Con la grafica arriva il terzo museo del "Polo Burri"

Oltre 200 opere per il museo della grafica di Alberto Burri. E' il terzo del complessivo "Polo Burri" che Città di Castello ha dedicato al grande artista del novecento italiano negli ambienti degli ex Essiccatoi. Un territorio ricco di storia quello umbro che ben si integra con la modernità più assoluta e creativa del genio di Burri.

Il Polo Burri, la più grande esposizione permanente al mondo  dedicata ad un unico artista, diventa realtà. Con l'apertura del terzo Museo della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, dedicato esclusivamente all'intero corpus dell'opera grafica di Alberto Burri, il 12 marzo, in occasione della ricorrenza della sua nascita, si conclude l'anno “lungo” del Centenario e si apre una nuova fase della vita della Fondazione.
L'inedita sezione agli ex Seccatoi di Città di Castello in Umbria occupa infatti oltre quattromila metri quadri, tutti ottenuti da un recente intervento di riqualificazione di parte degli spazi sottostanti in vasti ambienti che accolgono, secondo l'originario allestimento predisposto dallo stesso Burri, i suoi Grandi Cicli d'opera. 
Con questo ingente nucleo di opere grafiche - si legge in una nota - la superficie espositiva offerta ai visitatori negli ex Seccatoi raggiunge gli undicimila e cinquecento metri quadri. Con le tre diversificate raccolte, comprensive anche delle sculture all'aperto, complessivamente, il “Polo Burri” a Città di Castello è il più esteso Museo d'Artista al mondo ed è anche uno dei più importanti luoghi del contemporaneo in Europa.
La nuova sezione, o Terzo Museo Burri, accoglie e propone l'intero repertorio grafico e di multipli dell'artista, consistente in oltre duecento opere. Si tratta di un importante aspetto della produzione artistica di Burri, che a volte precorre, a volte segue e in altri casi è coeva con le sue opere maggiori e pone in evidenza anche la sua straordinaria manualità e attitudine alla sperimentazione costante. L'esecuzione di queste opere in collaborazione con grandi stampatori ha visto l'artista stesso cimentarsi in differenti cicli produttivi che hanno distinto la sua attitudine alla sperimentazione rispetto a quella di altri artisti della sua generazione, tanto in Italia che all'estero.
Nel caso di Burri, parlare di grafica non significa parlare di una produzione minore rispetto ai dipinti, ma soltanto di una modalità artistica diversa e parallela, nella concezione e nell'esecuzione, tale insomma da potersi annoverare con assoluto rilievo nella produzione del grande pittore, a fianco di tutti gli altri suoi rivoluzionari pronunciamenti innovativi. Anche nella grafica, Burri ha cercato di superare sfide tecniche e di spingere i confini sia degli strumenti che dei materiali utilizzati. Con esiti di interesse straordinario, come le opere esposte confermano.
L'attività grafica di Burri ha inizio nel 1950 e si conclude nel 1994. Burri ha ricevuto nel 1973 dall'Accademia Nazionale dei Lincei il Premio Feltrinelli per la Grafica con la motivazione che essa «... si integra perfettamente alla pittura dell'artista, di cui costituisce (...) una vivificazione che accompagna il rigore estremo a una purezza espressiva incomparabile».

Pubblicato il 02/03/2017

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