Scopri di più.
9. Dorothea Lange, la mostra a Perugia

Dorothea Lange, Casa di un cliente del progetto di riabilitazione rurale, agosto 1936
Chiuderà il 23 marzo presso Palazzo della Penna - Centro per le arti contemporanee di Perugia la mostra "Dorothea Lange" organizzata dal Comune di Perugia in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.
Curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, la mostra si compone di oltre 130 scatti che raccontano dieci anni di lavoro fondamentali nel percorso di questa straordinaria autrice. Il percorso espositivo si concentra sugli anni Trenta e Quaranta, periodo nel quale documenta gli eventi epocali che hanno modificato l'assetto economico e sociale degli Stati Uniti.
Crisi climatica, migrazioni, discriminazioni: a quasi un secolo dalla realizzazione di queste immagini, i temi trattati da Dorothea Lange sono di assoluta attualità e forniscono spunti di riflessione e occasioni di dibattito sul presente, oltre a evidenziare una tappa imprescindibile della storia della fotografia del Novecento. Scopri di più.
10. Richard Avedon. Italian Days

Richard Avedon. Bette Midler, New York, December 21, 1971 © The Richard Avedon Foundation Courtesy Gagosian
Gagosian è lieta di presentare, fino al 17 maggio, Italian Days, una mostra in cui più di venti fotografie scattate da Richard Avedon per le strade di Roma, della Sicilia e di Venezia - diciotto delle quali della serie Italy (1946-48), presentata qui per la prima volta nella sua interezza - dialogano con ritratti di figure iconiche che incarnano il suo stile distintivo. In mostra anche alcune immagini di una serie del 1946, che ritraggono Zazi, una performer di strada romana. Gagosian rappresenta il lavoro di Richard Avedon globalmente dal 2011.
Dal suo primo arrivo a Roma nel 1946 subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando l'Italia era ancora in gran parte inaccessibile ai visitatori, Avedon compì diversi viaggi nel Paese nel corso del decennio successivo. Le molteplici serie di fotografie realizzate durante questi viaggi esplorativi sono state cruciali per lo sviluppo del suo sofisticato approccio al ritratto. Scopri di più.
11. Chromotherapia. La fotografia a colori che rende felici

CHROMOTHERAPIA, Installation View © Daniele Molajoli
Prosegue fino al 9 giugno 2025 la mostra che vede come curatori Maurizio Cattelan e Sam Stourdzé, e che ripercorre la storia della fotografia a colori lungo tutto il XX secolo, attraverso lo sguardo acuto di 19 artisti. L'itinerario espositivo di Chromotherapia. La fotografia a colori che rende felici, articolato in 7 sezioni, ci trasporta in mondi vibranti e saturi in cui il colore colpisce la retina e mette in gioco l'intelletto.
Tra gli artisti in mostra, William Wegman (1943, Holyoke, USA), che immortala con tenerezza i suoi cani, trasformandoli in icone artistiche, Juno Calypso (1989, Londra, UK), che stravolge le convenzioni visive del cinema e della pubblicità per mettere in discussione le imposizioni che affliggono la femminilità, Arnold Odermatt (1925, Oberdorf – 2021, Stans, CH), che documenta gli incidenti stradali in composizioni meticolose, dove la poesia si sostituisce al dramma, e Walter Chandoha (1920, Bayonne – 2019, Annandale, USA), soprannominato "The Cat Photographer". Scopri di più.
12. Robert Doisneau alla Galleria Nazionale dell'Umbria

Robert Doisneau, Le Baiser de l'Hôtel de ville, Paris 1950 © Atelier Robert Doisneau
Fino al 4 maggio 2025, la Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia, nello spazio CAMERA OSCURA dedicato alla fotografia, allestito all'interno del percorso espositivo del museo perugino, ospita per la prima volta in Umbria la mostra In breve, Robert Doisneau, a cura di Alessandra Mauro. L'esposizione presenta 30 fotografie che raccontano l'intera poetica del fotografo parigino: tra di esse spicca la sua immagine più iconica, il famoso Bacio dell'Hotel de Ville, pubblicato sulla rivista americana Life nel 1950 e divenuto immediatamente il simbolo di epoca e di una generazione.
La mostra si compone di una scelta di immagini tra le più celebri della sua produzione, in una selezione messa a punto con i suoi eredi e l'Atelier Robert Doisneau di Parigi. Scopri di più.
13. Women Power ad Abano Terme

Marilyn Monroe during the filming of The Misfits, Nevada, USA, 1960. © Inge Morath/Magnum Photos
Apre al pubblico il 22 marzo al Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme la mostra Women Power. L'universo femminile nelle fotografie dell'Agenzia Magnum dal dopoguerra a oggi, a cura di Walter Guadagnini e Monica Poggi. L'esposizione esplora, attraverso immagini iconiche dell'agenzia MAGNUM Photos, il ruolo della donna dal secondo dopoguerra a oggi, mettendo in luce la forza e la complessità del cammino femminile verso l'emancipazione e le trasformazioni sociali che hanno segnato la condizione delle donne negli ultimi settant'anni.
Il percorso della mostra si articola in sei nuclei tematici che esplorano il contesto familiare, la crescita, l'identità, i miti della bellezza e della fama, le battaglie politiche e la guerra. Ognuno di questi temi è rappresentato da lavori realizzati da alcune delle più importanti autrici di Magnum Photos, tra cui Inge Morath, Eve Arnold, Olivia Arthur, Myriam Boulos, Bieke Depoorter, Nanna Heitmann, Susan Meiselas, Lúa Ribeira, Alessandra Sanguinetti, Marilyn Silverstone e Newsha Tavakolian. Scopri di più.
14. Peter Hujar. Azioni e ritratti/viaggi in Italia

Peter Hujar, Orgasmic Man, 1969 20 x 16 in. © The Peter Hujar Archive/Artists Rights Society (Ars), Ny
Prosegue fino a domenica 11 maggio 2025, al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, la mostra Peter Hujar: Azioni e ritratti / viaggi in Italia a cura Grace Deveney con Stefano Collicelli Cagol. Peter Hujar (nato nel 1934 a Trenton, New Jersey) muore nel 1987 per complicazioni correlate all'AIDS, lasciando una raccolta di fotografie complesse e profonde. Hujar è stato una figura di punta tra gli artisti, i musicisti, gli scrittori e la gente di spettacolo d'avanguardia nella scena culturale del centro di New York negli anni '70 e nei primi anni '80, e riscuoteva un enorme rispetto per l'assoluta irremovibilità dell'atteggiamento nei confronti del lavoro e della vita.
La selezione di fotografie dei viaggi italiani di Hujar raccoglie una visione inaspettata del Paese che stava vivendo una repentina trasformazione, dal Secondo dopoguerra al boom economico. Hujar è stato in Italia in diverse occasioni, dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, in questi decenni ha avuto l'opportunità di visitare Firenze, Sperlonga, Palermo, Napoli, solo per citarne alcune. Durante questi viaggi, ha osservato le persone, il paesaggio e gli animali in modo da riflettere la complessità del Paese. Scopri di più.
15. Elliott Erwitt. Icons

Ellio Erwitt, New York, 2000
Gli Arsenali Repubblicani di Pisa, fino al al 4 maggio 2025, accolgono una retrospettiva dedicata ad uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea. La mostra Elliott Erwitt. Icons, curata da Biba Giacchetti, celebra il genio fotografico di Elliott Erwitt attraverso 80 scatti iconici che catturano la storia, il costume e l'ironia del Novecento. Le immagini in esposizione offrono uno spaccato unico della sua lunga carriera, rivelando lo sguardo surreale, romantico e spesso giocoso che ha reso inconfondibile il suo stile. La mostra propone alcuni dei momenti più celebri immortalati da Erwitt, come l'incontro tra Nixon e Kruscev, l'immagine commovente di Jackie Kennedy al funerale del marito e il celebre incontro di pugilato tra Muhammad Alì e Joe Frazier.
Accanto a queste fotografie storiche, il pubblico potrà ammirare i famosi ritratti di Marilyn Monroe, Che Guevara e Marlene Dietrich. Non mancano immagini intime e familiari, come quella della primogenita di Erwitt ritratta sul letto con la madre, e le foto intrise di ironia, come quelle dedicate ai suoi amati cani o scattate durante il matrimonio a Bratsk. Scopri di più.
16. Steve McCurry - Children

Mongolia, 2018 ©Steve McCurry All rights reserved
A Fermo, presso il Palazzo dei Priori, una straordinaria galleria di ritratti esplora tutte le sfaccettature dell'infanzia, accomunate da un elemento universale: lo sguardo dell'innocenza. I bambini immortalati da McCurry, pur diversi per etnia, abiti e tradizioni, condividono la stessa energia inesauribile, la gioia di vivere e la capacità di giocare anche nei contesti più difficili, spesso segnati da povertà, conflitti o condizioni ambientali estreme. Il visitatore sarà guidato in un viaggio ideale accanto a McCurry, attraverso paesi come India, Birmania, Pakistan, Tibet, Afghanistan, Libano, Etiopia e Cuba.
La mostra Steve McCurry - Children, visitabile fino al 4 maggio 2025, propone oltre 50 fotografie, che consentono al pubblico di ammirare l'unica esposizione tematica interamente dedicata ai bambini, realizzata nell'arco di quasi cinquant'anni di carriera. Le immagini, provenienti da ogni angolo del mondo, ritraggono i più piccoli in scene di vita quotidiana, offrendo un omaggio a questo periodo straordinario della vita. Scopri di più.
17. Philippe Halsman. Lampi di Genio

Dalí Atomicus, con Salvator Dalí, Stati Uniti, 1948, © Philippe Halsman Archive 2025 / image rights of Salvador Dali reserved Fundacio Gala-Salvador Dali
Philippe Halsman (1906-1979) è stato un fotografo lettone naturalizzato statunitense, celebre per i suoi ritratti iconici di personaggi famosi e per la sua collaborazione con Salvador Dalí. Nato a Riga, Lettonia il 2 maggio 1906, negli anni '30 si trasferì a Parigi, dove iniziò a lavorare come fotografo di moda e ritrattista. Fuggito dall'Europa nel 1940 a causa della Seconda Guerra Mondiale, si stabilì a New York. Collaborando con Salvador Dalí, realizzò scatti surrealisti, tra cui il celebre "Dalí Atomicus" (1948), in cui Dalí e oggetti fluttuano nell'aria. Scattò oltre 101 copertine per LIFE Magazine, immortalando celebrità come Marilyn Monroe, Albert Einstein, Audrey Hepburn, Alfred Hitchcock e molti altri.
Si intitola "Lampi di Genio" la mostra fotografica diffusa a Salerno che si protrarrà fino al 2 giugno, mettendo in dialogo alcuni siti storicoartistici della città antica con l'arte fotografica di uno tra i più originali ritrattisti del Novecento. Il corpo centrale della mostra, che, in tutto, prevede l'esposizione di 106 opere di cui 7 inedite in Italia oltre a postcards della famiglia Halsman, anche queste inedite, libri e riviste d'epoca, è allestito nei saloni di Palazzo Fruscione, storico fabbricato del XIII Secolo. Scopri di più.
18. Bruno Barbey. Les Italiens
Milan, Italy, 1966. © Bruno Barbey/Magnum Photos
Presso la Galleria Harry Bertoia e altri luoghi della città di Pordenone, per la prima volta in Italia viene esposto il progetto fotografico che il celebre fotografo francese Bruno Barbey (Marocco 1941 – Parigi 2020) realizzò in Italia fra il 1962 e il 1966 mentre studiava in Svizzera. All'inizio degli anni '60 Bruno Barbey, cercando di ritrarre gli italiani, fotografò tutti i livelli della società, sia per strada che in interni.
La mostra Bruno Barbey. Les Italiens, curata da Caroline Thiénot-Barbey e Marco Minuz, presenta una settantina di stampe che offrono ai nostri occhi questo straordinario affresco dell'Italia di quel tempo, che racconta una moderna comédie humaine, tra mendicanti, sacerdoti, suore, carabinieri, prostitute e mafiosi; figure archetipiche il cui fascino esotico ha contribuito a rendere così popolari i film di Pasolini, Visconti e Fellini in un immaginario internazionale. L'Italia che "alza la testa" dopo gli orrori e le miserie generati dalla guerra. Scopri di più.
19. Walter Rosenblum. Master of Photography

Walter Rosenblum: Chick's Candy Store, Pitt Street, N.Y.C., 1938
Walter Rosenblum (New York City, 1919-2006) rappresenta una figura importante della fotografia del XX secolo. A 18 anni entrò a far parte della Photo League, dove conobbe Paul Strand, suo mentore e amico, e altri significativi fotografi, tra i quali Berenice Abbott e Lewis Hine. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Rosenblum prestò servizio come fotografo e cineoperatore nell'esercito americano e partecipò allo sbarco in Normandia a Omaha Beach. Si trovò tra i primi a filmare l'interno del campo di concentramento di Dachau. Rosenblum è stato uno dei fotografi più decorati della Seconda Guerra Mondiale.
La mostra Walter Rosenblum. Master of Photography vuole dare completezza al suo straordinario percorso espressivo attraverso un'importante raccolta di sue fotografie vintage, molte delle quali mai esposte prima. Viene così offerta l'opportunità di conoscere il lavoro di questo straordinario autore, uno dei più importanti fotografi americani del secolo scorso. In Italia, dopo la grande mostra del 1999 a Padova, ritorna il suo lavoro con un percorso di oltre 110 fotografie e documentazione d'epoca.
Come scrive Angelo Maggi, curatore della mostra: "Attraverso i suoi scatti, Rosenblum ha saputo immortalare l'autenticità dell'esperienza umana, regalando a noi tutti un messaggio di speranza e resilienza. Il suo lavoro, quindi, non si limita a essere una testimonianza del passato, ma continua a essere una fonte di ispirazione, invitandoci a vedere il mondo con occhi nuovi e a cogliere la luce nelle situazioni più oscure. L'opera del fotografo è ampia e ha dato un contributo importante alla storia della fotografia sia per il suo impegno e rilevanza teorica, sia per l'eccellenza artistica delle immagini". Scopri di più.
20. Olivo Barbieri alle Gallerie d'Italia - Torino

Site specific, SHANGHAI © Olivo Barbieri
Intesa Sanpaolo apre al pubblico fino al 7 settembre 2025 alle Gallerie d'Italia – Torino la mostra Olivo Barbieri. Spazi Altri a cura di Corrado Benigni. Uno sguardo sulla Cina attraverso le immagini del grande fotografo Olivo Barbieri realizzate in un arco temporale di trent'anni, che colgono le polarità e i contrasti di un Paese tra nette antitesi: frenesia e vuoto, postmodernità e antico. Dualismo che caratterizza anche la stessa arte di Olivo Barbieri, uno dei fotografi più innovativi e originali, le cui immagini oscillano tra vero e rappresentazione del vero, tra mondo immaginato e mondo riprodotto.
È il 1989 quando Olivo Barbieri compie il suo primo viaggio in Cina, casualmente proprio durante i fatti di Piazza Tienanmen. Da allora ha inizio un approfondimento che per tre decenni conduce regolarmente l'artista sul territorio della Repubblica Popolare Cinese, della cui trasformazione intuisce fin dagli esordi la portata sociale, economica e culturale, una transizione che interessa tutta l'umanità per il suo impatto in termini di identità, sostenibilità, migrazioni, nuove tecnologie e intelligenza artificiale. La mostra presenta una selezione di oltre 150 opere, tra trittici di grandi dimensioni, polittici e due grandi quadrerie che rappresentano una sintesi organica della ricerca che Olivo Barbieri ha dedicato alla Cina dal 1989 al 2019, con molte fotografie inedite. Scopri di più.
Pubblicato il 19/03/2025 dalla Redazione
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