Dal 18 febbraio al 19 luglio 2026 Padova ospita al Centro Culturale Altinate | San Gaetano la più grande e completa mostra mai dedicata a Maurits Cornelis Escher (1898–1972). Oltre 150 opere, tra cui tutti i capolavori più noti – Mano con sfera riflettente, Giorno e Notte, Metamorfosi II, Relatività, Belvedere, Cascata – ripercorrono l’intero arco creativo dell’artista olandese, dagli esordi agli ultimi lavori. La mostra è promossa dal Comune di Padova e prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation.
Il progetto si presenta come una vera antologica, resa possibile anche grazie al contributo diretto del curatore Federico Giudiceandrea, presidente della M.C. Escher Foundation e tra i più importanti collezionisti al mondo dell’opera dell’artista. Le opere provengono sia dalla Fondazione sia dalla collezione privata del curatore, coprendo in modo sistematico tutte le fasi della produzione escheriana.
Un successo internazionale
Le mostre dedicate ad Escher hanno già registrato risultati straordinari nelle sedi internazionali in cui sono state presentate. In Brasile, nel 2011 ha superato un milione e duecentomila visitatori, diventando l'evento espositivo più visitato di quell'anno. Il successo si lega alla grande fama che l'artista olandese ha acquisito sia in ambito scientifico, sia tra il grande pubblico, e alla qualità delle opere e agli allestimenti coinvolgenti, capaci di rendere accessibili anche i concetti più complessi legati a matematica, prospettiva e percezione visiva.
Padova rappresenta dunque una nuova tappa molto importante in un percorso internazionale già consolidato, e certamente sarà uno degli appuntamenti culturali più importanti dell’anno per la città e non solo.
Il legame con l’Italia e con Padova
La mostra padovana assume un significato particolare per il rapporto profondo che Escher ebbe con l’Italia. Dopo la formazione nei Paesi Bassi presso la Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem sotto la guida di Samuel Jessurun de Mesquita, Escher visitò l’Italia nel 1921 e vi si stabilì dal 1923 al 1935, vivendo soprattutto a Roma. Furono anni decisivi: viaggiò nel Centro e nel Sud Italia, realizzando centinaia di disegni di borghi arroccati, paesaggi e architetture medievali che divennero la base delle sue successive elaborazioni grafiche.
L’osservazione delle strutture urbane italiane, delle prospettive multiple e delle architetture complesse alimentò la sua riflessione sullo spazio. Nelle opere mature, quelle architetture si trasformano in costruzioni impossibili, in sistemi di scale e piani che convivono secondo punti di vista differenti. Il percorso espositivo sottolinea questa genealogia italiana, mettendo in evidenza come la cultura figurativa medievale e rinascimentale abbia inciso sulla sua visione.

M.C. Escher. Tutti i capolavori - foto allestimento... leggi il resto dell'articolo»
Il dialogo con la città di Padova si rafforza inoltre grazie a un progetto in prima mondiale al Museo degli Eremitani: un’installazione in realtà virtuale che permetterà ai visitatori di entrare fisicamente nei mondi escheriani, attraversando scale, porte e ambienti che normalmente restano confinati sulla superficie della carta. Un’esperienza su prenotazione e con biglietto dedicato, che amplia il percorso del San Gaetano con un secondo momento espositivo.
Il curatore e il suo rapporto con Padova
Federico Giudiceandrea, curatore della mostra, ha un legame personale con la città: ha studiato ingegneria a Padova prima di affermarsi come imprenditore, creando un'azienda che si è affermata a livello internazionale. Il suo incontro con Escher risale agli anni del liceo, attraverso riviste scientifiche dedicate ai giochi matematici. Negli anni Settanta, anche grazie alla diffusione delle immagini escheriane nella cultura visiva legata alle copertine dei Pink Floyd, il suo interesse si è trasformato in passione collezionistica.
A partire dalla fine degli anni Settanta ha iniziato a collezionare sistematicamente opere di Escher, con particolare attenzione al periodo italiano, allora meno ricercato dal mercato. Nel tempo è divenuto uno dei principali studiosi e collezionisti dell’artista, fino ad assumere la presidenza della M.C. Escher Foundation. La mostra di Padova rappresenta anche un ritorno personale nei luoghi della sua formazione.
Il percorso espositivo
Gli inizi
La prima sezione è dedicata alla formazione e ai lavori giovanili. Dopo alcuni insuccessi scolastici, Escher si iscrive alla Scuola di Haarlem, dove apprende le tecniche incisorie – xilografia, linoleografia, mezzatinta, litografia – sviluppando una precisione grafica che resterà una costante. Le prime opere mostrano influenze dell’Art Nouveau e del Simbolismo, unite a un’osservazione attenta della natura. Già in questi lavori emergono interesse per la struttura e primi accenni di organizzazione geometrica dello spazio.
Il periodo italiano
La seconda sezione approfondisce gli anni trascorsi in Italia. I paesaggi di Roma, dell’Abruzzo, della Calabria e della Costiera diventano soggetti di xilografie e litografie di grande dettaglio. In queste opere lo spazio è ancora realistico, ma la costruzione prospettica rivela una crescente attenzione per punti di vista complessi e per l’ordine strutturale delle architetture. Nel 1926, a Roma, Escher tiene una personale a Palazzo Venezia con la serie dedicata ai Giorni della Creazione, ottenendo un primo riconoscimento pubblico.

M.C. Escher. Tutti i capolavori - foto allestimento
Tassellazioni
La sezione dedicata alle tassellazioni documenta uno dei passaggi più decisivi nella ricerca di Escher. Nel 1936, durante un viaggio in Spagna, l’artista visita nuovamente l’Alhambra di Granada e rimane profondamente colpito dalle decorazioni geometriche di tradizione islamica, capaci di suddividere il piano attraverso motivi ripetuti senza interruzioni né sovrapposizioni. Da quell’esperienza nasce uno studio sistematico delle possibilità combinatorie delle figure geometriche. Escher analizza le simmetrie, le rotazioni, le traslazioni e le riflessioni che consentono di riempire interamente una superficie, e realizza un vero e proprio repertorio di motivi, organizzato secondo un proprio schema logico.

M.C. Escher, Sole e luna, 1948. Xilografia, 251x270 mm. Collezione M.C. Escher Heritage, Paesi Bassi - All M.C. Escher works © 2026 The M.C. Escher Company, The Netherlands. All rights reserved (www.mcescher.com)
Le tassellazioni non rimangono per lui un esercizio astratto: progressivamente sostituisce i poligoni con figure riconoscibili – pesci, uccelli, rettili, cavalieri – trasformando lo schema geometrico in un sistema figurativo coerente. Ogni elemento si incastra perfettamente con il successivo, in un equilibrio rigoroso tra fantasia e calcolo. In opere come Giorno e Notte (1938), stormi di uccelli bianchi e neri si alternano specularmente, generando un’immagine che è al tempo stesso paesaggio e struttura modulare. La tassellazione diventa così uno strumento per riflettere sulla dualità, sulla reversibilità delle forme e sulla possibilità di rappresentare l’infinito attraverso la ripetizione potenzialmente illimitata del motivo.
Questo studio porta Escher a confrontarsi indirettamente con la matematica, pur mantenendo un approccio prevalentemente intuitivo. La suddivisione regolare del piano e la ricerca delle simmetrie costituiscono il fondamento tecnico su cui si costruiranno le opere successive, in cui la geometria non è mai fine a sé stessa ma diventa struttura portante di un immaginario visivo complesso.
Metamorfosi
Dalle tassellazioni prende forma il tema delle metamorfosi, che Escher affronta a partire dal 1937. La metamorfosi, intesa come trasformazione graduale di una figura in un’altra di natura diversa, nasce proprio dalla possibilità di modificare progressivamente un motivo tassellato fino a farlo diventare qualcos’altro. In questo processo non esistono fratture: ogni passaggio è costruito con coerenza grafica, in modo che la trasformazione avvenga sotto gli occhi dello spettatore.
Le opere intitolate Metamorfosi I, Metamorfosi II (1939-1940) e Metamorfosi III (1967-1968) rappresentano la sintesi più compiuta di questa ricerca. Si tratta di lunghe composizioni sviluppate in sequenza, dove un reticolo geometrico può trasformarsi in un alveare, da cui emergono api che a loro volta diventano uccelli, poi cubi, architetture, scacchiere, fino a ritornare alla forma iniziale in un ciclo continuo. In Metamorfosi II, ad esempio, una griglia di quadrati si trasforma progressivamente in rettili, poi in strutture architettoniche e nuovamente in motivi geometrici, creando un universo circolare in cui principio e fine coincidono.

M.C. Escher, Giorno e notte, 1938, Xilografia, 391x677 mm. Collezione M.C. Escher Heritage, Paesi Bassi All M.C. Escher works © 2026 The M.C. Escher Company, The Netherlands. All rights reserved (www.mcescher.com)
La metamorfosi consente a Escher di visualizzare concetti come continuità, ciclicità ed eternità. Elementi opposti – luce e oscurità, figura e sfondo, astratto e figurativo – convivono all’interno della stessa composizione. Non si tratta di una semplice invenzione fantastica, ma di un processo costruito con precisione tecnica, in cui ogni fase della trasformazione è attentamente calcolata. Questa sezione della mostra permette di seguire passo dopo passo l’evoluzione del motivo, evidenziando come la metamorfosi sia il punto d’incontro tra l’immaginazione dell’artista e la struttura matematica che sostiene l’immagine.
Struttura dello spazio
A partire dagli anni Cinquanta, Escher concentra la sua ricerca sulla rappresentazione di strutture spaziali impossibili. Sfere riflettenti, nastri di Möbius, solidi regolari e superfici topologiche diventano strumenti per mettere in crisi la percezione. La prospettiva tradizionale viene superata attraverso la coesistenza di più punti di vista all’interno della stessa immagine.

M.C. Escher. Tutti i capolavori - foto allestimento (Maurits Cornelis Escher - Vincolo di unione / Bond of union, 1956 - litografia / lithograph. Collezione Maurits, Italia)
Paradossi geometrici
Questa sezione raccoglie i capolavori più noti: Relatività, Belvedere, Cascata, Salire e Scendere, Galleria di stampe. Le architetture appaiono coerenti nel dettaglio ma impossibili nell’insieme. I singoli elementi rispettano regole logiche, ma la visione complessiva genera il paradosso. Il dialogo con matematici e scienziati, intensificatosi dopo il Congresso Internazionale dei Matematici del 1954 ad Amsterdam, rafforza questa dimensione teorica della sua ricerca.

M.C. Escher. Relatività, 1953 Litografia, 277x292 mm Collezione Maurits, Italia All M.C. Escher works © 2026 The M.C. Escher Company, The Netherlands. All rights reserved www.mcescher.com
Lavori su commissione ed Eschermania
L’ultima parte del percorso presenta lavori su commissione – ex libris, francobolli, decorazioni – e documenta la crescente popolarità dell’artista dagli anni Cinquanta in poi. Negli anni Sessanta le sue immagini vengono adottate dalla cultura giovanile e psichedelica, diffondendosi su poster e copertine. Pur restando distante da queste reinterpretazioni, Escher diventa un riferimento per artisti, architetti, musicisti e designer.
La mostra di Padova consente quindi di seguire con chiarezza l'intero sviluppo della ricerca di Escher, dalle incisioni naturalistiche degli anni italiani fino alle costruzioni geometriche e ai paradossi visivi della maturità. L'ampiezza del corpus esposto, insieme alla presenza dei principali capolavori e all'approfondimento delle diverse fasi tecniche e tematiche, offre al pubblico gli strumenti per comprendere come si sia formato e strutturato il suo linguaggio, e perché il suo lavoro continui a essere oggetto di studio e ad affascinare milioni di persone in tutto il mondo.
Per maggiori informazioni sulle modalità di visita, rimandiamo alla visione della scheda della mostra.
Pubblicato il 18/02/2026 dalla Redazione
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