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Closing Soon: Mostre in chiusura da non farsi sfuggire

Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre si chiude una stagione espositiva intensa, con numerose mostre pronte a salutare il pubblico. In questo nostro speciale "closing soon" abbiamo selezionato alcune esposizioni che meritano di essere viste prima della chiusura: un itinerario che spazia dalla fotografia alla pittura, fino all’illustrazione della tradizione manga giapponese.

© Archivio Mario Giacomelli - Simone Giacomelli. Mario Giacomelli, Io non ho mani che mi accarezzino il volto, 1961-1963

Mario Giacomelli a Palazzo Reale

Abbiamo deciso di dedicare la copertina di questa piccola rassegna di mostre in chiusura, con un omaggio al rapporto tra arte della parola, la poesia, e arte visiva, attraverso la fotografia d'autore. Siamo a Palazzo Reale di Milano con la bella mostra "Mario Giacomelli. Il fotografo e il poeta", che è stata programmata congiuntamente alla mostra "Mario Giacomelli. Il fotografo e l'artista" a Palazzo delle Esposizioni a Roma, che si è invece già conclusa all'inizio del mese. Quella di Palazzo Reale si concluderà domenica 7 settembre, ed è stata concepita come un omaggio al profondo legame tra Mario Giacomelli e la poesia, un dialogo intenso e viscerale che permea tutta la sua opera.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso un viaggio nella poetica visiva di Giacomelli, presentando alcune delle sue serie più iconiche ispirate alla poesia. Troviamo quindi le serie "Per poesie" ('60/'90), la serie "Favola", verso possibili significati interiori (1983/84), una sezione dedicata a "L'Infinito" di Giacomo Leopardi (1986/90) e "Bando" (1997/99) dalla poesia omonima di Sergio Corazzini, per arrivare al cuore pulsante della mostra, con una sala dedicata alla straordinaria serie "Io non ho mani che mi accarezzino il volto" (1961/63), ispirata alla poesia di Padre David Maria Turoldo. Le immagini dei giovani seminaristi, sospese tra innocenza e inquietudine, movimento e contemplazione, trasformano il quotidiano in una danza tra laico e spirituale. E ancora, tra le altre, l'accostamento tra le serie "Passato" (1986/90), ispirata ai versi di Vincenzo Cardarelli, a quella nata dalle suggestioni di Caroline Branson da "Spoon River" (1967/73), di Edgar Lee Masters, per giungere a due opere della maturità, espressione di un'arte sempre più essenziale e profonda: "Ninna nanna" (1985/87), ispirata a Leonie Adams, e Felicità raggiunta, si cammina (1986/88), nata dai versi di Eugenio Montale. 

E infine, l'omaggio che Giacomelli dedica alla Calabria di Franco Costabile con l'omonima serie "Il Canto dei nuovi emigranti" (1984-85) rappresenta ciò che sapeva di vissuto, di sofferto, e che, come per il poeta calabrese, racconta l'amore e il dolore della sua terra d'origine.

Ultimi giorni a Roma

Franco Fontana

Franco Fontana. Piscina, 1983 ©Franco Fontana

Passiamo da Milano a Roma, al Museo dell'Ara Pacis, ancora con un grande fotografo, in questo caso maestro del colore. La prima grande mostra retrospettiva dedicata a Franco Fontana, che ripercorre per la prima volta l'intera carriera artistica del fotografo modenese, prevista inizialmente in chiusura per il 31 agosto, è stata prorogata fino al 14 settembre. L'esposizione Franco Fontana. Retrospective, curata da Jean-Luc Monterosso, curatore di fama mondiale, storico fondatore e direttore della Maison Européenne de la Photographie di Parigi, ci ha regalato un viaggio straordinario attraverso l'occhio unico di uno dei più grandi fotografi italiani del XX secolo, che ha rivoluzionato il linguaggio della fotografia a colori. Per l'occasione sono state selezionate oltre 200 fotografie, con spazi immersivi, tra particolari installazioni e video, che ci portano alla scoperta di un'alternanza di inquadrature ardite, che realizzano immagini astratte e minimaliste, caratterizzate da una giustapposizione di colori brillanti e da forti contrasti, elementi che hanno reso Fontana un precursore in un mondo fotografico bianco e nero.

Ultimi giorni anche per l'appuntamento con Emilio Isgrò alla GNAM di Roma, dove è stato protagonista negli ultimi mesi del programma annuale dell'Artista in visita, con Artista alla GNAM. Emilio Isgrò protagonista 2024. Terminerà il 31 agosto l'allestimento che ha celebrato i sessant'anni della "Cancellatura", un gesto artistico radicale che lo ha caratterizzato, e che ha rivoluzionato il linguaggio dell'arte a livello internazionale. Per l'occasione Isgrò ha creato l'opera "Isgrò cancella Isgrò", con la cancellazione di "Autocurriculum", il suo romanzo autobiografico, che sarà ora donata alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea.

Restando a Roma, ma cambiando radicalmente epoca, domenica 31 agosto è anche l'ultimo giorno per la mostra che ha occupato le sale di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini dallo scorso 26 novembre. Esposta, in occasione del Giubileo, la maestosa Pala Gozzi (1520), capolavoro assoluto di Tiziano Vecellio, insieme ad altre 5 celebri opere, tutte di carattere religioso e provenienti dalla Pinacoteca Podesti di Ancona. Tiziano, Lotto, Crivelli e Guercino - Capolavori della Pinacoteca di Ancona consente di ammirare, ancora per pochi giorni, e per la prima volta a Roma, la Circoncisione dalla chiesa di San Francesco ad Alto, opera di Olivuccio Ciccarello, la preziosa Madonna con Bambino di Carlo Crivelli, la Pala dell'Alabarda di Lorenzo Lotto, la monumentale Crocifissione di Tiziano realizzata per la chiesa di San Domenico e l'imponente Immacolata di Guercino.... leggi il resto dell'articolo»

Tiziano, Pala Gozzi

Pala Gozzi di Tiziano Vecellio

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I Capolavori del MuMa di Le Havre al Museo M9 di Mestre

Domenica 31 agosto è anche l'ultima occasione per visitare la mostra in corso al Museo del '900 di Mestre (Venezia), che ha visto il prestigioso Museo d'Arte Moderna André Malraux (MuMa) di Le Havre prestare per la prima volta nella storia una parte della sua collezione, la più importante per dipinti impressionisti in Francia fuori da Parigi.

La mostra Arte Salvata. Capolavori oltre la guerra dal MuMa di Le Havre, curata da Marianne Mathieu, una delle maggiori esperte mondiali di impressionismo e post impressionismo, e da Geraldine Lefebvre, Direttrice del MuMa, presenta più di 50 capolavori pittorici, databili tra Ottocento e primo Novecento, miracolosamente sopravvissuti ai bombardamenti, firmati da artisti di primo piano tra i quali Renoir, Monet, Sisley, Gauguin, Dufy, Marquet, Boudin e Braque.

La mostra è stata infatti presentata nell'ambito delle celebrazioni per l'ottantesimo anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, che rase al suolo nel settembre 1944 la città di Le Havre, poi ricostruita virtuosamente attorno al suo museo, il MuMa, divenendo così simbolo di modernità e rinascita.

Arte Salvata

Surrealismo e Fantastico a Caorle

Restiamo in area veneziana, per ricordare la conclusione, ancora una volta domenica 31 agosto, della mostra Surrealismo e Fantastico. The infinite madness of dreams, allestita presso il Centro Culturale A. Bafile di Caorle. Curata da Matteo Vanzan, l'esposizione presenta al pubblico un excursus di oltre 60 opere tra cui le opere di Salvador Dalì esposte nella mostra "Dalì" ospitata a Tokyo nel 1964, a New York nel 1965 e a Ginevra nel 1970, che vogliono indagare i concetti di fantasia, magia, mistero e inconscio in un percorso che, partendo dalla psicoanalisi di Sigmund Freud, racconterà l'istinto primordiale di una sperimentazione artistica che trova il più grande alleato di tutti i tempi: il pensiero.

Surrealismo e Fantastico a Mestre

Tra gli artisti in mostra, oltre a Salvador Dalì, troviamo Max Ernst, Leonor Fini, Maurice Henry, Max Herold, Wilfredo Lam, André Masson, Roberto Sebastian Matta, Joan Mirò, Graham Vivian Sutherland, Roland Topor e una stretta selezione di artisti italiani come Francesco Clemente, Fabrizio Clerici, Enzo Cucchi, Antonio Del Donno, Sante Monachesi, Colombotto Rosso, Luigi Zuccheri.

Gli "hollow men" di Giulia Cenci a Palazzo Strozzi

Giulia Cenci è una giovane artista (nata a Cortona nel 1988) che ama lavorare con elementi prelevati dal quotidiano e dal mondo industriale, resti e materiali di recupero, da cui fa nascere figure ibride tra umano, animale e vegetale. Ogni elemento sembra oscillare tra riconoscibilità e alterazione. Con lei Palazzo Strozzi ha inaugurato il Project Space, un nuovo spazio espositivo dedicato all'arte emergente, per cui Giulia Cenci ha realizzato un progetto site-specific che unisce scultura, installazione e disegno, che resterà visibile fino a domenica 31 agosto. Il titolo, The hollow men, cita l'omonima poesia del 1925 di T. S. Eliot, in cui gli hollow men ("uomini vuoti") sono figure inerti, in un limbo tra vita e morte, incapaci di agire o redimersi dopo il dramma della Prima guerra mondiale. Ecco le parole dell'artista in proposito: «Nel mio processo creativo parto spesso dalla poesia, specialmente quando cerco un riferimento che mi guidi nella narrazione, nel titolo e nella parte scritta del mio lavoro. The Hollow Men di T. S. Eliot parla di una comunità traumatizzata dopo la guerra, incapace di credere ai valori che l'avevano caratterizzata, in un'assenza di moto, di pensiero, di vita. Le mie sculture parlano di ibridazione e transitorietà nel mondo contemporaneo. Si confrontano con un'architettura solida, storica, apparentemente immutabile come quella di Palazzo Strozzi. È in questo attrito che si è generato qualcosa di vivo: un dialogo tra tempo, materia e percezione». Scopri di più.

Giulia Cenci, Hollow Men

Giulia Cenci the hollow men 11 ©photoElaBialkowskaOKNOstudio

Gilberto Zorio a Castelbasso

Gilberto Zorio (Andorno Micca, Biella, 1944) è uno dei più grandi artisti italiani viventi, legato all'esperienza dell'Arte Povera, movimento artistico nato in Italia, tra i più influenti del secondo Novecento a livello internazionale. Gilberto Zorio ha sempre visto l'arte come un campo di energia in continuo movimento. Le sue opere più che oggetti fissi e conclusi, incarnano processi che cambiano nel tempo. Attraverso materiali che reagiscono tra loro, trasformazioni chimiche o fenomeni fisici, Zorio mette in moto un ciclo vitale che rende ogni lavoro qualcosa di vivo e mutevole. In questo senso, l'artista non si limita a creare, ma diventa egli stesso spettatore delle trasformazioni che l'opera attraversa.

Gilberto Zorio, Confine

Gilberto Zorio, Confine incandescente, 1970 Nichel cromo incandescente, cavi elettrici Dimensioni variabili Courtesy dell'artista Ph Gino Di Paolo

Per iniziativa della Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, a Castelbasso, borgo nel Comune di Castellalto in provincia di Teramo, a Palazzo De Sanctis e a Palazzo Clemente, è stata organizzata una mostra in chiusura il 31 agosto, che realizza un viaggio nei suoi 60 anni di attività, dalla metà degli anni Sessanta fino a oggi, con una selezione di 30 opere molto significative. Troviamo alcuni dei simboli più iconici nella sua produzione, come il giavellotto, utilizzato per la prima volta nel 1971, ed evocativo della possibile convergenza tra passato, presente e futuro, e la stella, che dal 1972 è apparsa su pelli, su pergamena, su rame, su ferro, su alluminio, nonché disegnata su carta. Scopri di più.

Il mondo immaginario di un grande maestro di manga a Udine

Chiusura sabato 30 agosto per Mondo Mizuki, Mondo Yokai, la mostra a cura di Canicola e Vincenzo Filosa e MIZUKI Productions, che ha portato negli spazi di Casa Cavazzini a Udine l'universo creativo di Shigeru Mizuki, uno dei più grandi maestri giapponesi di manga e le mostruose apparizioni della mitologia giapponese, elaborate con uno stile unico e personalissimo.

Mizuki

Shigeru Mizuki, Gasyadokuro courtesy MIZUKI PRO, Tokyo

Organizzata in occasione della ventisettesima edizione del Far East Film Festival, Mondo Mizuki, Mondo Yokai è la prima mostra in Italia, e la seconda in Europa dopo la personale di Angoulême del 2022, a celebrare uno dei più grandi autori dell'arte sequenziale giapponese: un'operazione che permette agli amanti del mondo dei manga, e non solo, di perdersi tra capolavori indimenticabili.

100 opere originali, molte delle quali esposte fuori dal Giappone per la prima volta, riproduzioni, riviste, libri, documenti video e testi critici per ricostruire l'universo di Shigeru Mizuki. Una mostra davvero imperdibile per gli amanti del genere.


Pubblicato il 28/08/2025 dalla Redazione

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