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8 marzo con l'arte: mostre e iniziative da non perdere

In occasione della Giornata internazionale delle donne, molte istituzioni museali prevedono ingressi gratuiti o agevolati per le donne e iniziative speciali per celebrare l’8 marzo. Scopriamo alcune delle mostre più interessanti e gli eventi speciali organizzati per questa ricorrenza.

Luigi Bonazza, Ritratto di Itala Bertotti, 1923 (dettaglio) - in mostra al Mart di Rovereto

Iniziative nei musei

Apriamo questa rassegna dedicata alle iniziative per la Giornata internazionale della donna ricordando che in tutti i musei e luoghi della cultura statali è previsto l'ingresso gratuito per le donne. Numerosi istituti organizzeranno visite guidate o altre iniziative a tema, mirate a sensibilizzare il pubblico dei musei sull'importanza culturale della Giornata. L'elenco aggiornato degli appuntamenti in programma è consultabile sul sito del Ministero a questa pagina.

8 marzo al Museo


Passiamo ora ai musei non statali. Parlando di arte moderna e contemporanea, uno dei musei più importanti e architettonicamente belli in Italia è certamente il Mart di Rovereto, che col biglietto d'ingresso consente di visitare anche la Casa museo Depero e la Galleria Civica di Trento. In occasione della Giornata internazionale delle donne è previsto l'ingresso gratuito nelle tre sedi.

Oltre all'interessantissimo allestimento della collezione permanente, con opere davvero notevoli che ripercorrono l'arte del Novecento, in queste settimane in evidenza c'è la mostra dedicata a Luigi Bonazza, con la sua interpretazione del decò, influenzata dalla Secessione viennese.

Bonazza fu uno dei protagonisti del fermento culturale di inizio secolo, in quel Trentino che fu cerniera tra mondi culturali diversi ma profondamente legati tra loro. A quarant'anni dall'ultima grande mostra a lui dedicata, il Mart presenta un'ampia retrospettiva sulla sua opera e sull'epoca che lo ha visto entusiasta discepolo dei modelli secessionisti e ispiratore di una generazione di artisti trentini. 

L'esposizione si apre proprio con una "galleria viennese", che tratteggia il clima culturale dell'epoca, con opere di alcuni maestri della Secessione, tra i quali Gustav e Georg Klimt, Franz von Matsch, Ludwig Heinrich Jungnickel, Ferdinand Hodler, Franz Jaschke, Rudolf Junk. In questa sezione spicca la selezione di riproduzioni di Gustav Klimt raccolta subito dopo la morte dell'artista nell'Album Heller (Das Werk von Gustav Klimt, Wien-Leipzig 1917-1918).

Avendo avuto modo di visitare personalmente la mostra, possiamo proporre un breve video per avere un'anteprima di alcune delle opere esposte.

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Per le altre mostre attualmente allestite al Mart e alla Galleria Civica di Trento, è possibile consultare questa pagina.... leggi il resto dell'articolo»

Passiamo ora ad uno dei poli museali più interessanti a livello nazionale, sempre attento a favorire la fruizione di mostre e collezioni in occasione di feste e iniziative particolari, come la prima domenica al museo. Ci riferiamo alle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo, presente a Vicenza, Milano, Torino e Napoli. Nella sede più storica, quella di Vicenza, In occasione della Festa della Donna, le Gallerie d'Italia di Vicenza organizzano la visita guidata "Il pianeta in uno scatto. Una tribù di donne", con ingresso ridotto per tutte le donne.

L'iniziativa si ispira alla mostra fotografica "La grande saggezza" di Cristina Mittermeier, ospitata a Vicenza, in un viaggio di consapevolezza sociale e ambientale: educare lo sguardo attraverso gli occhi di chi ha scelto di raccontare il mondo per salvarlo. Anche in questo caso possiamo offrire la visione di un video col prezioso commento della fotografa che racconta il senso della sua opera.

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Altre iniziative dedicate alla donna sono previste in tutte le sedi. A Milano viene proposta la visita guidata "Voci di donne", insieme all'ingresso ridotto per tutte le donne.

La visita propone un percorso attraverso le opere della collezione permanente per mettere al centro la presenza femminile nell'arte: donne ritratte, immaginate, celebrate o dimenticate. Dai volti ottocenteschi che raccontano ruoli sociali in trasformazione alle figure simboliste e alle protagoniste della modernità, il percorso intreccia biografie, iconografie e contesti storici per restituire complessità e profondità allo sguardo femminile. Tra le mostre temporanee della sede milanese ricordiamo Eterno e visione
Roma e Milano capitali del Neoclassicismo, che ricostruisce una stagione straordinaria della cultura figurativa italiana ed europea, quando, nel periodo compreso tra il 1796, anno della discesa di Napoleone in Italia, e il 1814, che segna la caduta dell'Impero, la Penisola vive un profondo rinnovamento politico, economico e sociale.

Per tutte le altre mostre allestite nella diverse sedi del polo museale di Intesa Sanpaolo, rimandiamo a questa pagina.

Le mostre che celebrano la figura femminile

Nelle testimonianze artistiche del periodo passato alla storia come Belle Époque, la figura femminile è spesso al centro dell'attenzione: non solo nella celebrazione della bellezza delle prime grandi dive, ma anche come simbolo di un momento di emancipazione verso la modernità. Un'epoca in cui la donna non era più relegata al solo ruolo di moglie e madre, ma iniziava a rivendicare il proprio diritto al divertimento, alla cultura e anche allo sport.

Tra Impressionismo, Belle Époque e Liberty, in questo momento sono ben quattro le mostre dedicate a quel passaggio epocale, tutte di grande interesse per il livello delle opere presentate. Partiamo da quella di più recente apertura, a Palazzo Roverella a Rovigo, dedicata a due figure unite nell'arte e nell'amicizia, ovvero Zandomeneghi e Degas. Entrambi hanno dimostrato una predilezione per il soggetto femminile, non per quelle "divine" protagoniste nei quadri di Boldini, ma per donne della media borghesia, intente in situazioni di vita quotidiane, pur in anche in ambienti pubblici come teatri, bar o giardini.

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La mostra, a cura di Francesca Dini, consente di scoprire come Zandomeneghi, nato a Venezia, matura artisticamente nell'ambiente macchiaiolo in toscana, ambiente con cui entra in contatto anche Degas, che arriva a Firenze nel 1858 dopo essere stato a Napoli e Roma, oltre che in Umbria. Questa comune formazione faciliterà la loro amicizia e vicinanza artistica anni dopo, quando Zandomeneghi arriverà a Parigi nel 1874, proprio l'anno in cui il movimento nacque ufficialmente con la prima mostra nello studio del fotografo Nadar. Scopri di più.

La seconda importante mostra dedicata al periodo della Belle Époque è quella ospitata a Palazzo Blu a Pisa, sempre a cura di Francesca Dini. L'esposizione Belle Époque - Pittori italiani a Parigi nell'età dell'Impressionismo vede protagonisti i pittori italiani che trovarono fortuna a Parigi, come lo stesso Zandomeneghi, De Nittis, Boldini, ma anche Vittorio Matteo Corcos. Le loro opere sono messe a confronto con quelle di pittori impressionisti francesi, come Degas, Pissarro, Renoir, Sargent e Sisley.

Scopriremo, attraverso circa 100 opere, come Boldini sia divenuto diventa l'interprete più mondano della Parigi del tempo, De Nittis il cronista sensibile e Zandomeneghi il pittore della quotidianità borghese. Possiamo offrire il prezioso commento della curatrice e un tour tra le sale della mostra grazie a questo video.

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Infine ci spostiamo a Brescia, nelle sale di Palazzo Martinengo, per celebrare il Liberty e l'arte dell'Italia moderna, e ammirare i dipinti di artisti come Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone e altri ancora. A questi si aggiungono sculture, abiti, affiches e ceramiche che consentono ai visitatori di immergersi nel clima artistico e culturale dell'Italia Liberty. Sono oltre oltre cento capolavori, provenienti da collezioni private e da importanti istituzioni museali in cui la donna e la bellezza femminile sono assoluti protagonisti.

L'Art Nouveau è protagonista anche a Roma, dove Palazzo Bonaparte ospiterà ancora per pochi giorni (proprio fino a domenica 8 marzo) la mostra dedicata a Alphonse Mucha. Mucha (Ivančice, 24 luglio 1860 – Praga, 14 luglio 1939) è colui che ha saputo reinventare l'immagine femminile nell'arte, trasformandola in icona di grazia e forza, protagonista indiscussa di un linguaggio decorativo – tra fiori, linee morbide e atmosfere oniriche – che ancora oggi ispira moda, grafica e design contemporaneo. In mostra una selezione di oltre 150 opere, tra cui tutti i suoi capolavori (come Gismonda, 1894; Médée, 1898; JOB, 1896; la serie The Stars del 1902 o quella sulle Pietre Preziose del 1900 o ancora gli studi sull'Epopea Slava) provenienti dal Mucha Museum di Praga, e allarga la visione all'importanza e alla centralità della bellezza nella storia dell'arte. Scopri di più.

Non solo pittura

Usciamo dall'ambito prettamente espositivo e lasciamo la grande pittura incontrata nelle mostre precedenti per una piccola selezione di iniziative che spaziano dalla musica al teatro, dalla cultura orientale alle grandi dimore storiche, tra spettacoli e visite guidate.

Muse: le donne che hanno ispirato il jazz, nella quarta edizione di Letture Improvvise, rassegna organizzata dal Comune di Jesolo in collaborazione con nusica.org. Domenica 8 marzo 2026, alle ore 17.00, il secondo appuntamento porta in scena Muse – Concerto narrato, con idea e testi di Tiziana Ziviani: Lino Brotto alla chitarra e Filippo Tantino al contrabbasso intrecciano musica e racconto in un percorso dedicato alle figure femminili che hanno plasmato la storia del jazz e, con essa, un pezzo di Novecento. Biglietti: € 2,00 disponibili online su OOOH.EVENTS oppure € 3,00 all'ingresso (in loco). Scopri di più.

Dimore Amiche e i suoi Proprietari: iniziativa promossa da Veneto Segreto e Dimore Amiche del Veneto: domenica 8 marzo i proprietari di sette dimore storiche venete accolgono il pubblico di persona e guidano visite speciali, trasformando la visita in un racconto diretto fatto di storie di famiglia, aneddoti, dettagli d'archivio e luoghi solitamente fuori dal percorso standard. Le dimore si trovano tra le province di Vicenza e Padova. Scopri di più.

Villa Rosa Tramonte di Teolo

Villa Rosa Tramonte di Teolo

Donne e dee da Oriente: il MAO - MAO Museo d'Arte Orientale di Torino, domenica 8 marzo prevede per tutte le donne l'ingresso ridotto alla grande mostra Chiharu Shiota: The Soul Trembles e alle collezioni permanenti del museo. Nella stessa giornata CoopCulture propone inoltre due itinerari tematici nelle collezioni del MAO dedicati al tema del femminile in Asia, a partire dalle opere d'arte del museo. Alle ore 11:30
Donne da Oriente e alle ore 15:30 Dee da Oriente. Scopri di più.

8 marzo al Teatro Comunale Eleonora Duse di Asolo: alle ore 18 ad Asolo (TV) va in scena "Molto dolore per nulla", spettacolo di e con Luisa Borini. Si tratta del terzo appuntamento di THEORÌA – Proposte di teatro contemporaneo, la stagione promossa dal Comune di Asolo con la direzione artistica di Cristina Palumbo. Vincitore del Premio In-Box dedicato alla nuova drammaturgia, "Molto dolore per nulla" è un monologo che affronta la dipendenza affettiva intrecciando autobiografia e testimonianze raccolte nel tempo. Scopri di più.

L'eleganza protagonista al Museo Ottocento Bologna: Domenica 8 marzo alle ore 11.00 il Museo Ottocento Bologna vi invita a una visita guidata speciale tutta da vivere: L'eleganza dipinta: moda, gusto e arte tra le opere del Museo Ottocento Bologna. Un viaggio affascinante tra sete, pennellate e dettagli raffinati per scoprire come moda e arte si intrecciano nell'Ottocento bolognese. A guidare il pubblico sarà Vincenza Maugeri, storica dell'arte e della moda, che attraverso una selezione di dipinti del Museo accompagnerà in un racconto elegante, curioso e sorprendente. Scopri di più.

A Este con l'arte di Marta Fontana: Domenica 8 marzo, ore 17.00, per la giornata conclusiva della mostra Marta Fontana. Il pane, ma anche le rose è in programma la presentazione delle attività del Centro Veneto Progetti Donna di Padova con intervento musicale di Maria Elisa Rizzo, Irene Romagnolo, Cristina Trovò e Sergio Marchesini.

Ispirata dalle parole di Joyce Lussu e Forough Farrokhzad, in Il pane, ma anche le rose l'artista crea un dialogo tra repressione ed emancipazione femminile, ribaltando il significato di materiali domestici e tradizionali: reti da letto, teglie, mattonelle, argille e ceramiche diventano strumenti di memoria, denuncia e trasformazione condivisa.

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Pubblicato il 05/03/2026 dalla Redazione

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