1. Francesco Clemente a Milano
Ultimo giorno: 6 settembre 2026
Luogo: Milano, Triennale Milano
Triennale Milano dedica a Francesco Clemente la mostra Francesco Clemente: In Between, una grande retrospettiva che ripercorre la pratica pittorica dell'artista dalla fine degli anni Settanta a oggi. L'esposizione, curata da Francesca Pietropaolo con Robert Storr, riunisce circa 70 opere e rappresenta la prima retrospettiva dedicata a Clemente in Italia dopo oltre quindici anni, nonché la prima grande mostra dell'artista in un'istituzione pubblica milanese.
Il percorso mette in luce il carattere cosmopolita e sperimentale della ricerca di Clemente, costruendo un dialogo tra opere realizzate in momenti e contesti differenti. Il titolo In Between richiama quella dimensione intermedia, tra mondi e dimensioni, che attraversa l'intera produzione dell'artista e trova espressione nel tema della metamorfosi, nel continuo passaggio tra interiorità ed esteriorità, corpo e spirito, realtà e immaginazione. Autoritratti, ritratti e opere dedicate all'identità, alla sessualità, alla spiritualità, al mito e ai paesaggi onirici evidenziano la molteplicità di direzioni della sua ricerca.

Francesco Clemente Porta Coeli, 1983, Tempera on linen, courtesy Clemente studio
Tra le opere esposte figurano lavori raramente presentati o mostrati per la prima volta in Italia, insieme a nuove opere e dipinti recenti. L'incontro con la cultura indiana a partire dal 1973, il trasferimento a New York nel 1981 e le collaborazioni con artisti e poeti come Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol e Allen Ginsberg costituiscono alcuni dei passaggi fondamentali di un percorso nel quale tradizioni occidentali e orientali, tecniche e linguaggi differenti convivono e si trasformano reciprocamente. La mostra restituisce così la complessità di una pratica che comprende pittura, disegno, acquerello, pastello, affresco, libro d'artista e altre forme di sperimentazione. Scopri di più.
2. Obey a Napoli
Ultimo giorno: 6 settembre 2026
Luogo: Napoli, Gallerie d'Italia

Obey (Shepard Fairey) MOD / Wide Awake, 2023 tecnica mista su tavole di legno, 182,9 x 182,9 cm © Obey Giant Art Inc....leggi il resto dell'articolo»
Le Gallerie d'Italia – Napoli presentano OBEY: Power to the peaceful, mostra curata da Giuseppe Pizzuto e dedicata a Shepard Fairey, conosciuto a livello internazionale con il nome Obey, tra gli artisti più influenti della scena urbana contemporanea. Il percorso riunisce oltre 150 opere tra pezzi iconici, lavori inediti e rarità d'archivio, raccontando l'evoluzione di un linguaggio visivo nato dalla cultura skate e dalla grafica underground e divenuto uno dei più riconoscibili dell'arte pubblica globale.
La mostra affronta il tema della pace come scelta attiva e responsabilità condivisa, mettendo in relazione gli squilibri ambientali, sociali e politici del presente con la possibilità di un cambiamento collettivo. Il percorso si articola attorno a quattro nuclei tematici: People Power, Propaganda, Guerra e Pace e Giustizia Sociale. Attraverso poster, serigrafie, opere su carta, legno, tela e alluminio, Fairey utilizza un linguaggio immediato e fortemente iconico per riflettere sulla costruzione del consenso, sulle disuguaglianze, sui conflitti e sul ruolo delle comunità.
Il rapporto tra arte e attivismo attraversa l'intero progetto, dalla rielaborazione dei codici della propaganda alle immagini dedicate a figure simbolo della musica, della politica e delle lotte per i diritti. La mostra comprende inoltre una sezione dedicata alle nuove opere realizzate appositamente per l'esposizione, nelle quali il tema floreale diventa simbolo di pace, speranza e resistenza. Il progetto si estende anche nello spazio urbano di Napoli con interventi realizzati dall'artista sulla scalinata monumentale della Chiesa di Donnaregina Nuova e con un grande murale in via Carlo Miranda, nel quartiere Ponticelli. Scopri di più.
3. Georg Baselitz a Firenze
Ultimo giorno: 13 settembre 2026
Luogo: Firenze, Museo Novecento

Orangenesser III | Mangiatore d'arance III, 1981, linoleografia rielaborato, Collezione privata, Berlino. © Georg Baselitz 2026. Foto: Collezione privata, Berlino
Il Museo Novecento presenta BASELITZ. AVANTI!, una grande mostra dedicata a Georg Baselitz, realizzata in collaborazione con lo studio dell'artista. Il progetto, per la prima volta in Italia dedicato in modo così ampio alla produzione grafica di Baselitz, riunisce oltre 170 opere tra lavori su carta, dipinti e sculture e attraversa più di sessant'anni di attività. L'esposizione si sviluppa sui tre piani del museo e restituisce la complessità di una ricerca nella quale incisione, xilografia e linoleografia costituiscono un ambito autonomo di sperimentazione accanto alla pittura e alla scultura.
La grafica accompagna infatti l'intero percorso artistico di Baselitz fin dagli anni Sessanta, quando le prime sperimentazioni incisorie si intrecciano anche con il rapporto dell'artista con Firenze e con la tradizione grafica rinascimentale e manierista. La mostra ripercorre le diverse fasi della sua produzione attraverso grandi linoleografie, xilografie, acquatinte, dipinti e sculture, mettendo in evidenza alcuni dei temi ricorrenti del suo immaginario: il corpo umano, gli Eroi, i Mangiatori di Arance, le figure capovolte, i ritratti della moglie Elke e le immagini legate alla storia e all'identità tedesca.
Tra le opere esposte trovano spazio anche la scultura Pace Piece (2004), realizzata in relazione al David di Michelangelo, e una selezione di opere recenti, comprese quelle realizzate nel 2025. Un'intera sezione è dedicata ai Remix, attraverso i quali Baselitz torna a confrontarsi con alcune delle proprie opere storiche, mentre le sale del secondo piano presentano cicli più recenti come Avignon e le nuove sperimentazioni grafiche. Il percorso mostra così come pittura, grafica e scultura siano per l'artista strumenti strettamente intrecciati di una continua riflessione sulla natura dell'immagine e sui suoi limiti. Scopri di più.
4. Mimmo Rotella a Genova
Ultimo giorno: 13 settembre 2026
Luogo: Genova, Palazzo Ducale

Mimmo Rotella Commercio e unità, 1962 Décollage su tela 88 x 116 cm Collezione Privata
A vent'anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella, Palazzo Ducale di Genova dedica all'artista la grande retrospettiva Mimmo Rotella. 1945–2005, curata da Alberto Fiz e realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella. L'esposizione ripercorre oltre sessant'anni di attività, dalle prime sperimentazioni astratte del secondo dopoguerra fino alle Nuove Icone degli ultimi anni, ricostruendo l'evoluzione di una ricerca che ha messo radicalmente in discussione il rapporto tra arte, immagine e società dei consumi.
Oltre cento opere provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private compongono un percorso articolato in cinque sezioni tematiche. Al centro si trova il décollage, il gesto più riconoscibile di Rotella, attraverso il quale lo strappo dei manifesti pubblicitari diventa un procedimento artistico capace di modificare la superficie dell'immagine e di portare alla luce nuovi livelli di significato. In mostra figurano alcuni dei suoi lavori più emblematici, tra cui Naturalistico (1953), La tigre (1962), Il punto e mezzo (1963) e Tenera è la notte (1962), oltre a opere dedicate alla celebre immagine di Marilyn Monroe.
Il percorso approfondisce anche le numerose tecniche sperimentate dall'artista, dagli artypo agli effaçage, dai frottage alle tele emulsionate, fino ai riporti fotografici e alle estroflessioni. Negli anni Ottanta Rotella sviluppa inoltre le sovrapitture, confrontandosi con il ritorno alla pittura della Transavanguardia, mentre il rapporto con il graffitismo prosegue una ricerca già aperta negli anni Sessanta con la Pop Art. Allestita nelle sale medievali di Palazzo Ducale, la mostra è arricchita da materiali d'archivio e documenti audiovisivi che completano la lettura di una figura centrale dell'arte contemporanea italiana. Scopri di più.
5. Arte italiana dagli anni Ottanta ad oggi a Trento
Ultimo giorno: 6 settembre 2026
Luogo: Trento, Palazzo delle Albere

Enzo Cucchi, Eroe del mare Adriatico centrale, 1977-1980. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Lascito Alessandro Grass
Il Mart torna ad abitare le sale dello storico Palazzo delle Albere di Trento con Anacronismi e discronie, una mostra dedicata a selezionate ricerche artistiche italiane sviluppatesi dagli anni Ottanta a oggi. Il progetto riunisce circa 70 opere di quasi 50 artisti appartenenti a generazioni e percorsi differenti, indagando quelle pratiche che si sottraggono alla linearità del tempo e costruiscono rapporti irregolari, intermittenti o deliberatamente anacronistici con la storia.
A partire dalla Transavanguardia, la mostra segue alcune delle principali forme attraverso cui l'arte italiana ha recuperato immagini, tecniche e linguaggi del passato. Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente e Mimmo Paladino rappresentano il ritorno alla pittura, alla narrazione, al mito e all'arcaico; gli Anacronisti sviluppano invece un confronto più esplicito con la forma e la composizione classica. Il percorso prosegue con i Nuovi-Nuovi, il Nuovo Futurismo e altre esperienze nelle quali la cultura pop, il design, i media e la memoria storica entrano in relazione con la pittura, l'oggetto e l'installazione.
Le sezioni successive ampliano il confronto con la storia, il tempo, l'iconografia sacra, il mito e i generi tradizionali della pittura. Tra gli artisti presenti figurano Paolo Ventura e Max Rohr, Andrea Mastrovito e Giulia Andreani, Nicola Samorì, Francesco Vezzoli, Guglielmo Castelli, Nicola Nannini, Fulvio Di Piazza e Andrea Di Marco, fino alle ricerche degli artisti più giovani come Giuditta Branconi, Chiara Calore e Martina Cinotti. Ne emerge una lettura dell'arte italiana degli ultimi quarant'anni come continuo dialogo tra passato e presente, nel quale immagini e linguaggi vengono ripresi, trasformati e ricomposti secondo nuove temporalità. Scopri di più.
Pubblicato il 26/08/2026dalla Redazione
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