arte contemporanea

L'immensità della luce, secondo Faccincani

Un artista molto discusso, c’è chi lo osanna e chi lo denigra. Ma non c’è dubbio che stiamo parlando di un artista molto popolare e bisogna “dare a Cesare quello che è di Cesare”.  Stiamo parlando di un pittore che ha sempre venduto molto – è indiscutibile - non solo in Italia, ma anche all’estero e le sue esposizioni si sono moltiplicate in tutto il mondo. Terminata da pochi giorni una mostra al Palazzo delle Arti di Napoli, dal 4 al 26 febbraio Athos Faccincani si ripropone a Verona al Palazzo della Gran Guardia con un’esposizione personale particolare, “L’immensità della luce – Elogio alla bellezza”. L’artista veronese presenta 70 dipinti ad olio che nel corso degli anni ha deciso di non vendere, di tenere nella sua bella casa come traccia del lavoro svolto negli anni e della sua evoluzione. C’è chi l’ha definito maestro della natura, maestro del colore, della bellezza e chi ne ha parlato come il pittore che ha portato il turismo nel quadro. Tutti appellativi che limitano l’opera inconfondibile di Faccincani. La nuova mostra di Verona si tiene a 36 anni da quella sulla Resistenza a cui partecipò l’allora Presidente delle Repubblica, Sandro Pertini, nelle stesse sale di allora. Un ritorno quindi là dove ci fu di fatto la partenza, quando Faccincani dipingeva la figura per capire il dramma dell’uomo e non a caso per testimoniare questa ricerca andava a visitare i carcerati nei luoghi di detenzione. Poi arrivò il colore, quel respiro di gioia che lo ha fatto apprezzare ovunque, al di là dei valori artistici che gli vengono più o meno riconosciuti.

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