Ricordiamo per cominciare la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che quest'anno festeggia i 30 anni dalla sua nascita, e che da sempre è concentrata sull'arte e la cultura contemporanea, o la Pinacoteca Agnelli che col progetto Beyond the Collection dal 2022 valorizza la sua collezione permanente, mettendo in relazione una o più opere in collezione con altre, provenienti da istituzioni internazionali o con il coinvolgimento di artisti contemporanei.
Torino può considerarsi anche la capitale italiana della fotografia grazie a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, progetto nato nel 2015, impegnato nella promozione di questo linguaggio non solo attraverso le mostre ospitate nella propria sede, ma anche tramite il sostegno a esposizioni itineranti, che negli ultimi anni hanno contribuito a far riscoprire in Italia alcuni dei grandi maestri del Novecento.
Troviamo poi la GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la sede cittadina delle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo, i Musei Reali, e il MAO - Museo d'Arte Orientale, senza dimenticare Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica di Torino.
Tornando alle Fondazioni e all'arte contemporanea, il capoluogo piemontese vede anche la presenza della Fondazione Merz, nata nel 2005 e intitolata al grande esponente dell'Arte Povera Mario Merz. La Fondazione alterna mostre dedicate a Mario e Marisa Merz a progetti site-specific di artisti nazionali e internazionali. C'è poi la Fondazione Accorsi-Ometto con il suo museo, nato attorno alla collezione di Pietro Accorsi (1891-1982), uno dei più importanti antiquari italiani del XX secolo, e di Giulio Ometto (1942-2019), che propone anche mostre temporanee, come quella attuale dedicata ai grandi spazialisti.
Gli amanti dell'arte del Quattro e Cinquecento non possono invece mancare una visita alla Pinacoteca dell'Accademia Albertina e di Belle Arti di Torino, la cui collezione abbraccia anche i secoli successivi fino al Novecento, e che ospita anche esposizioni temporanee.
Tralasciamo qui gli altri grandi musei della città, a partire dal Museo Egizio, e gli altri spazi museali nei dintorni della città, volendoci concentrare sulle proposte nell'ambito delle arti figurative, che come si vede richiederebbero già diversi giorni per essere visitati tutti. Vediamo quindi nel seguito di andare più nel dettaglio in particolare sulle esposizioni temporanee, per agevolare una scelta più consapevole in funzione dei propri interessi e del tempo a disposizione.
Il contemporaneo internazionale: il MAO, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la Pinacoteca Agnelli
Per gli appassionati d'arte contemporanea che guardano con interesse in particolare il panorama internazionale, le tappe d'obbiglo in questo periodo sono:
- il MAO - Museo d'Arte Orientale (Via san Domenico 11 - https://www.maotorino.it/)
- la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Via Modane, 16 - https://fsrr.org/)
- la Pinacoteca Agnelli (Via Nizza, 230/103 - https://www.pinacoteca-agnelli.it/)
Il MAO di Torino presenta Chiharu Shiota

Chiharu Shiota al MAO di Torino, foto allestimento - Photo courtesy: MAO di TorinoNon è una semplice mostra, quella che propone il MAO Museo d'Arte Orientale di Torino, dedicata all'artista giapponese Chiharu Shiota. E' uno spazio trasformato in "un luogo per esistere", come lo presenta il direttore del Museo Davide Quadrio, una "presa" di tutto l'edificio della fine del '700 che ospita il MAO, per quello che sembra essere uno degli eventi espositivi più belli ed emozionanti di quest'anno, e non solo.... leggi il resto dell'articolo»
Chiharu Shiota, artista giapponese nata a Osaka nel 1972, oggi residente a Berlino, ha all'attivo esposizioni in importanti sedi istituzionali in diverse parti del mondo, e nel 2015 è stata selezionata per rappresentare il Giappone alla 56ª Biennale di Venezia. Con i suoi fili intrecciati, rossi o neri, l'artista costruisce spazi che sembrano sospesi fra sogno e veglia, luoghi dove il visitatore è invitato a uscire dal consueto sguardo per confrontarsi con la vulnerabilità dell'essere. Per avere un'idea concreta di come si presenta la mostra The Soul Trembles al MAO, la cosa più semplice e vedere questa video presentazione:
News from the Near Future e Angharad Williams alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Un frame del video dell'artista olandese Fiona Tan che dà il titolo all'intera mostra
Non c'è occasione migliore per una visita alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituzione da sempre impegnata nella valorizzazione di artisti contemporanei, dal momento che l'istituzione festeggia i 30 anni con una grande mostra collettiva allestita in due sedi: gli spazi della Fondazione e il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino.
News from the Near Future ripercorre la storia trentennale della Collezione con una selezione di opere significative, circa centocinquanta opere: dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all'installazione, al video. La sezione della mostra ospitata in Fondazione confronta opere storiche e lavori recenti o mai presentati al pubblico. Tra queste troviamo Fade to Black (2013) di Philippe Parreno, installazione dedicata a frammenti di memoria evanescenti, Safe Conduct (2016) di Ed Atkins, e Electric Earth (1999) di Doug Aitken, videoinstallazione immersiva e onirica prodotta dalla Fondazione per la 48ª Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia. La seconda parte del progetto espositivo viene presentato al Museo Nazionale dell'Automobile (corso Unità d'Italia 40, Torino), dove è possibile lasciarsi coinvolgere dalla videoinstallazione The End - Rocky Mountains (2009) di Ragnar Kjartansson, un poetico e solitario concerto tenuto dall'artista e un suo collaboratore sulle Montagne Rocciose canadesi innevate.

Angharad Williams, Portrait
La visita alla Fondazione consentirà di vedere anche l'opera di Angharad Williams, in Portrait, prima mostra personale in un'istituzione italiana dell'artista, attiva tra il Galles e Berlino, vincitrice del Premio illy Present Future 2024. La mostra ruota attorno a un'unica immagine: Lady Diana seduta di spalle, con indosso l'iconico maglione rosso decorato da pecore bianche e una nera. La composizione richiama Betty (1988), celebre ritratto della figlia di Richter e, come in quel caso, anche Diana nega lo sguardo all'osservatorə, sottraendosi alla frontalità e alla sovraesposizione iconica a cui è stata per decenni associata.
Piotr Uklański e Alice Neel alla Pinacoteca Agnelli

Alice Neel, Irma Seitz, 1963. Oil on canvas, 111.8 × 81.3 cm (dettaglio) © The Estate of Alice Neel
Anche alla Pinacoteca Agnelli è in corso un progetto di valorizzazione della propria collezione, partito nel 2022 con Beyond the Collection, che in questo momento, fino al 6 aprile prossimo, mette al centro l'opera di Piotr Uklański, con la mostra Faux Amis, all'interno dello Scrigno della Pinacoteca. Il titolo "falsi amici", espressione francese che descrive due parole che, in lingue diverse, suonano simili ma hanno significati molto differenti, anticipa come Uklański abbia deciso di lavorare in contrapposizione, con opere della Collezione, di Bernardo Bellotto, Henri Matisse, Pierre-Auguste Renoir, Antonio Canova ed Édouard Manet, in un gioco di assonanze, rimandi e relazioni con le sue opere pittoriche, installative e fotografiche.
Parallelamente, la Pinacoteca propone I Am the Century, prima retrospettiva in Italia dedicata all'artista americana Alice Neel (Marion Square, PA 1900 - New York 1984), una delle grandi pioniere del 1900 e pittrice rivoluzionaria dallo stile pittorico unico. La mostra indaga l'evoluzione dello stile dell'artista nel tempo, enfatizzando indirettamente come la sua pratica rivoluzionaria si confronti con i canoni storico artistici della ritrattistica e con la tradizionale prospettiva maschile, di cui si trova rappresentazione anche all'interno della Collezione Permanente della Pinacoteca Agnelli.
La grande fotografia tra CAMERA e Gallerie d'Italia

Nusch Éluard [by the side of a car], Golfe Juan, France 1937 by Lee Miller © Lee Miller Archives, England 2025. All rights reserved. leemiller.co.uk
Gli appassionati di fotografia d'autore non possono mancare una visita a CAMERA - Centro italiano per la Fotografia di Torino, dove fino al prossimo 1° febbraio sarà protagonista Lee Miller, in una mostra che si concentra sulla sua attività tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento. Di origine statunitense (nasce a Poughkeepsie, nello Stato di New York, nel 1907), Lee Miller si sposta a Parigi alla fine degli anni Venti con la determinazione di diventare una fotografa, tanto da convincere Man Ray ad accoglierla come assistente nel suo studio. Qui si avvicina al mondo surrealista, diventando amica e musa ispiratrice di Pablo Picasso, Max Ernst, Paul Éluard, e stringe rapporti con artiste del calibro di Eileen Agar, Leonora Carrington, Dorothea Tanning e realizza alcune delle immagini più significative della storia della fotografia surrealista.
La mostra Lee Miller. Opere 1930-1955, organizzata in occasione dei festeggiamenti per i 10 anni del Centro, propone oltre 160 immagini tutte provenienti dai Lee Miller Archivies, molte delle quali pressoché inedite, per una chiave di lettura sia pubblica che intima del suo lavoro e della sua straordinaria personalità.

Jeff Wall, After'Invisible Man'by Ralph Ellison, the Prologue,1999-2001
Più vicino alla contemporaneità è invece il lavoro di Jeff Wall (Vancouver, 1946), uno dei più significativi e influenti artisti fotografici contemporanei, a cui è dedicata la mostra, che si protrarrà anche in questo caso fino al 1° febbraio 2026, allestita alle Gallerie d'Italia di Torino, in Piazza San Carlo. Jeff Wall. Photographs ci consente di conoscere l'opera del fotografo che nel suo lavoro affronta le principali questioni sociali e politiche, esplorando i modi complessi in cui esse plasmano le nostre vite. Le tematiche legate alla natura, alla guerra, al genere, alla razza e alla classe ricorrono nei suoi lavori, che a prima vista risultano spesso enigmatici. Sono 27 le opere esposte, che ben rappresentano ogni aspetto dell'opera del fotografo canadese, dalle fotografie più importanti degli anni Ottanta fino a quelle più recenti realizzate del 2023.
L'incontro tra Vedova e Tintoretto e gli Spazialisti: Palazzo Madama e il Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto

Vedova Tintoretto. In dialogo, Palazzo Madama, Installation view
Chi desidera incontrare l'opera di grandi artisti italiani del secondo Novecento in esposizioni temporanee ha una doppia opportunità, ai Museo Civico d'Arte Antica di Palazzo Madama (Piazza Castello - https://www.palazzomadamatorino.it) e al Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto (Via Po, 55 - https://www.fondazioneaccorsi-ometto.it/).
A Palazzo Madama non resta molto tempo (fino al 12 gennaio 2026) per vedere il singolare incontro tra due grandi artisti veneziani: la mostra Vedova Tintoretto. In dialogo vuole mettere in luce lo sviluppo dell'opera di Vedova nel suo confronto con quello che è stato il suo maestro d'elezione, indagando similitudini e temi consonanti o dissonanti. Per Tintoretto spicca l'Autoritratto del 1588, in prestito dal Musée du Louvre, una tela divenuta modello iconografico, come si evince dalle interpretazioni di Edouard Manet e dagli scritti di Jean-Paul Sartre. Per Vedova invece impressiona la monumentale installazione ...in continuum, compenetrazione/traslati '87/'88: più di cento grandi tele, assemblate le une con le altre in uno sviluppo che sfida la verticalità della sala del Senato, testimonianza dell'evoluzione di Vedova che continua con potenza visionaria il suo confronto col maestro ideale.

Da Fontana a Crippa a Tancredi, Foto allestimento
Ci spostiamo al Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto per incontrare un altro grande artista del '900, veneziano d'adozione, Tancredi Parmeggiani (Feltre, 1927 – Roma, 1964), insieme agli altri grandi esponenti del movimento fondato nel 1946 da Lucio Fontana. La mostra Da Fontana a Crippa a Tancredi - La formidabile avventura del Movimento spazialista presenta circa 50 opere estremamente rappresentative dell'opera di 24 artisti che aderirono al Movimento Spazialista, a partire dallo stesso Lucio Fontana e da Roberto Crippa (1921-1972). Il percorso espositivo ben testimonia le poetiche dei principali protagonisti dello Spazialismo milanese da una parte, con Fontana, Crippa, Gianni Dova (1925-1991), Emilio Scanavino (1922-1986), Ettore Sottsass (1917-2007) e altri, e degli spazialisti veneziani, tra cui Virgilio Guidi (1891-1984), Tancredi Parmeggiani (1927-1964), Mario Deluigi (1901-1978), Edmondo Bacci (1913-1978) e Gino Morandis (1915-1994). Si tratta di una mostra che i conoscitori della grande italiana del secondo Novecento non potranno non apprezzare per la qualità delle opere esposte.
Ai Musei Reali per incontrare Guido Reni e Orazio Gentileschi
Fin qui abbiamo visto molta arte del '900 e contemporanea; diamo quindi spazio ora alla pittura del Seicento, per i tanti amanti della bella pittura che per diversi secoli ha caratterizzato le arti visive. Lo facciamo con riferimento a due mostre che sono in questo periodo allestite ai Musei Reali di Torino (Piazzetta Reale, 1).
Partiamo da quella che chiuderà prima, il 18 gennaio, dedicata a Guido Reni, uno dei massimi esponenti del classicismo seicentesco e tra i pittori più rappresentativi della scuola emiliana del tempo. La mostra Il "divino" Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte prende forma nello Spazio Scoperte, al secondo piano della Galleria Sabauda, per rendere omaggio al pittore emiliano, in occasione dei 450 anni dalla sua nascita. La prima sezione è dedicata alle opere di Guido Reni o a lui attribuite entrate nelle collezioni ducali nel primo Seicento, poi si dà spazio alla quadreria del principe Eugenio di Savoia Soissons, acquistate dopo la sua morte dal re Carlo Emanuele III e giunte a Torino nel 1741, e si prosegue con significativi esempi dell'attività grafica di Guido Reni appartenenti al fondo della Galleria Sabauda e alle raccolte della Biblioteca Reale. La mostra si arricchisce inoltre dall'importante presenza, al termine del restauro, della tela giovanile di Guido Reni con l'Assunzione della Vergine recentemente ritrovata nella chiesa parrocchiale di Abbadia Alpina a Pinerolo (TO).

Orazio Gentileschi Mosè salvato dalle acque, 1633 Olio su tela, 241x281 cm Madrid, Museo Nacional del Prado
C'è tempo invece fino al 3 maggio 2026 per visitare, nelle Sale Chiablese dei Musei, la mostra Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio. Anche se oggi il nome Gentileschi ricorderà ai più la figlia Artemisia, che negli ultimi anni ha goduto di una grande attenzione e riscoperta, il padre Orario fu uno dei più importanti artisti italiani del Seicento, la cui straordinaria qualità pittorica fu premiata da un successo in vita pari a quello di Caravaggio, Rubens e Van Dyck. Tra i suoi committenti e collezionisti internazionali vi furono Carlo Emanuele I di Savoia, Maria de' Medici, regina di Francia, Filippo IV di Spagna e Carlo I d'Inghilterra, grazie ai quali potè operare presso centri artistici di primo piano e corti italiane e straniere.
Fulcro della rassegna è la grande pala con l'Annunciazione realizzata da Orazio Gentileschi nel 1623 per il duca di Savoia e ritenuta uno dei vertici assoluti della produzione del maestro toscano. Al nucleo di dipinti conservato a Torino si affiancano numerosi notevoli prestiti provenienti da collezioni private e musei nazionali e internazionali, come il Louvre, il Prado e la Pinacoteca Vaticana.
Alla Pinacoteca Albertina va in scena la pittura fiamminga e olandese

Maarten van Heemskerck, Deposizione nel sepolcro olio su tavola, cm 78 x 79, Pinacoteca Albertina, Torino
La Pinacoteca dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino custodisce alcuni capolavori della pittura dal Quattrocento fino al primo Novecento, e tra questi figurano dipinti di Maarten van Heemskerck (Heemskerk 1498 – Haarlem 1574), e di Hendrick Heerschop, pittore olandese dell'età dell'oro, vissuta tra il 1626 e il 1690. Questi, insieme ad altre opere provenienti dalla donazione alla Regia Accademia Albertina nel 1828 dall'arcivescovo Vincenzo Maria Mossi di Morano, che è uno dei nuclei fondativi delle collezioni dell'attuale Pinacoteca, sono protagonisti della mostra Bagliori del Nord - Pittura fiamminga e olandese tra Cinque e Seicento e la sua fortuna in Piemonte.
La collezione Mossi di Morano conservava infatti un gruppo significativo di dipinti fiamminghi e olandesi databili tra XVI e XVII secolo, probabilmente pervenuto alla famiglia in epoca molto antica, già entro la fine del Seicento. Da quel nucleo iniziale l'acquisizione di dipinti nordeuropei rimase una costante nelle politiche di accrescimento delle collezioni artistiche torinesi, sia pubbliche che private, come testimoniato dagli archivi museali e dagli inventari delle più rilevanti quadrerie della città. Una tradizione che continuò con la collezione dei marchesi Falletti di Barolo, donata alla Regia Pinacoteca nel 1864, o quella di Carlo Oreste Strocco, allievo e poi professore dell'Accademia Albertina, che lasciò alcuni dipinti alla Pinacoteca nel 1982.
La mostra, allestita nelle sale della Pinacoteca Albertina, si propone di far conoscere le principali opere fiamminghe e olandesi della donazione Mossi di Morano, indagando sulle origini della collezione e mettendola in relazione con gli altri principali nuclei di dipinti e disegni nordici formatisi in Piemonte nel corso dei secoli. Punto focale dell'esposizione sono le due tavole di Maarten van Heemskerck, in un momento in cui il pittore olandese gode di rinnovata attenzione grazie alle importanti mostre internazionali recentemente inaugurate in occasione dei quattrocentocinquanta anni dalla sua morte.
Le "Notti" alla GAM di Torino
La Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino vanta una collezione di oltre 50.000 opere tra dipinti, sculture, opere su carta, installazioni, video e fotografie, spaziando dall'800 al contemporaneo con artisti come Pellizza da Volpedo, Medardo Rosso, Chagall, Andy Warhol e molti altri. A partire dalle collezioni, la GAM rinnova periodicamente, in un programma che ruota attorno un tema scelto per le RISONANZE, un calendario di mostre temporanee. Tra queste, fino al prossimo 1° marzo, presenta Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni, una mostra che ripercorre la rappresentazione del notturno nell'arte figurativa dall'inizio del XVII secolo fino alla contemporaneità.

Marc Chagall, Dans mon pays In My Country, 1943, guazzo e tempera su carta applicata su tela / GAM – Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino - Acquisto alla XXIV Esposizione Internazionale Biennale d'Arte, Venezia, 1948 - Ph. Studio Fotografico Gonella
Ordinata tematicamente, in una sequenza tesa a rispettare nel suo percorso principale il susseguirsi cronologico delle diverse stagioni culturali, la mostra esplora come il tema della notte sia stato per gli artisti, nei secoli, un campo privilegiato di sperimentazione tecnica, riflessione scientifica e introspezione poetica.
Del Novecento vengono presentate opere di Victor Hugo, Odilon Redon, Franz von Stuck, František Kupka, Marc Chagall, Jackson Pollock e Joseph Cornell, ma anche ricerche italiane di artisti quali Alberto Martini, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Felice Casorati in dialogo con le sculture di Arturo Martini. Una sala è dedicata al rapporto tra le figure oniriche di Osvaldo Licini con l'immaginazione astratta di Fausto Melotti.
Le Luci d'Artista illuminano la città

Daniel Buren, Tappeto Volante. Foto Paola Zuliani. Courtesy FIAF
Concludiamo questa rassegna con un progetto di arte diffusa, che ogni anni illumina le vie e le piazze di Torino: Luci d'Artista. Anche quest'anno, fino all'11 gennaio, chi visita Torino avrà la possibilità di incontrare 33 installazioni luminose firmate da grandi protagonisti della scena artistica, grazie all'organizzazione di Fondazione Torino Musei.
Ogni anno si aggiungono nuove installazioni, e le cinque aggiunte per questa 28^edizione sono firmate da Tracey Emin, Soundwalk Collective con Patti Smith e Philip Glass, Chiara Camoni, Riccardo Previdi, Gintaras Didžiapetris.
Di seguito riportiamo l'elenco completo delle 33 opere, con i relativi indirizzi:
- Mario AIRÓ – Cosmometrie – piazza Carignano
- Andreas ANGELIDAKIS – VR Man – piazza Bodoni – ricollocazione
- Giovanni ANSELMO – Orizzonti – piazza Carlo Alberto
- Valerio BERRUTI – Ancora una volta – Via Monferrato
- Daniel BUREN – Tappeto Volante – piazza Palazzo di Città
- Chiara CAMONI – Swarms (Sciami) – Grattacielo Regione Piemonte Nuova Luce 28a edizione
- Francesco CASORATI – Volo su ... – via Principe Amedeo – ricollocazione
- Nicola DE MARIA – Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime – Piazza Carlo Emanuele II
- Gintaras DIDŽIAPETRIS – Untitled – Museo Regionale di Scienze Naturali (Via Accademia Albertina angolo Via Giolitti) - Nuova Luce 28a edizione
- Tracey EMIN – Sex and Solitude – Giardini Reali bassi - Nuova Luce 28a edizione
- Marco GASTINI – L'energia che unisce si espande nel blu – Galleria Umberto I
- Piero GILARDI – Migrazione (climate change) – via Sant'Agostino - ricollocazione
- Giorgio GRIFFA – AZZURROGIALLO – Giardini Cavour - ricollocazione
- Jeppe HEIN – Illuminated Benches – Piazza Risorgimento
- Rebecca HORN – Piccoli spiriti blu – Monte dei Cappuccini
- Alfredo JAAR – Cultura=Capitale – Museo della Resistenza
- Joseph KOSUTH – Doppio passaggio (Torino) – Ponte Vittorio Emanuele I - ricollocazione
- Renato LEOTTA – Io, sono nato qui. – Corso Spezia 70, tetto Ospedale Sant'Anna
- Luigi MAINOLFI – Luì e l'arte di andare nel bosco – Via Lagrange – ricollocazione
- Mario MERZ – Il volo dei numeri – Mole Antonelliana
- Mario MOLINARI – Concerto di parole – area verde di Piazza Polonia
- Luigi NERVO – Vento solare – Piazzetta Mollino
- Luigi ONTANI – Scia'Mano – Giardini Sambuy
- Luca PANNOLI – L'amore non fa rumore – Parco Michelotti, fronte Biblioteca Geisser
- Giulio PAOLINI – Palomar – via Po – ricollocazione
- Michelangelo PISTOLETTO – Amare le differenze – Piazza della Repubblica, Tettoia Orologio
- Riccardo PREVIDI - Bouncing the Ball – Piazza San Carlo (via Roma tra le due chiese)
Nuova Luce 28a edizione - Tobias REHBERGER – My Noon – Piazza Arbarello
- Vanessa SAFAVI – Ice Cream Light – Largo Montebello
- SOUNDWALK COLLECTIVE con Patti SMITH e Philip GLASS - Mummer Love – Cortile OGR Nuova Luce 28a edizione
- Luigi STOISA – Noi – Via Garibaldi - ricollocazione
- Grazia TODERI – ...?... – Cupola della Basilica Mauriziana (via della Basilica angolo via Milano)
- Gilberto ZORIO – Luce Fontana Ruota – opera permanente Laghetto Italia '61 (corso Unità d'Italia)
Pubblicato il 30/12/2025 dalla Redazione
Itinerarinellarte.it
itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.