In questo spazio settimanale cerchiamo spesso di uscire dai luoghi comuni e dalle forme d’arte più consuete, per ribadire quella straordinaria capacità – propria solo dell’arte – di ribellarsi a ogni tentativo di restare confinata entro schemi e concetti prevedibili. Anche questa volta vogliamo farlo, proponendo un percorso che parte da artisti contemporanei ancora poco noti al pubblico italiano, per concludersi con una mostra “storica” che ricorda la radicale rottura con il passato e con limiti apparentemente dogmatici introdotta dal Movimento Spazialista.
1. Vivian Suter: dalla foresta del Guatemala all'Orto Botanico a Roma
Quando: 13 ottobre - 14 dicembre 2025
Luogo: Roma, Conciliazione 5 e Orto Botanico
L'artista svizzero-argentina Vivian Suter (Buenos Aires, 1949) realizza le sue opere all'aria aperta, nella foresta pluviale del Guatemala dove vive, in un intimo legame con gli elementi naturali. Lascia che pioggia, terra, umidità, impronte di animali e tracce vegetali intervengano sulle tele e si sovrappongano alle sue pennellate, fatte di colori brillanti e di forme astratte. La Suter è stata invitata ad esporre negli spazi di Conciliazione 5, progetto di arte contemporanea ideato in occasione del Giubileo 2025 dal Dicastero per la Cultura e l'Educazione del Vaticano. Come consuetudine per questo programma, all'artista viene chiesto di lavorare anche in un luogo cittadino vicino, ogni volta diverso e legato al tema. Nel caso di Vivian Suter, che si confronta con il tema dell'ambiente e della relazione dell'uomo con la natura, è stata scelta la Serra Monumentale dell'Orto Botanico di Roma, luogo simbolico di biodiversità e fragilità del nostro ecosistema.
Figlia dell'artista di origini austriache Elisabeth Wild (1922-2020) e di un industriale svizzero emigrato in Argentina, Vivian ha vissuto per lungo tempo ai margini del sistema dell'arte, finché, in tempi recenti, il suo lavoro non è stato riscoperto. Dal 2011 ha tenuto numerose importanti mostre personali in gallerie e musei europei e nordamericani.
Ha anche ricevuto il Premio Svizzero per l'Arte / Prix Meret Oppenheim 2021, conferito dall'Ufficio Federale della Cultura. Nel 2024 il MAAT di Lisbona le ha dedicato una grande mostra, esponendo ben 500 suoi dipinti.
L'opera della Suter supera i confini dell'autorialità, consentendo alla natura di diventare parte creativa a tutti gli effetti nelle sue opere, e ci porta a mettere in discussione i limiti nelle relazioni tra uomo e natura, e tra controllo e casualità. Scopri di più.
2. Shahzia Sikander a Ravenna per la Biennale di Mosaico Contemporaneo
Quando: 18 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026
Luogo: Ravenna, Palazzo Rasponi dalle Teste
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Shahzia Sikander - Touchstone, 2018, mosaico, Collezione privata
L'arte musiva è tradizionalmente associata ad una pratica decorativa antica, greco-romana e bizantina in particolare, ma proprio dalla capitale dell'Impero romano d'Occidente e sede di straordinari esempi di arte bizantina, il mosaico viene rilanciato anche come mezzo espressivo per forme d'arte contemporanea. Dal 18 ottobre, fino al 18 gennaio 2026, Ravenna rinnova il suo appuntamento con la Biennale di Mosaico Contemporaneo. Il titolo scelto per questa IX edizione è Luogo condiviso, a suggerire che il mosaico è un linguaggio capace di innescare relazioni, tra le tessere e tra le persone, perché come tecnica artistica mette a contatto con la materia, e come arte pubblica diviene pelle sensibile dell'architettura e degli spazi urbani, con cui possiamo interagire per contatto fisico o con la luce riflessa.
Nell'ambito della Biennale, Palazzo Rasponi dalle Teste ospita la mostra personale di Shahzia Sikander, Breath, dove l'artista pakistana (Lahore, 1969) reinterpreta il passato in una prospettiva contemporanea, riflettendo sulle relazioni tra occidente, sud del mondo e mondo islamico. Internazionalmente conosciuta per aver sovvertito le tradizioni pittoriche dei manoscritti dell'Asia centrale e meridionale, servendosi di diverse forme espressive, dalla pittura all'animazione digitale, dal disegno alla scultura, Sikander si è avvicinata al mosaico interessata alle pratiche manuali tradizionali come forma culturale di resistenza alla standardizzazione e all'omogeneizzazione, ma ha reinventato la tecnica con il laboratorio Franz Mayer di Monaco, utilizzando il pixel delle sue animazioni come sostituto dell'unità del mosaico. A Ravenna presenta opere in mosaico, come Touchstone (2021), in cui una figura femminile ispirata a Radha - dea indù che è stata storicamente identificata come l'eterna consorte di Krishna - afferma la sua divinità e la sua multiforme identità, indipendentemente da Krishna. In mostra anche dipinti su carta e la videoanimazione che dà vita al manoscritto miniato del XVIII secolo del poeta indiano Sufi Nuṣratī, Gulshan-i 'Ishq. Scopri di più.
3. Franca Schininà. Senza confini
Quando: 12 ottobre - 9 novembre 2025
Luogo: Palermo, Cantieri culturali alla Zisa

Franca Schininà, Libia, 1994
Cambiamo decisamente strumento espressivo e prospettiva, riscoprendo una grande fotografa, nata a Caserta, ma che da sempre vive e lavora a Ragusa. Il Centro Internazionale di Fotografia "Letizia Battaglia" ai Cantieri culturali alla Zisa, a Palermo, presenta la mostra antologica dedicata a Franca Schininà "Senza confini".
Senza confini è il viaggio che l'ha portata dai primi reportage sui manicomi nella Palermo degli anni '80, che raccontano storie di solitudine, a fotografare i ragazzi dei tombini degli anni Novanta nelle fogne di Bucarest, e poi in Tibet, in Africa, in Palestina, nel Sud America e ancora negli Stati Uniti e in Messico, Guatemala e Costa Rica.
Il suo obiettivo ha catturato storie di uomini, donne e bambini che vivono in situazioni ai margini, di tempo e di luogo. La mostra di Palermo propone circa 130 scatti in bianco e nero tra i più significativi di un percorso fotografico di oltre 40 anni, durante i quali Franca Schininà ha cercato di sensibilizzare il pubblico nei confronti di realtà sociali estreme e spesso poco conosciute.
La mostra nasce dall'omonimo libro fotografico (Navarra editore) che ha sancito l'importanza del significato artistico e sociale del suo lavoro. Il libro è stato presentato quest'anno a Roma nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, e l'intero ricavato delle vendite del volume è destinato all'Associazione Progetto Missione Madagascar per la costruzione di pozzi, scuole e ospedali. Scopri di più.
4. Beverly Pepper al CUBO Unipol di Bologna
Quando: 16 ottobre 2025 - 24 gennaio 2026
Luogo: Bologna, CUBO Unipol in Porta Europa e CUBO in Torre Unipol

Beverly Pepper con l'opera Virgo Rectangle Twist, 1968-1969, Appia Antica, Roma , Courtesy Fondazione Progetti Beverly Pepper
Beverly Pepper (Brooklyn, 1922 – Todi 2020) è stata una delle più importanti figure della scultura contemporanea, nota per le sue opere monumentali e architettoniche, e per essersi dedicata anche ad interventi di land art. E' alla fine degli anni '60 che l'artista sviluppa la sua ricerca sul concetto di land art e di anti-monumento, come luogo di memoria collettiva non asservita alla retorica dell'eroe, fino alla definizione di una vera e propria Connective Art, un'arte, cioè, che si fa "ambiente" ed "esperienza", capace di accogliere, proteggere e far riconnettere l'essere umano al tempo e allo spazio condivisi. E' di questi anni la produzione di due opere che sono parte del patrimonio artistico del Gruppo Unipol: le sculture Prisms (1967-1968, acciaio inox lucido, 197x110x75 cm) e Virgo Rectangle Twist (1967, acciaio inox lucido, 241x135x69 cm). Le due sculture sono anche il fulcro narrativo del percorso espositivo della mostra "Beverly Pepper. Space Outside", aperta al pubblico fino al 24 gennaio 2026 nelle due sedi di Bologna del museo d'impresa del Gruppo, che si concentra su tematiche che oggi appaiono più che mai attuali, come la relazione tra arte, ambiente, memoria e comunità.
Le opere della Pepper ci insegnano che l'arte, quando è davvero pubblica, non è mai solo un oggetto, ma un'esperienza in cui riconoscersi e ritrovarsi: l'artista ci invita a riscoprire il senso di appartenenza e la connessione tra esseri umani, natura e ambiente urbano. Un'altra prospettiva per rompere limiti e confini quindi, tra naturale e artificiale, e tra sfera individuale e collettiva. Scopri di più.
5. Da Fontana a Crippa a Tancredi. La formidabile avventura del Movimento spazialista
Quando: 17 ottobre 2025 - 15 febbraio 2026
Luogo: Torino, Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto

Lucio Fontana Concetto Spaziale. Attese, 1964 Idropittura su tela, tagli, cm. 81x100 Milano, Fondazione Lucio Fontana, inv. 64 T 164 © Fondazione Lucio Fontana, Milano
Lo Spazialismo, o "concetto spaziale dell'arte", alla fine degli anni '40 del Novecento, ha innescato una fondamentale trasformazione nell'arte italiana, tanto da accendere l'interesse di intellettuali, letterati, scrittori e poeti, che riconoscono in Lucio Fontana una leadership rivoluzionaria. Il primo testo teorico alla base della nascita dello Spazialismo è stato concepito da Fontana nel 1946 a Buenos Aires con il cosiddetto "Manifiesto Blanco", dove delinea l'urgenza di un superamento dell'arte conosciuta sino ad allora, inserendo le dimensioni del tempo e dello spazio. Attorno all'impulso di Fontana, un gruppo di artisti rivolgono il proprio interesse alla ricerca scientifica, alla diffusione della radio, della televisione, tanto da elaborare nel 1952 anche un manifesto del Movimento spaziale per la televisione.
Una mostra a Torino, al Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, celebra questa stagione artistica con la mostra "Da Fontana a Crippa a Tancredi. La formidabile avventura del Movimento spazialista", esponendo circa 50 opere di 24 maestri provenienti da musei, raccolte istituzionali e private.
Con Lucio Fontana (1899-1968) e Roberto Crippa (1921-1972),, ci sono i rappresentanti dello Spazialismo milanese - con Gianni Dova (1925-1991), Cesare Peverelli (1922-2000), Emilio Scanavino (1922-1986), Ettore Sottsass (1917-2007), Beniamino Joppolo (1906-1963), Aldo Bergolli (1916-1972), Gian Carozzi (1920-2008) - e quelli dello Spazialismo veneziano - con Virgilio Guidi (1891-1984), Tancredi Parmeggiani (1927-1964), Mario Deluigi (1901-1978), Edmondo Bacci (1913-1978), Vinicio Vianello (1923-1999), Gino Morandis (1915-1994), Bruna Gasparini (1913-1998), Ennio Finzi (1931-2024), Saverio Rampin (1930-1992) e Bruno De Toffoli (1913- 1978). Scopri di più.
Pubblicato il 23/10/2025 dalla Redazione
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