Mostre

Ad Abano Terme (PD) inaugura la mostra "Da Magnasco a Fontana"


Lucio Fontana Ritratto femminile 1956-57, terracotta smaltata, Collezione Merlini

Abano Terme, in provinca di Padova, è storicamente nota per essere città del benessere e attorno a questa caratterizzazione ha per molto tempo costruito la sua immagine. Da alcuni anni l’amministrazione comunale ha intrapreso una strada di “risveglio culturale” della città termale incastonata nel verde dei colli Euganei, e in questo momento non semplice vuole ribadire la sua rinnovata volontà facendosi promotrice della mostra “Da Magnasco a Fontana - Dialogo tra due collezioni” ospitata nelle sale della cinquecentesca Villa Bassi Rathgeb, oggi sede museale civica. Infatti è proprio il Museo, inaugurato nel dicembre 2018, su cui la città scommette per attrarre un tipo di turismo e di interesse più ampio.

L’idea alla base del progetto espositivo, che apre al pubblico il 17 ottobre, è quella di far dialogare la collezione Bassi Rathgeb, nata come collezione privata e poi divenuta patrimonio della città, e composta da più di 400 tra opere d’arte e arredi, con la grande pittura italiana del ‘900, il tutto in una location essa stessa di interesse storico-artistico come Villa Bassi Rathgeb.
L’arte del ‘900, per lo più pittura, proviene dalla collezione Merlini, già protagonista di una mostra ad Abano un paio di anni fa, che ha raccolto dagli anni ‘50 al 2011 più di 460 opere per iniziativa di Giuseppe Merlini, inizialmente stimolato dalla sua passione per Lucio Fontana.

Il non semplice compito di orchestrare questo incontro è stato raccolto dalla curatrice della mostra, Virginia Baradel, supportata da Mariella Gnani, per la collezione Merlini.
Avendo avuto il privilegio di partecipare alla presentazione per la stampa della mostra condotta dalla stessa Virginia Baradel, e introdotta anche dall’assessore alla cultura di Abano Terme Cristina Pollazzi, da Mariella Gnani, e da Laura Barattin, direttrice della Scuola di restauro di Urbino, possiamo testimoniare che il risultato è quanto mai affascinante. In un concentrato di storia dell’arte e di pittura italiana, dal ‘600 fino agli ultimi anni del secolo scorso, le opere esposte, circa un centinaio, sono rilevanti per l’importanza degli artisti e la loro qualità.

I temi artistici su cui è costruito il percorso espositivo e il dialogo tra le due collezioni sono tre: il paesaggio, la natura morta e il ritratto. Il paesaggio in particolare finisce per dover dialogare anche con gli affreschi delle sale che hanno accolto i dipinti. Analogie cromatiche o di soggetto, ma anche contrapposizione tra classico e moderno, impongono al visitatore di abbandonare, o comunque di superare, dei riferimenti estetici precostituiti, alla ricerca degli elementi essenziali e costitutivi dell’arte visiva: il colore, la forma, il rapporto con lo spazio, naturale o concettuale.

Per chi ha un po’ di dimestichezza col panorama artistico italiano del ‘900 i “nomi” esposti sono di primo piano: De Chirico, Severini, Modigliani, Morandi, Campigli, Soffici, Melotti, Guttuso, Pirandello, Tozzi, Wildt, Magnelli, Parmiggiani, Dorazio, Fontana, Bonalumi, Castellani, Radice, Rho, Soldati, Baj, Funi, Birolli, Crippa, Valentino Vago, Claudio Olivieri, Luigi Ontani e altri ancora. Così come notevole è la qualità delle opere provenienti dalla collezione Bassi Rathgeb: dagli splendidi ritratti femminili di Agazzi e Tallone, allo stesso dipinto di Magnasco, passando per i ritratti maschili del Moretto da Brescia (Alessandro Bonvicino), di Fra Galgario (Vittore Ghislandi) e de Il Pitocchetto (Giacomo Antonio Ceruti).

Per i più aperti all’arte tutta, fino alla contemporaneità, che si sa, non è purtroppo per tutti, la visione della mostra offre un’esperienza coinvolgente e gratificante per la propria voglia di conoscenza e di incontro con i grandi maestri della storia dell’arte.
Ma anche chi nella visita ad una mostra cerca soprattutto il soddisfacimento del proprio gusto personale, piuttosto che un momento di scoperta e di apprendimento, non potrà qui non incontrare alcune opere confacenti alla propria sensibilità estetica.

Insomma, una mostra davvero interessante, per le diverse prospettive di lettura che offre, un’occasione per visitare una splendida Villa cinquecentesca con i suoi affreschi e arredi d’epoca, in una città votata all’ospitalità, come Abano Terme, che col centro storico e con i vicini Colli Euganei saprà rendere ancora più appassionante l’esperienza di visita.

Per tutte le informazioni su orari e modalità di visita leggi qui.

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Itinerarinellarte.it